domenica 30 dicembre 2007

2 settimane passate con Luciana, Grazia, Gianni, Giovanni

Come riassumere queste due settimane passate con Luciana, Grazia, Gianni, Giovanni (l’amico di Castelnuovo Monti che sta studiando in Cile), Lara e Martina, qui nella nostra casa dei bambini?

Non siamo riusciti a scrivere molto di questo periodo, ma loro stessi avranno modo di raccontare al loro rientro, tra poco, purtroppo.

Abbiamo passato il Natale insieme. Abbiamo vissuto insieme i preparativi. Siamo stati insieme alle nostre famiglie boliviane. Siamo pure stati a trovare i nostri amici dell’altipiano, festeggiando il Natale con loro, anche se con qualche giorno di ritardo. Speriamo poter andare a trovare i bambini e le loro famiglie nella foresta tropicale il cui incontro abbiamo dovuto posticipare per un imprevisto mal di denti.

Abbiamo vissuto tante cose belle, che sono scritte nei nostri cuori e che ci legheranno per sempre e che marcheranno una tappa importante della storia personale di ognuno e della nostra stessa casetta, cosí come succede con chi viene a convivere -semplicemente - qui con noi.

Siamo felici! E questa parola riassume tutto.

Siamo felici di averli avuti qui, di esserci appoggiati in loro, di aver goduto del loro muoversi liberi in ogni situazione, in ogni imprevisto, con ognuno dei nostri amici e dei nostri ospiti.

Siamo felici perché adesso ci sentiamo piú vicini, perché ci siamo conosciuti da vicino, perché abbiamo potuto mostrare dal di dentro la vita nostra senza paura degli errori e delle ingenuitá.

Siamo felici perché hanno conosciuto i nostri bimbi e i nostri bimbi si sono affezionati a loro.

Siamo felici della normalitá in cui si sono svolte queste giornate: di sole, di pioggia, di malattie, di imprevisti, di abbracci, di difficoltá, di tanto bucato quotidiano, di capricci, di stanchezze e di tanti regali.

Tutto é stato un regalo bello e grande che fa di questo Natale un Natale speciale. E’ la prima volta che viene qualcuno a trascorrerlo con noi. E’ stato un Natale bellissimo, vissuto forse di corsa, come un po’ di corsa é andato tutto questo periodo. Ma ogni particolare di questo Natale é fissato a colori d’oro nei nostri cuori e negli occhi dei nostri bimbi.

Non c’é nostalgia nelle nostre parole, c’é solo il senso profondo del grazie perché questa nostra casetta ci fa vivere continuamente momenti speciali pur nella semplicitá del suo ritmo quotidiano.

Alla fine di questo anno, che ci ha regalato una casa, un terreno, nuovi bimbi e tanti amici, oltre al bellissimo e sperato incontro con tanti, in Italia, durante il mese di novembre, sorge spontaneo dal cuore un sorriso per tutte le cose buone che abbiamo assaporato insieme.

Vorremmo poter scambiare un abbraccio con ognuno e desiderarci tante cose buone anche per l’anno nuovo che comincia tra poco.

Abbracceremo forte, forte ognuno di voi in Luciana, Grazia, Gianni, Giovanni, Lara e Martina, magari mentre i bimbi staranno giá dormendo, su di sopra.

E ci augureremo tanta felicitá, che non vuol dire vivere in un mondo di fantasia, ma desiderare per ognuno il segreto della vita, che é quello di tornare ad essere un po’ piú bambini: meno brontoloni e piú giocherelloni, meno complicati e piú spensierati, perché cosí ce lo insegna il Vangelo: “Se non diventerete come bambini, non entrerete nella nostra casetta dei bambini”. Quella é il nostro Cielo!

Ari e bimbi e tutti qui della casetta, incluso il gattino....

mercoledì 26 dicembre 2007

26 dicembre

Ciao di nuovo, ieri abbiamo festeggiato il Natale insieme a tutte le nostre famiglie al "collegio Poveda" ( non abbiamo ancora il numero dei partecipanti, ma erano circa 600). E’ stata una giornata molto bella . Tutti i nostri bambini erano puliti e vestiti a festa .. purtroppo pero’ non abbiamo potuto fare molte foto perche’ le batterie ci hanno lasciato a piedi .

Domani 27 dicembre , sveglia alle 5 per recarci nella foresta tropicale , per festeggiare il Natale con le nostre famiglie del villaggio di Bia Requate’ .

A presto . Grazia ,Gianni, Lara , Martina e Luciana .

domenica 23 dicembre 2007

natale in bolivia

Ciao a tutti , e' trascorsa quasi una settimana dal nostro arrivo qui , alla casa de los ninos ... il viaggio e' stato lunghissimo ... ben 36 ore , ma appena arrivati siamo stati subito assorbiti dalla moltitudine di cose da fare ....


i bambini che vivono nella casa sono meravigliosi , sempre pronti a farsi coccolare ....


giovedi' scorso abbiamo trascorso la giornata all'interno del carcere femminile per la festa del Natale .... l'impatto e' stato traumatico ..... c'erano tanti bambini che appena ci hanno visti ci hanno assaliti....ci siamo commossi nel vederli sporchi e chiusi in questo cortile ... ma quello che ci ha piu' colpiti e' stato il loro sguardo .... e' difficile descriverlo... ma e' stata una giornata bella ... abbiamo festeggiato insieme alle mamme di questi bambini, felici di poter passare una giornata diversa dalle altre .


Abbiamo festeggiato con riso, pollo ,pomodori , frutta e un bicchiere di bibita a testa, al ritmo di valzer . tutte hanno voluto la foto ( e' stato molto rischioso perche' in carcere non si possono fare foto ...e per poco le guardie non ci scoprivano) e al termine del pranzo ogni donna ha ricevuto in dono : 1 bacinella per lavare , 1 contenitore per alimenti , un sacchetto di zucchero , uno di riso , uno di pasta , 1 bottiglia di olio e un dolce , che avevamo preparato il giorno prima insieme ai ragazzi della comunita' di Sant'Egidio .


I bambini invece hanno ricevuto in dono , macchinine per i maschietti e bamboline per le bambine . erano tutti molto felici ! e anche noi eravamo felici di vedere , anche solo per poche ore , la gioia sui loro volti .






Caricati gli avanzi sulla camionetta, ci siamo dati appuntamento alle otto di sera e armati di bicchieri , bibite e qualche dono , ci siamo avviati per portare un po' di ristoro ai bambini che vivono sotto i ponti .... e' stato terribile !!!!! non avevamo mai visto cose simili.....in trenta secondi hanno divorato la loro razione di riso ,pollo e qualche fetta di pomodoro .... e preso con grande foga il regalo che avevamo portato per loro .... qualche maglietta e cappellini, poi se ne sono tornati sotto il loro ponte , pieno di sporcizia...e con un'odore terribile..... costretti a starsene li' tutto il santo giorno perche' a loro , che sono gli scarti della societa' , e' proibito andare per strada.... siamo rientrati tardi, stanchi, ma felici!


Ieri e' venuta una mamma con i suoi bambini a vedere la sua casetta , che e' la numero 2 ... si e' molto commossa al pensiero che fra meno di 15 giorni potra' avere una casetta tutta sua !!!! e' bastato vedere il volto di questa donna per darci la carica ! la cittadella Arcobaleno sta crescendo .... le case sono bellissime... il nostro presidente , Luciana , ha gia' preso le misure delle tende e fra qualche giorno iniziera' a confezionarle .... noi che siamo qui, stiamo toccando con mano questo sogno , che fra non poche difficolta', si sta realizzando .....e siamo gia' a quota 12 case , che grazie all'aiuto di tutti siamo riusciti a costruire .
Oggi siamo stati al mercato a comprare un po' di vestiario per i bambini che vivono qui vicino ....loro possiedono molto poco ! abbiamo portato due di loro con noi , sporchi e pieni di pidocchi.... abbiamo comprato jeans , magliette, scarpe,qualche pacco d biscotti , e abbiamo pranzato insieme a loro .... indovinate ! riso e pollo !


Ora, alcuni di noi , stanno preparando il presepio, altri hanno il compito di preparare i pacchetti dono per i prossimi pranzi Natalizi.... insomma qui le giornate sono piene!!! non c'e' mai un minuto libero ..... ma e' bello cosi' !


dimenticavamo di dire che Ari ci stupisce sempre di piu' ..... non abbiamo mai conosciuto una persona come lui, ...ci riteniamo molto fortunati, tutto questo si sta realizzando grazie a lui , alla sua semplicita', bonta' , disponibilita' totale verso gli altri alla sua grande capacita' organizzativa.....


Da tutti noi che siamo qui un augurio di Buon Natale !!


Grazia ,Gianni, Lara , Martina e Luciana

venerdì 30 novembre 2007

biciclette, vicini e muratori

Ciao!


Sono le 21 e 57 minuti. La lavatrice é di lá che fa il suo dovere; Padre José é tranquillo nella sua depandance; Antonio sta finendo di asciugare i piatti; i bimbi sono su che dormono pacifici, cosí pure la mamma di María René (che lei è specialista nel creare guerre per motivi inesistenti); stasera siamo soli in casa, anche i due cagnolotti che avevamo preso possesso dei nostri prati sono stati portati al canile municipale; e poi siamo uno in meno perché questo pomeriggio, dopo la festa per il suo compleanno, Roxana é rientrata per una settimana a casa sua, insieme ai suoi genitori e ai suoi fratelli che sono venuti oggi per la festa e per visite mediche d’obbligo; piú fuori le casette crescono nonostante le gentili prepotenze dei vicini e le dispute interne tra i nostri lavoratori; io ho giá preso la mia tazza di latte con ... pankeque, e sono felice di stare qui a fare due chiacchiere a distanza.


Sono appena stato di sopra a vedere i bimbi. Manuelito era un po’ inquieto.E’ che oggi finalmente gli é arrivato il regalo vero di compleanno: una specie di biciclettina alla sua misura, in modo che possa appoggiare bene i suoi piedini e sia obbligato a fare sforzi; potete immaginare la sua gioia! Difficile staccarlo dal suo giocattolo e farlo dormire: forse stava sognando le sue prossime fughe! Non so se l’ho giá detto, ma Manuel ha imparato a dire “cacca”. Non sa ancora dire mamma, ma la nuova parolina gli esce proprio bene, forse per stare in sintonia con le ossessive gare a premi sui vasini che facciamo con gli altri “fratellini/sorelline” qui a casa.


A proposito di bicicletta, stasera ne é capitata una bella che merita essere raccontata. Da alcuni giorni Antonio é –senza motivo alcuno- insopportabile e molto pericoloso: inavvicinabile, quando invece la settimana scora era particolarmente tranquillo e affabile. Siccome stasera eravamo soli in cucina, mi sono avvicinato a lui per parlargli con dolcezza e invitarlo a cenare, offrendogli persino un bicchiere di coca cola di cui lui va matto. Ma non c’é stato verso: si é messo le dita nelle orecchie per non ascoltarmi e ha tirato fuori, con la sua faccia “angelica”, un coltello. Nei giorni scorsi ho preferito non rivolgergli la parola, per evitare tensioni, ma stasera sono tornato a stuzzicarlo, anche se le sue reazioni erano sempre piú negative e ostili. Poi a un certo punto mi sono ricordato della bicicletta e gli ho detto: “Domani pomeriggio, quando torno dall’altipiano, vado al mercato e ti regalo una bicicletta. Sei contento?” Incredibile! Ha sgranato gli occhi, si é alzato dalla seggiola e ha cominciato a balbettare: “Cocoome? Cocoosa?” “Sí una bicicletta tutta per te cosí puoi andare in giro a trovare i tuoi amici e muoverti di qua e di lá come ti pare.” “Ma io non so guidarla e saró sempre in terra? Ce ne sará una adatta alla mia altezza per non sgrugnarmi troppo?” “Certo che la troviamo, e poi se impari a mettere i piedi in terra, vedrai che non cadi e trovi l’equilibrio giusto. Nel giro di una settimana imparerai a stare su da solo.” “Magari domani mi accompagni all’altipiano cosí al ritorno possiamo andare subito al mercato a comprare la bicicletta, e risparmi tempo.” “D’accordo! Ora mangia un po’ e prenditi la tua medicina e, se vuoi, la coca cola”. Stasera possiamo proprio parlare dei miracoli delle biciclette! E siamo particolarmente contenti!


E forse una bicicletta dovró comprarla pure io visto che negli ultimi due giorni mi sono arrivate due avvertenze sulla macchina nuova. Ieri mattina, infatti, é apparsa inspiegabilmente con una gomma bucata. L’unica gomma nuova che c’era su. E stamattina si é sfasciato inspiegabilmente il vetro grande della capota posteriore. C’era stato un diverbio con il rappresentante dei vicini, nei giorni scorsi, e qualche ritorsione me l’aspettavo. Vediamo cosa troveremo domattina. Intanto, oggi siamo dovuti andare di nuovo a scusarci e a dare spiegazioni in Municipio, visto che gli “amabili vicini” ci avevano fatto citare sotto pena di una multa di 1000 euro se non sospendevamo i lavori. Così prima di andare all’appuntamento ho scritto una bella letterina al capo del Municipio in cui, alla fine, citavo gli amici italiani che , “sono particolarmente orgogliosi e grati per tutto l’appoggio offertoci finora dal Comune”. La frase ad effetto ha fatto colpo e così noi possiamo continuare ad avanti giorno dopo giorno con i lavori.


Anche sul lavoro oggi ne è successa una bella. C’è attrito tra i nostri papà che lavorano come muratori perchè c’è qualcuno di loro che si sente un po’ il "galletto" e con il suo atteggiamento crea malessere. Il risultato è che gli altri lo schivano e lui alla fine si apparta e se ne va a bere per giorni interi. Ovviamente: le casette a lui affidate sono indietro, come costruzione. Stamattina, visto che questo papà non si è fatto vivo, gli altri muratori hanno deciso spontaneamente (noi volevamo suggerirlo, ma loro ci hanno anticipati), di mettersi tutti a lavorare nelle sue 4 casette per mettersi alla pari con i lavori. Un gesto veramente nobile, che mi ha dato tanta gioia e mi ha commosso, e che mi fa dire che vale la pena andare avanti con le costruzioni se danno questi frutti di bene.


... un gemito su di sopra. E’ di nuovo Manuelito che ha bisogno di essere sistemato e tranquillizzato nei suoi sogni. La lavatrice ha finito il suo lavoro. Antonio mi ha salutato felice ed è andato a dormire. Io preparo le medicine per i bimbi, dopo aver scritto queste due righette giornaliere, faccio un giretto fuori, tanto la serata è bella, e poi: Buona Notte!


A presto!
Ari e bimbi

biciclette, vicini e muratori

Ciao!

Sono le 21 e 57 minuti. La lavatrice é di lá che fa il suo dovere; Padre José é tranquillo nella sua depandance; Antonio sta finendo di asciugare i piatti; i bimbi sono su che dormono pacifici, cosí pure la mamma di María René (che lei è specialista nel creare guerre per motivi inesistenti); stasera siamo soli in casa, anche i due cagnolotti che avevamo preso possesso dei nostri prati sono stati portati al canile municipale; e poi siamo uno in meno perché questo pomeriggio, dopo la festa per il suo compleanno, Roxana é rientrata per una settimana a casa sua, insieme ai suoi genitori e ai suoi fratelli che sono venuti oggi per la festa e per visite mediche d’obbligo; piú fuori le casette crescono nonostante le gentili prepotenze dei vicini e le dispute interne tra i nostri lavoratori; io ho giá preso la mia tazza di latte con ... pankeque, e sono felice di stare qui a fare due chiacchiere a distanza.

Sono appena stato di sopra a vedere i bimbi. Manuelito era un po’ inquieto.E’ che oggi finalmente gli é arrivato il regalo vero di compleanno: una specie di biciclettina alla sua misura, in modo che possa appoggiare bene i suoi piedini e sia obbligato a fare sforzi; potete immaginare la sua gioia! Difficile staccarlo dal suo giocattolo e farlo dormire: forse stava sognando le sue prossime fughe! Non so se l’ho giá detto, ma Manuel ha imparato a dire “cacca”. Non sa ancora dire mamma, ma la nuova parolina gli esce proprio bene, forse per stare in sintonia con le ossessive gare a premi sui vasini che facciamo con gli altri “fratellini/sorelline” qui a casa.

A proposito di bicicletta, stasera ne é capitata una bella che merita essere raccontata. Da alcuni giorni Antonio é –senza motivo alcuno- insopportabile e molto pericoloso: inavvicinabile, quando invece la settimana scora era particolarmente tranquillo e affabile. Siccome stasera eravamo soli in cucina, mi sono avvicinato a lui per parlargli con dolcezza e invitarlo a cenare, offrendogli persino un bicchiere di coca cola di cui lui va matto. Ma non c’é stato verso: si é messo le dita nelle orecchie per non ascoltarmi e ha tirato fuori, con la sua faccia “angelica”, un coltello. Nei giorni scorsi ho preferito non rivolgergli la parola, per evitare tensioni, ma stasera sono tornato a stuzzicarlo, anche se le sue reazioni erano sempre piú negative e ostili. Poi a un certo punto mi sono ricordato della bicicletta e gli ho detto: “Domani pomeriggio, quando torno dall’altipiano, vado al mercato e ti regalo una bicicletta. Sei contento?” Incredibile! Ha sgranato gli occhi, si é alzato dalla seggiola e ha cominciato a balbettare: “Cocoome? Cocoosa?” “Sí una bicicletta tutta per te cosí puoi andare in giro a trovare i tuoi amici e muoverti di qua e di lá come ti pare.” “Ma io non so guidarla e saró sempre in terra? Ce ne sará una adatta alla mia altezza per non sgrugnarmi troppo?” “Certo che la troviamo, e poi se impari a mettere i piedi in terra, vedrai che non cadi e trovi l’equilibrio giusto. Nel giro di una settimana imparerai a stare su da solo.” “Magari domani mi accompagni all’altipiano cosí al ritorno possiamo andare subito al mercato a comprare la bicicletta, e risparmi tempo.” “D’accordo! Ora mangia un po’ e prenditi la tua medicina e, se vuoi, la coca cola”. Stasera possiamo proprio parlare dei miracoli delle biciclette! E siamo particolarmente contenti!

E forse una bicicletta dovró comprarla pure io visto che negli ultimi due giorni mi sono arrivate due avvertenze sulla macchina nuova. Ieri mattina, infatti, é apparsa inspiegabilmente con una gomma bucata. L’unica gomma nuova che c’era su. E stamattina si é sfasciato inspiegabilmente il vetro grande della capota posteriore. C’era stato un diverbio con il rappresentante dei vicini, nei giorni scorsi, e qualche ritorsione me l’aspettavo. Vediamo cosa troveremo domattina. Intanto, oggi siamo dovuti andare di nuovo a scusarci e a dare spiegazioni in Municipio, visto che gli “amabili vicini” ci avevano fatto citare sotto pena di una multa di 1000 euro se non sospendevamo i lavori. Così prima di andare all’appuntamento ho scritto una bella letterina al capo del Municipio in cui, alla fine, citavo gli amici italiani che , “sono particolarmente orgogliosi e grati per tutto l’appoggio offertoci finora dal Comune”. La frase ad effetto ha fatto colpo e così noi possiamo continuare ad avanti giorno dopo giorno con i lavori.

Anche sul lavoro oggi ne è successa una bella. C’è attrito tra i nostri papà che lavorano come muratori perchè c’è qualcuno di loro che si sente un po’ il "galletto" e con il suo atteggiamento crea malessere. Il risultato è che gli altri lo schivano e lui alla fine si apparta e se ne va a bere per giorni interi. Ovviamente: le casette a lui affidate sono indietro, come costruzione. Stamattina, visto che questo papà non si è fatto vivo, gli altri muratori hanno deciso spontaneamente (noi volevamo suggerirlo, ma loro ci hanno anticipati), di mettersi tutti a lavorare nelle sue 4 casette per mettersi alla pari con i lavori. Un gesto veramente nobile, che mi ha dato tanta gioia e mi ha commosso, e che mi fa dire che vale la pena andare avanti con le costruzioni se danno questi frutti di bene.

... un gemito su di sopra. E’ di nuovo Manuelito che ha bisogno di essere sistemato e tranquillizzato nei suoi sogni. La lavatrice ha finito il suo lavoro. Antonio mi ha salutato felice ed è andato a dormire. Io preparo le medicine per i bimbi, dopo aver scritto queste due righette giornaliere, faccio un giretto fuori, tanto la serata è bella, e poi: Buona Notte!

A presto!
Ari e bimbi

martedì 27 novembre 2007

e' passata una settimana da quando sono partito da Reggio

Ciao!

E’ passata una settimana da quando sono partito da Reggio. Avrei voluto registrare ogni tappa del lungo viaggio di rientro (51 ore da quando sono uscito da casa mia fino all’arrivo qui! e le impressioni commoventi e piene di gioia e stupore dell’incontro con ognuno dei bimbi quando, mercoledí mattina, al risveglio, si sono incrociati con il mio sguardo ed io con il loro... E poi gli amici che qui mi aspettavano, quasi a mezzanotte, con una bella pizza e una composizione di immagini sullo schermo del computer con le foto dei bimbi e un loro cartello di benvenuto, con disegnini e letterine...

Sono stati troppo belli e troppo importanti per me i giorni vissuti in Italia: ho incontrato tanti amici e amiche che vogliono un bene immenso alla nostra casetta e ai suoi bimbi, che seguono con simpatia le loro storie, spesso nell’anonimato. Devo ripassare i volti di ognuno con gli appunti presi alla fine delle giornate per poter veramente non confondere nessuno e associare bene i volti dei nostri bimbi ad ognuno di quei volti.

Una ricchezza, che non si puó dimenticare. Ora posso dire con orgoglio ai nostri bimbi: “Sai, ho incontrato in Italia qualcuno che ti vuole molto bene e ti manda un bacino e un abbraccio forte, forte!”. E i bimbi si stupiscono e si rallegrano. Anche a me si riempie il cuore di gioa per l’affetto sincero e profondo che ci é stato dimostrato, e il sostegno generoso che fa fiorire le casette nuove qui fuori. A qualcuno l’ho giá detto: solamente stamattina presto ho trovato il tempo e la forza per fare un giro a vedere come vanno le costruzioni. Bello e commovente anche qui vedere il profilarsi dei tetti sfavillanti sul fondo delle montagne lavate dalla pioggia. Le casette crescono, nelle prime si sta lavorando all’intonaco delle stanze. In altre siamo un po’ in ritardo per via della pioggia dei giorni scorsi e per via dei lavoratori che ogni tanto spariscono senza preavviso. Oggi ce n’eran solamente 5 a pranzo...

Ma l’impegno da quando sono stato in Italia, é quello di non far vincere lo sconforto, la delusione o la critica. La pace deve regnare sempre, nonostante i problemi, i dolori e le contrarietá. Cerco di prendere un po’ di sana distanza dalle difficoltá, che subito si sono presentate, senza farmi coinvolgere troppo o vincere dal panico. E cosí riesco a passare tanto tempo con i bimbi, giocando con loro nella loro stanzetta. E loro capiscono lo sforzo che si fa e sono molto piú tranquilli, e dormono serenamente, nonostante i raffreddori di stagione. Non mancano gli episodi meno fortunati, come stasera, quando Sebastián si é messo a piangere a
dirotto, per 20 minuti, quando al momento della tazza di latte prima di andare a letto, voleva tutta la ciotola di biscottini che María René, da brava mammina, stava distribuendo in parti uguali ad ognuo dei fratellini/sorelline. Prima una sgridata per lui, e poi doppia razione di biscotti e la pace era giá fatta, con ulteriore premio per aver fatto la cacchina nel vasino. E, simpatico, di fianco a lui, Manuel che si metteva l’indice sul nasino e sulla bocca per indicargli di smetterla.

E proprio per il piccolo Juan Manuel, ieri pomeriggio, abbiamo festeggiato il compleanno . Un festa bella con i bimbi e tanti amici che non nascondono la loro preferenza per il nostro piccolino, che ancora non parla e non cammina (tra l’altro, si sono sbagliati a fargli le scarpine ortopediche), ma sorride che é uno spettacolo. A dire il vero, lui non era molto attirato dal suo compleanno e neanche dalla torta, pur buona. Ma quando é arrivato il regalino, un camioncino da meno di un euro (poi, quando avremo tempo, gli compreremo una bella macchina a pedali), si é afferrato al regalo e non l’ha voluto piú mollare, né per mangiare, né per andare a letto: guai a chi glielo toccava!

Certo, le preoccupazioni ci sono, come quella per la salute del Padre José Heath, il sacerdote di 82 anni che vive con noi, in due stanzette della “depandance”, che é caduto dalla seggiola a rotelle, domenica l’altra, e che ha una forte infezione urinaria. Sabato, il medico che l’ha visto, era molto preoccupato, ed é stato necessario un intervento energico di antibiotici; ma oggi, il Padre sta molto meglio ed é tornato al suo ritmo confortante di patatine e coca cola, da buon nordamericano. Simpatica la sua preoccupata reazione, quando sabato a mezzogiorno, abbiamo sentito il rumore di una ruspa che entrava, senza preavviso, nella nostra proprietá:
“Sono le ruspe del Municipio che vengono a demolire le casette nuove! Ci vogliono cacciare via di qua: dove potremo alloggiare?” Erano, sí, le ruspe del municipio, ma che venivano a continuare i lavori di livellamente del futuro campo da calcio.

Preoccupazione piú seria quella che si vive nel Paese per la difficili situazione sociale di questi giorni, con morti e scontri per motivi veramente banali e che hanno obbligato i nostri due amici di Felina ad anticipare il loro rientro in Italia. Noi non abbiamo televisione per cui non sappiamo bene quello che sta succedendo nelle cittá in cui ci sono scontri.

Preoccupazione meno grave per il pranzo di oggi visto che, per la mancanza di operai al lavoro e a pranzo, era rimasta mezza pentola di cibo inutilizzato che non sapevo come fare a smaltire. Ma verso le otto di sera, suona il campanello ed eccoti una famiglia con tanti bambini che non avevano pronto niente da mangiare e cosí: festa per loro!, con tanto pollo e tanto riso, insieme ad altre buone cosette che ci erano arrivate in sovrappiú proprio nel pomeriggio, dono dell’allenatore della nazionale, venuto a farci visita.

Ora mi preparo per andare a letto e saluto di cuore ognuno e ad ognuno faccio gli auguri per questa settimana. Come ultimo pensiero, le parole del P. José, ieri, a chi gli voleva offrire una sistemazione piú comoda: “Non voglio andarmene da questa casa perché nessuno mi ha mai trattato cosí nella mia lunga vita, e ho sempre qualcuno accanto che mi accompagna”. E’ il nostro decimo bimbo, anche se pesa novanta chili e ci vuole una gru per tirarlo su dal letto... Tra il suo sorriso e quello di Manuel scorre il ritmo sereno della nostra famigliola, semplice e bella, originale e sorprendentemente normale.

Dimentico di dire che siamo molto contenti anche perché Antonio, in questi giorni sta molto bene e questo ci toglie una grossa preoccupazione.
Un abbraccio!
Ari a bimbi, grandi e piccoli

mercoledì 10 ottobre 2007

casette oggi

Ciao! Oggi provo a mandare una composizione di foto fatte oggi, con le casette 1 e 2, 3 e 4, 5 e 6. In piú c'é la signora dell'altipiano, della parabola del buon samaritano, che sará la prima a entrare nella sua casetta che viene su bene, lei che é venuta a lavorare insieme ai suoi bambini piccoli, anche se non sta in piedi. Un bel segno proprio!




Stasera abbiamo portato Manuel all'ospedale perché non ero tranquillo sulla sua salute. Una tosse secca che non mi piaceva per niente. E' pieno di catarro. Ci hanno dato un aerosol da fargli 3 volte al giorno. In piú abbiamo scoperto, dai raggi ai polmoni, che ha clavicola rotta, da tempo, che é giá cicatrizzata. Mai nessuno ci ha detto niente e mai Manuel si é lamentato... Speriamo che non gli provochi danni in futuro.


Un abbraccio a tutti!
Ari

venerdì 28 settembre 2007

inaugurazione Cittadella Arcobaleno

Con una certa emozione, oltre a una grande stanchezza, voglio comunicare che questo pomeriggio abbiamo posato il primo mattone sulle fondamenta delle prime due casette... E' toccato a me farlo, insieme all'incaricato nazionale di Habitat, la istituzione che ci aiuta nella costruzione.


L'abbiamo fatto davanti a tutti i nostri bambini, che probabilmente non si rendono conto di cosa significa questo villaggio che abbiamo sognato per loro e per le loro famiglie... Forse neppure noi ne abbiamo piena coscienza o forse siamo proprio incoscienti nel lanciarci in questa avventura cosí pazza, ma senza dubbio bella e affascinante.


Non c'era nessuna autoritá ufficiale anche se poco prima era venuta a farci visita la mamma del Prefetto. Come dicevo: c'erano solo i nostri bambini a sigillare le intenzioni profonde del nostro cuore. E dai bambini impariamo a fare della realtá un gioco, lasciando da parte ogni preoccupazione e affidandoci ciecamente al Cielo.




Con grande emozione ringrazio di nuovo tutti, per lo sforzo comune che ci ha permesso in cosí poco tempo arrivare cosí avanti.


Grazie per aiutarci a moltiplicare il bene, nel silenzio e lontani da qualsiasi pubblicitá o interesse personale. Ed é un bene che fa bene al cuore di tanti.


Grazie!
Ari

inaugurazione Cittadella Arcobaleno

Con una certa emozione, oltre a una grande stanchezza, voglio comunicare che questo pomeriggio abbiamo posato il primo mattone sulle fondamenta delle prime due casette... E' toccato a me farlo, insieme all'incaricato nazionale di Habitat, la istituzione che ci aiuta nella costruzione.


L'abbiamo fatto davanti a tutti i nostri bambini, che probabilmente non si rendono conto di cosa significa questo villaggio che abbiamo sognato per loro e per le loro famiglie... Forse neppure noi ne abbiamo piena coscienza o forse siamo proprio incoscienti nel lanciarci in questa avventura cosí pazza, ma senza dubbio bella e affascinante.


Non c'era nessuna autoritá ufficiale anche se poco prima era venuta a farci visita la mamma del Prefetto. Come dicevo: c'erano solo i nostri bambini a sigillare le intenzioni profonde del nostro cuore. E dai bambini impariamo a fare della realtá un gioco, lasciando da parte ogni preoccupazione e affidandoci ciecamente al Cielo.




Con grande emozione ringrazio di nuovo tutti, per lo sforzo comune che ci ha permesso in cosí poco tempo arrivare cosí avanti.


Grazie per aiutarci a moltiplicare il bene, nel silenzio e lontani da qualsiasi pubblicitá o interesse personale. Ed é un bene che fa bene al cuore di tanti.


Grazie!
Ari

venerdì 31 agosto 2007

Abbiamo creduto insieme al sogno

Ciao!


Abbiamo creduto insieme al sogno bello di poter avere un centro dove ospitare i nostri bambini e dove poter alloggiare tante delle nostre famiglie. Tanta generositá ci ha sostenuti e ha reso tangibile questo sogno, che non abbiamo certo inventato noi ma che é venuto delineandosi piano piano, come cresce nel silenzio un bimbo nel seno della madre.


Questo periodo, tra l’altro é marcato da una grande stanchezza, alleviata dalla presenza preziosa di tanti amici e tante amiche che sono venuti personalmente a condividere le nostre semplici giornate. La stanchezza si traduce spesso in un certo rilassamento e in una non chiara visione del futuro, specie nelle decisioni da prendere o nelle prioritá da tener presenti. Ma siccome siamo in tanti, e in tanti cerchiamo di avere un cuore pulito, é un giogo soave sopportare la durezza di questi giorni e la fatica. Cerchiamo di andare avanti con serenitá. I bimbi ci spronano, ci danno animo. Gli amici ci sostengono.


E la casa si riempie di nuovi volti. Da due giorni, infatti, sono arrivate Roxana e Miriam, due sorelline, di 9 e 12 anni, della stessa tribú di Giovanna e che i genitori vorrebbere salvare dagli stessi gravi problemi che Giovanna ha vissuto. E poi c’é Marianita che ieri mattina é tornata a casa dall’ospedale. Cosí sono 4 le bambine della tribú Yuqui che vivono con noi. Probabilmente la venuta di Mariana ha provocato un po’ di scombussolamento nella salute di tutti noi, visto che ci siamo improvvisamente raffreddati e riempiti di tosse, ma valeva la pena riprendere con noi questa bambina che oggi/domani compie 3 anni e da quando aveva 7 mesi ci é stata affidata.


Scopro ogni giorno di piú che la bellezza di questa casa sono i volti dei nostri bimbi. Dietro questi volti si nascondono storie belle che ogni giorno si arricchiscono di particolari gioiosi e commoventi. Non si puóimmaginare cosa significa per noi, per esempio, vedere il piccolo e gracile Manuel che ha imparato ad avvitare l’indice sulla sua guancina per segnalare che la ministra é buona (ho scritto ministra, per errore, invece di minestra), lui che non sa ancora dire una parola. O María René che, nonostante i suoi capricci, si sveglia al mattino e viene ad abbracciarmi con un “Te quielo mucho, Ali (te quiero mucho, Ari,)”. O Sebastian che oltre alla “T” ora sa sbiascicare pure la “B”. O Evita che vuole dare un bacino a tutti, proprio a tutti, prima di andare a dormire e con questo semplice gesto sbollisce le tensioni interpersonali che magari sono sorte durante il giorno. E Marianita che piano piano impara a giocare di nuovo insieme ad altri bambini, e sorride. O Franco (é il nome nuovo di Antonio che é stato coniato nelle settimane scorse da alcuni dei nostri amici italiani qui presenti) che é qui che mi fa da angelo custode, con tante domande su ogni parola che scrivo in italiano (in questo preciso momento la domanda é: Que es eso, Parola?). E mi confessa che gli piacerebbe imparare ad usare il computer per potersi sentire piú utile qui in casa. E magari un giorno imparerá davvero! O tutte le bimbe piú grandine che prima di andare a letto, stasera, mi hanno detto che vorrebbero fare un regalino a Marianita per la sua festa.


La vita scorre vera dentro di noi grazie a questi particolari semplici, e riusciamo ad andare avanti con rinnovato entusiasmo, nonostante le poche forze.


E mi nasce spontanea questa costatazione: quante cose belle potremmo continuare a fare tutti insieme! Un giorno abbiamo gridato di gioia per il cielo che era stato fatto nella stanza dei nostri bimbi. Speriamo di poter gridare presto la nostra gioia per la prima casetta che sará fatta per una delle nostre famiglie. Oggi – tra l’altro- sono venute due di loro per comunicarmi che erano state cacciate via di casa e che non sapevano dove rifugiarsi (con tanti figli sulle spalle, nessuno le vuole!).


Probabilmente una verrá qui da noi, nei prossimi giorni, quella di Carlito ed Hilda, visto che il fratellino piú piccolo non ha neanche un mese di vita e le possibilitá di proteggerlo sono limitate. La cosa bella é che proprio in questi giorni si sono avvicinati alcuni papá dei nostri bimbi dicendo che vorrebbero offrirsi per la costruzione delle case proprio in questo periodo
in cui c’é grande scarsitá di mano d’opera.


Un’altra cosa bella é che oggi abbiamo finito di scavare il pozzo. A 86 metri di profonditá abbiamo acqua sufficiente per poter dar da bere a piú di 1.000 persone.C’é uno scritto bello di Martin Luter King sui sogni. Tanti senza dubbio lo conoscono. Il nostro sogno é maturato dal cuore e forse per questo coinvolge tanti. Teniamo gli occhi fissi lí e siamo sicuri che presto fioriranno casette nel terreno bello che ci circonda. Dentro la casa fioriscono volti di bimbi e fuori fioriranno casette: mi sembra logico!


Un abbraccio grande a tutti e un saluto speciale a chi ha lasciato il suo cuore e il suo affetto qui, dopo la partenza.
Ari

lunedì 27 agosto 2007

Stasera sono un po’ piú sveglio del solito

Ciao! Stasera sono un po’ piú sveglio del solito: vedo se dura e riesco a mandare qualche notizia.

Sono successe tante cose in questi pochi giorni, difficili da riassumere. La cosa piú importante é che Marianita sta migliorando a vista d’occhio. Non ha piú la febbre e rimarrá in ospedale solo per alcuni giorni. Io ero molto preoccupato, domenica pomeriggio, perché avevo paura di una possibile meningite, cosa che ho visto in alcuni casi di bambini yuqui. Sono contento che sia in ospedale cosí mi sento piú tranquillo. Lí é sotto controllo costante.

Oggi abbiamo ricoverato in ospedale Yovana, la ragazza ammalata di AIDS che abbiamo accompagnato in macchina in ospedale, per accertamenti, una decina di giorni fa, insieme ad altri 6 amici di strada. Non ce la faceva piú a stare in piedi... Vedremo quanto durerá. Intanto é curata. Lei la compagna di Felipe, quel ragazzo che é cieco per essere stato pestato anni fa dai poliziotti e che avevamo fatto curare due anni fa, quando venne Luciana.

Sabato é venuto a Cochabamba Mariano, insieme a suo padre. Eravamo molto felici di rivederlo. Ci sembra che stia bene. Lui voleva rimanere qui a casa da noi, ma il papá ha preferito riportarlo al paese. Pure suo fratellino, Ari Severino, che é in ospedale a San Carlos, si sta riprendendo bene. Abbiamo chiesto che Mariano e Remi possano venire insieme, nelle prossime settimane a passare qualche giorno qui da noi. A San Carlos é stato portato pure quel bambino giallognolo –Alvaro- che il nonno ci fece conoscere a Chimoré. Ma non ha voluto che fosse ricoverato perché non sapeva dove fermarsi a dormire, cosí il viaggio é servito solamente per una necessaria trasfusione di sangue al bimbo.

Sabato abbiamo portato qui a casa Maria e suoi due figli ammalati di AIDS: Jazmani y Kevin. Le abbiamo parlato chiaramente sulla necessitá di lasciarli qui da noi, ma la decisione deve prenderla lei, anche se non sappiamo da dove tirerá fuori l’intelligenza per poter curare i suoi due figli, a parte che ne ha altri 6 in centri dello Stato. Sabato era il compleanno di Maria Grazia, Michela (la ragazza di Carpi che abbiamo ospitato in queste due settimane) e della stessa Maria. Cosí abbiamo fatto un bella festa per loro in giardino, invitando a tutti i bambini che vengono a mangiare qui a casa durante la settimana. Per ognuno c’era un regalino...

Ora cado dal sonno e vado a letto. Buona notte!

lunedì 20 agosto 2007

J.Sebastian

Ciao a tutti! So che avrei dovuto scrivere prima, e di materiale ce ne sarebbe, le cose che succedono qui sono tantissime e ogni singolo momento sarebbe degno di essere raccontato, anche se fa parte di una giornata come tante... ma forse proprio per questo si fa fatica a fermarsi per scegliere cosa dire e cosa non dire.


Vedere i tre bimbi “grandi” di casa (Eva, Sebastian e M.René) che giocano da soli parlandosi come grandi, abbracciandosi e spingendosi a turno sulla macchinina, vedere che Sebastian va a dare la manina a M.René che é caduta la consola dicendole chissácosa, vedere Evita che spiega a Manuel che deve sempre mangiare tutta la pappa e vedere M.René che obbliga Sebastian a fare la pipí nel vasino varrebbe tante inutili edizioni del Grande Fratello!


Oggi vorrei parlarvi un po’ di piú di J.Sebastian, il bimbo che alberga nei sogni di tutte le mamme e nonne emiliane


Ha dei bellissimi occhi a mandorla neri neri che risaltano nel suo faccino paffuto sempre sorridente. E’ dolcissimo, continuamente in cerca di coccole e di abbracci, tranne quando decide di “no abrazos, mi becio no” piú che altro per farci dispetto! Le prime volte era veramente difficile capire cosa volesse, con quel linguaggio in cui mancano cosí tante consonanti... solo Evita lo capiva sempre e ci veniva in aiuto; comunque mi pare che ora stia facendo dei miglioramenti, o forse siamo noi che ci siamo abituati a lui. Bisogna dire che in questo senso le due chiacchierone di casa, Eva e M.René, lo stanno spronando, visto che lui cerca di copiare e ripetere tutto quello che loro fanno e dicono e ovviamente le due streghette se ne approfittano, dandogli ordini e sgridandolo bonariamente per quello che sbaglia come due maestrine.


Per Sebastian il momento della pappa é sacro: che si tratti di colazione, merenda cena o latte della notte nel biberon, non é il caso di scherzarci su; se qualcuno per dispetto gli ruba un biscottino é capace di piangere per mezzora, tanto é permaloso, anche se il biscotto gli viene restituito! Affronta la zuppa e latte biscotti con una pazienza tutta boliviana, a cucchiaiate piene e costanti fino all’ultima goccia. E’ buffissimo guardarlo quando, terminata la la pastasciutta, per non sprecare nemmeno l’ultimo pezzetto di maccheroncino, applica il “Metodo Nonna Luciana”, vi versa un bel bicchierino di acqua e comincia a pulire tutto il piatto a cucchiaiate! Considerando che è arrivato qui denutrito, ha fatto dei passi da gigante per raggiungere i suoi 15 kg di ciccia e simpatia! Anche nella stanza dei materassi il suo gioco preferito é quello di preparare la pappa a noi grandi e imboccare uno ad uno tutti gli animaletti del bosco che ha disegnato la Betty, poi ci mette tutti a nanna con cuscino e copertina!


Non sono tutte rose e fiori, ovviamente, anche lui ha imparato che coi capricci si può ottenere tanto, ed essendo cosi permaloso, basta poco, basta guardarlo seri seri che lui fa il mescolino e scoppia in un pianto inconsolabile e interminabile. Peró in questi casi io e Ilenia abbiamo un sistema speciale: lo mettiamo in castigo nell’angolino, lui continua a piangere per un po’ contro il muro, quindi basta chiedergli “hai finito, Sebastian?” che lui risponde “Cí” (si) e smette improvvisamente, dopodiché, amici come prima, torna scherzare e giocare con tutti!
E’ un bambino tanto dolce, si avvicina a tutti, grandi e piccoli, con le braccia spalancate e un sorriso tanto amorevole e di una bontá tanto incondizionata che é impossibile non volergli un sacco di bene!


Un salutone a tutti,
Franci

sabato 11 agosto 2007

Da tempo non scrivo...

Ciao!
Da tempo non scrivo... Ora che siamo in tanti qui a casa ne approfitto per riposare un po' e magari riposo anche scrivendo e raccontando un pò della nostra vita quotidiana, che é sempre bella e sempre piena di particolari simpatici. Stasera a tavola ascoltavo con piacere i commenti dei nostri cari amici su ciascuno dei bambini, su come veramente si fanno voler bene, su come sono riusciti a carpire -in poco tempo- i segreti e le particolaritá di ognuno, su come gli stessi bimbi hanno trovato un rapporto speciale con ognuno. E io godo di tutto questo. Godo della normalitá della nostra vita, godo della nostra famiglia sparsa in tanti angoli del mondo e che piano piano prende contatto con la realtá della casetta dei bambini, qui a Cochabamba.

La sera é l'unico momento in cui riusciamo a sederci tranquilli e la conversazione scorre sui temi piú diversi, come se da sempre ci conoscessimo. C'é tanta sintonia tra tutti ed é bello vedere come ognuno si incarica di un particolare o inventa le cose da fare o da sistemare senza preoccuparsi tanto dei programmi. Poi i programmi li facciamo lo stesso, ma senza stressarci troppo. Dedichiamo tempo al buon cibo, visto che ne abbiamo la possibilitá. Oggi, per
esempio, ci siamo fatti scaloppine ai funghi, per 10 persone, con l'eccezionale spesa complessiva di 2 euro. E c'era da leccarsi i baffi!

E nel pomeriggio, insieme a tutti i bimbi, abbiamo inziato a prepare i sacchettini per la festa di domenica, con tutti: il mercatino con i viveri da distribuire ad ogni famiglia. E' il gioco che piace ti piú ai nostri bambini, quelli che vengono ogni domenica. Abbiamo fatto fuori tutte le riserve della dispensa. Altri generi ci sono stati regali e buona parte abbiamo comprato. Domenica sará una bella sorpresa per tutti. E nel pomeriggio di domenica ripeteremo la sfida dell'anno scorso: un partitella a calcio Bolivia contro Italia. Siccome siamo in pochi italiani, quest'anno, chiederemo l'appoggio dell'allenatore della nazionale per rafforzare la squadra campione del mondo e difendere il titolo. Fateci il tifo!

Stasera siamo usciti, con alcuni degli amici, per andare a vedere come stava il bambino che volevano affidarci all'inizio di questa settimana. Ora lo vediamo quasi tutti i giorni. Si chiama Jazmani ed é nato il 21 maggio, proprio come Andrea TSK. La mamma Maria compirá 29 anni il 15 agosto.C'é pure un altro fratellino ammalato, di quasi 2 anni, ed altri 4, non ammalati, che vivono in "hogares". Il bebé non sta molto bene, come si puó immaginare, nelle condizioni in cui vive: in strada, con due genitori ammalati di aids e drogati, con una copertina per proteggerlo dal freddo e latte quando c'é... Non sappiamo bene come intervenire in questa situazione. Intanto, cerchiamo di farci amici della mamma. E poi siamo in contatto con la nostra dottoressa sul tema della salute e dei controlli medici. Il bimbo é piccolissimo.
Una notizia bella é che da 2 settimane Gustavo non vive per strada. E' ospite presso un istituto. Non siamo ancora andati a trovarlo ma lí per lo meno é al sicuro.

Ora vado a letto perché mi sto addormentando sul computere.
Buona notte!!!
Ari

sabato 4 agosto 2007

stiamo guardando i cartoni animati

Ciao a tutti!


Mentre vi sto scrivendo stiamo guardando i cartoni animati; non che sia cosa da tutti i giorni, ma a volte anche qui si guardano i cartoni tutti insieme, rigororsamente entro le 8, i piú piccoli vanno a nanna presto.


Maria René come suo solito non riesce a smettere di parlare e di correre davanti allo schermo, finendo col farsi riprendere da tutti, ma é talmente testarda che non accetterá mai di sedersi buona buona come gli altri!


Evita sonnecchia accoccolata con la testa sulle mie ginocchia, Sebastian indica di continuo lo schermo e commenta con i suoi discorsi pieni d tatatatá e cicicí, mentre J.Manuel guarda in silenzio le immagini che scorrono davanti a suoi occhi grandi spalancati.


Juan Manuel é il piccolino della casa, ha appena 20 mesi e giá deve sopportare il peso di due gessi alle gambine. Peró non si lamenta mai, sempre tutto preso ad osservare il mondo che lo circonda col suo musino assorto. Non si lamenta praticamente mai, pur passando la sua giornata tra il box e il passeggino, mentre gli altri bambini gli corrono intorno. A lui basta che qualcuno gli cambi il pannolino, gli dia il suo biberon e poi lo si puó mettere a nanna tranquillo fino al mattino; non piange nemmeno al mattino quando si sveglia, si limita a dire qualche sua parolina o mugolio per far sapere che c’é anche lui.


La cosa piú divertente é vederlo gattonare con quelle due gambine che lo impediscono ma che si porta dietro con un’agilitá che impressiona. Gli piace tanto poter stare nella stanza dei giochi, tutta rioperta di materassi (quella dipinta da Betty) fra, dove anche gli altri bimbi sono tenuti a togliere le scarpine e lo imitano gattonando insieme a lui e giocando ai cagnolini. Forse solo lí si sente veramente uguale a tutti gli altri.


Giovedi peró togliamo i gessi! Vista la forza con cui si attacca alle pareti del box cercando di alzarsi in piedi, qui tutti dicono che non appena si libererá dall’impedimento uscirá correndo dall’ospedale!


E’ un bimbo tanto dolce, sembra un bambolotto, cosí buono e cosí sempre pronto a fare un sorriso gigante appena qualcuno gli si avvicina per dargli un po’ di attenzione. In tutti i giorni che siamo stati qui non credo di averlo mai visto piangere davvero, sono piú le volte che scoppia in una risata improvvisa parlando con i suoi giocattoli!


Stamattina siamo stati tutti insieme a trovare la sua mamma. Siamo arrivati suonando il clacson nella via impolverata in cui vive col resto della famiglia e i due fratellini sono uscti precipitandosi in strada.


La mamma li ha seguiti facendo ben attenzione a chiudere la porta della “casa”, per non farci vedere le condizoni in cui si trova. In effetti chiamarla casa é un po’ una forzatura: dalla porta ho intravisto una sorta di porticato malfermo, pieno di ferri, travetti e calcinacci, terra e polvere ovunque.


I fratellini sono due bei bimbi (qui i bimbi sono tutti belli!), assomigliano a Juan Manuel, ma la differenza tra il nostro cuccioletto e loro é impressionante! Lui tutto pulito, ben vestito, biberon appena finito, loro tutti impolverati, con dei vestitini sudici e, dalla foga con cui hanno afferrato la borsa di generi alimentari che gli abbiamo portato, senza troppa pappa nel pancino.


La mamma sembra piú vecchia della sua etá, potrebbe essere tranquillamente scambiata per la nonna, viste le mamme giovani che ci sono qui. Come si fa a pensare di mandare di nuovo il nostro bambolotto, abituato ad avere il pannolino cambiato quando lo reclama, ad addormentarsi con il biberon tra le manine, a gattonare nel prato circondato dai fratellini, in mezzo alla polvere e allo sporco di una casa dove la tavola non si apparecchia tutti i giorni?


Buonanotte


FRANCESCA

martedì 31 luglio 2007

Hola da Cochabamba!

Purtroppo non ho trovato il tempo di scrivere prima a tutti gli amici italiani che reclamano nostre notizie, ma qui, pur essendo arrivati senza sapere bene quale sia il compito preciso di ciascuno di noi, qualcosa da fare si trova sempre e la giornata finisce per passare sempre troppo in fretta.

Mi scuso in anticipo, so che sta per diventare una mail un po' monotematica, ma ho appena conosciuto la mia sorellina a distanza, Evita, e non posso che parlarvi di lei; appena e' tornata a casa da scuola mi e' saltata al collo con baci e abbracci, chiamandomi "hermanita".
E' una bambina eccezionale! (e non lo dico solo perche' e' la mia sorellina) E' piccola come uno scricciolo, ad una prima occhiata sembra una bimba di tre anni, ma appena la si sente parlare, con quella vocina bellissima e i discorsetti da maestrina, si capisce che davvero ha la sua eta'.

E' una bimbetta molto indipendente, vorrebbe fare tutto da sola, ed e' determinata, puo' stare anche cinque minuti a tentare e ritentare di infilarsi da sola la cerniera del maglioncino, ma alla fine e' cosi' contenta di dimostrarti che ce l'ha fatta lei "solita"!

In effetti dagli atteggiamenti che ha sembra anche piu' grande della sua eta'; dovreste vedere come parla ai fratellini con il ditino alzato come una maestrina, mentre spiega a Sebastian che la pipì si fa nel vasino o come guarda seria Maria Rene' che fa i capricci!

E' l'unica in grado di tradurre quello che dicono i fratellini, che si esprimono ancora con un linguaggio che pure con un po' di fantasia e' difficile ad intendersi per un italiano. Evita ci spiega tutto quello che Sebastian vorrebbe veramente dire, cosi' che lo stesso TATATA si trasforma una volta in "troppo calda", una volta in "ho la pipì", ma la maggior parte delle volte in "altra pappa".

Oggi pomeriggio ho chiesto ad Evita di insegnare un po' di paroline al fratellino e lei tutta impettita si e' girata verso di me e Sebastian e mi ha detto "Yo hablo muy lindo, lo ves"? Io parlo molto bene, lo vedi?

Quando la porto a nanna al pomeriggio o alla sera e lei con il suo visino dolce mi chiede "anche un abbraccio" e poi "un altro bacino" "un altro abbraccio", per non farmi andare via, e penso alla sua storia, non riesco a figurarmi come si possa fare del male ad un esserino cosi' meraviglioso...

Buonanotte
ps: scusate, ho scritto poco e un po' a puntate....
Francesca Romani

sabato 28 luglio 2007

sono partiti per la Bolivia i nostri associati

oggi sabato 28 luglio sono partiti per la Bolivia i nostri associati: Ilenia Notolieri , Patrizia Bertolani , Romani Francesca , e Toni Enrico ; per quattro settimane saranno loro ad aggiornarci sulla vita della nostra Casetta.

domenica 15 luglio 2007

la visita periodica di Johan Sebastian e di María René

Ieri siamo stati dalla dottoressa per la visita periodica di Johan Sebastian e di María René. La dottoressa era molto contenta del loro stato di salute.

Pesano 15 chili e misurano 87 cm. Sembrano fatti in copia! E adesso non hanno molta paura quando devono entrare all'ospedale. Oggi abbiamo fatto gli esami del sangue e qui le cose si complicano perché é sempre difficile trovare vene in questi bambini piccoli. E dovono soffrire un poco...

Ma sono stati bravi e alla fine orgogliosi andavano in giro facendo vedere i loro cerotti con cotone sui punti dell'iniezione. Latte e biscotti, dopo i prelievi, risolvono sempre i loro drammi medici! Lunedí avremo i risultati degli esami.

A presto!

sabato 14 luglio 2007

Due compleanni all'anno non fanno mica male!

Ciao.
Mi sono dimenticato di dirvi che abbiamo saputo a Vacas, dalla zia, che domani, 15, é il compleanno vero dei Evita. Forse dovremo festeggiarlo, anche se lasceremo quello del nostro primo incontro con lei, il primo marzo. Due compleanni all'anno non fanno mica male! Dovremo avvisare Ivana...

Oggi siamo andati a riprendere Antonio. Nel pomeriggio era scappato Gustavo perché i genitori erano venuti a trovarlo e lui non ne voleva sapere. Proprio in quel momento, io ero in giro a portare a casa il gruppo di bambini che aveva finito la colonia. Alla sera, Gustavo é tornato. E' su in stanza con Antonio... Antonio sta bene e non mi ha sgridato molto per aver tardato tanto nel ricuperarlo. I genitori sono rimasti abbastanza soddisfatti di lui... Forse devo mandarlo a casa sua piú spesso... Con i genitori di Gustavo siamo rimasti d'accordo che lo riporteró a casa sua perché finisca gli studi ed anche perché non ho le forze per tenerlo qui. E non gli farebbe bene, tra l'altro... Vediamo domani cosa succederá quando gli dovró parlare di questo...

JManuel si é ripreso e ora mangia come un lupo e piange se non riceve doppia razione! Ieri notte sono stati tutti bravi e nessuno si é svegliato (o forse io ero cosí stanco che non ho sentito nessun lamento!)

Le giornate sono intense, con le minicolonie, ma vale la pena...
Un abbraccio!
Ari

giovedì 12 luglio 2007

il compleanno di Zaidita

Oggi siamo stati a Vacas, il paesino di Evita, perché era il compleanno di Zaidita, la bimba ammalata al cuore. Siamo andati nel pomeriggio, con i bambini, meno JManuel. Durante le due ore di viaggio, Evita non ha aperto bocca. Quando siamo arrivati, non voleva salutare nessuno. Tutti erano meravigliati al vederla cosí cambiata e in salute. Poi sono state chiamate la nonna e la zia. Neppure loro, Evita voleva salutare. L'ho dovuta convincere ad avvicinarle e a dare un bacino... La nonna voleva che Evita ritornasse a casa perché i vicini l'accusano di averla abbandonata. "Neanche per sogno", ho detto io. Evita rimane da noi! Quando verrá suo padre, vedremo con lui come meglio fare. Evita non ne vuole sapere di ritornare al suo paese, figuriamoci!

Prima di ripartire, Suor Cherubina che ha sempre "regali speciali" da farci, questa volta ci ha fatto veramente dei regali. Proprio in questi giorni, con tante colonie dei bambini, avevamo finito lo schampo, il sapone e i detersivi vari e lei ce ne ha regalati una scatola di ognuno.

Non avevamo più patate e così ce ha dati due sacchi. Erano finite le lenticchie, e allora ne è arrivata una borsa. Non avevamo più sale in casa (strano, non succede mai) e la suora ce ne ha regalati 20 chili. E poi un sacco di cose ancora: zucchero, quinoa, fave, piselli, grano, bevande, ecc. Un vero ben di Dio. Eravamo andati per festeggiare un compleanno e siamo ritornati carichi di regali.

Al ritorno, nonostante fosse tardi, siamo passati all'ospedale a trovare la mamma di Maria Renè, che è stata operata ieri all'intestino. Cammina già, ma ha vari dolori che la tengono in preoccupazione. Non abbiamo parlato con i medici per cui non sappiamo bene come sarà l'evolversi dell'operazione. E' commovente vedere Marìa Renè che da sotto la finestra della mamma la saluta e le manda bacini, e l'invita a riposare. Stasera le offriva fiori gialli che crescono in un'aiuola proprio sotto la finestra. E poi vedendo un tubo coperto con un cerotto che le esce dal naso, diceva triste che la mamma ha la bua sul nasino...

Si impara tanto dai bimbi in questo periodo. Evita, in macchina, al ritorno, tutta contenta e con la sua solita parlantina ritrovata, faceva notare che Sebastian e Marìa R. non hanno imparato ancora a condividere perchè continuamente dicono: "Questo è mio, questo è mio!". Sono tutti dei tesori preziosi che il cielo ci ha regalato.

JManuel sta un po' meglio e speriamo che si riprenda completamente se no tra un po' sparisce, tanto è magrino... Di lui devo ricordare che adesso, ogni volta che scendiamo dal secondo piano, dove ci sono le stanze da letto e passiamo davanti alla stanza dipinta, lui si aggrappa alla porta di uscita e indica, con tutte le forze che ha, che vuol andare a giocare nella stanzetta dei bimbi. Non dice una parola, ma si fa capire benissimo!

Adesso vado a letto. Il latte l'ho già preso. Speriamo che i bimbi facciano i bravi stanotte. Con il sonno che ho, credo che non li sentirei...

Ciao, ciao! Poi mando le foto di oggi. C'é anche la foto dell'asino famoso...

mercoledì 11 luglio 2007

sabato 7 luglio 2007

il capolavoro di betty

Ciao a tutti, questo è il capolavoro realizzato da Betty nella nostra
casetta in Bolivia , nel poco tempo libero disponibile.....



mica male vero????

giovedì 28 giugno 2007

a tutti diciamo GRACIAS, GRAZIE

Ciao, come gia' saprete siamo rientrati prima dalla Bolivia per motivi famigliari.Ci teniamo pero' a scrivere quest'ultima mail per concludere un percorso iniziato quasi due mesi fa. Avremmo voluto avere il tempo di parlarvi dell'ultima piccolina di casa, Maria Rene'; dei ragazzini: Giovanna e della sua brutta storia, di Anahi, la sorella di M.Rene', di Antonio , di Gustavo, di quanto siamo andati a riprenderlo sotto in ponte la settimana scorsa, dopo che era scappato da casa sua. Non abbiamo fatto in tempo, ma quando saremo piu' liberi , a voce, potremo raccontarvi tutto.

Questi sono stati mesi intensi, vissuti a pieno,con delle energie spese, ma con tanta positivita' acquisita. Siamo tornati a casa con il cuore gonfio di tristezza, ma molto piu' grande dove ci stanno dentro tutti i nostri bambini della casa: Manuel, Sebastian, M.Rene' Evita; tutti i bambini del doposcuola, Filomena, la prof.che cucina e Victor Ugo, suo marito, le ragazze: Tania, Marcela, Alessandra, Magali', Vania, Candy e poi i ragazzi della domenica, le famiglie conosciute, e poi Ari, una persona davvero speciale che ha un posto per tutti nel suo cuore, grandi e piccoli.

Ci mancano tutti, per la loro semplicita', per la loro calma, per il loro modo di farci sentire in famiglia, per la loro bonta'. Di ognuno abbiamo portato un ricordo speciale, un'espressione, un sorriso e a tutti diciamo GRACIAS, GRAZIE davvero per averci aiutato a vivere questo periodo nel migliore modo possibile, con tanto affetto intorno e per capire, ancora di piu' che la ricchezza riempie le case, gli armadi, i garage, ma non il cuore.

Un abbraccio a tutti in Italia e in Bolivia
betty e pino

lunedì 18 giugno 2007

come vediamo noi Cochabamba

Hola, qui sempre tutto bene. Ieri nel pomeriggio siamo andati a trovare Edwin, il bambino sulla sedia a rotelle. Gli abbiamo portato una macchinina, che puo’ gestire con i comandi , stando seduto. Era felicissimo e con lui la mamma e il nonno. E’ stato bello rivederlo e soprattutto e’ stato bello vederlo contento, come tutti i bambini con un giocattolo nuovo.
Mentre attraversavamo la citta’ per raggiungere la sua casa abbiamo pensato di raccontarvi un po’come vediamo noi Cochabamba. La prima cosa che colpisce entrando in citta’ e’ il senso di precarieta’, di iniziato e mai finito. Non abbiamo mai visto tante cose incompiute in un colpo solo.

Le case:il muro di recinzione, il rustico e basta.Magari la gente ci abita anche, dopo aver chiuso alla meno peggio le finestre, oppure ci si serve delle famiglie piu’ povere che, per un riparo, fanno da guardiani.Se si esclude la zona centrale, quella delle belle piazze con le fontane,i bei negozi, i pubs, i parchi, quella cioe’ abitata dai ricchi e prese a prestito dai poveri per dormirci di notte, tutta la zona circostante fino all’estrema periferia, e parliamo di km e km e’ tutto un susseguirsi di abitazioni finite e non finite.

Le strade: in periferia sono di terra battuta o di sassi incastrati nel terreno. Siccome una parte della citta’ si estende verso la montagna, non e’ facile raggiungere i quartieri in alto se non si e’ provvisti di un fuoristrada e ne ce rendiamo conto quando andiamo a trovare Edwin: tra buche, sassi, cunette, piu’ che in citta’sembra di essere sul Pilastrino! (per chi non e’ di Roteglia e’ la collina che sta alle spalle del paese).

I negozi:ci sono due supermercati abbastanza forniti, dove oltre a imbustarti la roba, un inserviente porta fuori il carrello fino alla macchina; nei quartieri ci sono invece le tiendas, i negozi che vendono un po’ di tutto. Sono delle piccole stanze con la merce accatastata e spesso protetta da una cancellata all’ingresso. Per comprare non si entra, da fuori si chiede quello che serve e te lo passano da una apertura della grata.E poi tante farmacie, che chiunque puo’ aprire. E luoghi dopo si puo’ mangiare a tutte le ore o semplicemente comprare pollo fritto, carne o verdura alla brace.

E gli autobus, bellissmi, piccoli e tutti colorati, che si fermano dove uno desidera, in un incrocio, in mezzo al traffico, sulla strada...Bisogna solo essere rapidi a salire o scendere dall’unico ingresso senza porta. E taxi, i trufi,tanti che fanno lo stesso servizio dei bus,caricano quante piu’ persone possono e lasciano tutti dove vogliono. E i fiori sugli alberi e nei giardini tutto l’anno, le donne con i cappelli che ne indicano la provenienza:neri a bombetta quelle de La Paz, bianchi e con i nastri colorati per le locali e le loro gonne ampie, le trecce lunghissime e sacchi colorati di aguayo che servono a mille funzioni.

E alla fine non si puo’ non parlare dei cani, tanti, tantissimi che circolano per la citta’, grandi, piccoli, con tutte le razze incrociate, trovano cibo tra i rifiuti e convivono con le persone, a volte nell’indifferenza reciproca, a volte nella condivisione delle proprie sfortune; e’ il caso di quelli che vivono con le persone di strada e di notte si scaldano a vicenda.

E qui tra miseria, sofferenza e ingiustizia prevale la voglia di divertirsi, che vuol dire fare festa, mangiare, anche solo per oggi, ubriacarsi, ballare... E’ difficile per noi comprendere come proprio le famiglie piu’ povere possono anche indebitarsi per non sfigurare con i vicini e offrire loro cibo e ciccia, la bevanda locale, per festeggiare qualcuno o qualcosa. Forse l’unica cosa e’ provare a immaginare una famiglia che vive nella precarieta’ piu’ totale: la casa, il riparo, oggi ce l’hai, ma domani non si sa; il lavoro, se hai la fortuna di trovarlo, puo’ essere per un giorno o un periodo, ma non ci puoi contare per sempre; i figli, quelli che non muoiono da piccoli, possono finire per strada o avranno una prospettiva di vita come la tua; non c’e’assistenza sanitaria dopo i cinque anni e per molti l’istruzione e’ ancora un miraggio, mentre invece l’ignoranza e la supertizione persistono. Pensiamo davvero che in queste condizioni uno possa pensare al futuro per se’ e per i figli?

Questo e’ tutto. Con questo dubbio che noi non abbiamo risolto, salutiamo tutti con affetto e se avete voglia scriveteci!

betty y pino

sabato 16 giugno 2007

il nostro scricciolo manuel

Hola,qui tutto bene, a parte il raffreddore e la tosse che ha colpito tutti. Giovedi' hanno operato il nostro scricciolo, Manuel.Gli hanno inciso un tendine su entrambi i piedini, glieli hanno raddrizzati e ingessati.Sembra che l'operazione sia andata bene e il chirurgo dice confida che questa possa essere l'ultima. Certo ci vorra' un po' di tempo perche' possa imparare a camminare regolarmente e con l'aiuto di scarpe apposite, ma ce la fara'.Ieri sera siamo andati in ospedale a trovarlo. Sembrava in una armatura con le sue gambine ingessate fno all'anca e un braccino immobilizzato per la flebo. In quel momento l'abbiamo rivisto nel prato, qualche giorno fa, quando Marcella,una ragazza che viene al mattino ad aiutare, l'aveva sistemato su una coperta e lui, zitto, zitto si e' messo a gattone e si e' allontanato. Tutti fuori a guardare la scena e a filmarlo con noi e i bambini a battere le mani. Oggi e' tornato a casa; sta abbastanza bene, anche se soffre del fatto di non potersi muovere come prima. Speriamo che questi due mesi passino in fretta.

Mercoledi' invece siamo andati a trovare Andrea, la bambina che ha avuto l'incidente dove e'morta la sua nonna, che abbiamo saputo aveva 49 anni. Ha le gambe ingessate e un braccio e porta ancora sul viso i segni degli ematomi, ma complessivamente sta abbastanza bene. Ora c'è la sua mamma che e' tornata dalla Spagna e si occupa dei figli e dei fratelli, alcuni ancora piccoli. Per ora sono nella vecchia casa, poi si vedra'.Per oggi e'tutto, a presto.

betty e pino

lunedì 11 giugno 2007

pizze presidenziali

Hola,qui tutto bene.Domenica e' stata una giornata particolare, che sarebbe dovuto essere speciale, ma alla fine e' stata solo una bella domenica con tanti bimbi e le famiglie in attesa.
Di chi' ? Del Presidente della Bolivia, Evo Morales, che ieri avrebbe dovuto farci visita.

Ma partiamo dall'inizio. Tutto e' cominciato con un passaparola.La signora che viene a preparare il pranzo ai bambini del doposcuola, Filomena, una bella persona, e' una insegnante d matematica in pensione che aveva tra i suoi ragazzi quello che sarebbe diventato un allenatore della nazionale boliviana, William Ramallo, che conosciamo anche noi e che ogni tanto viene a fare visita perche' ha intenzione di costruire qui un campo dove allenare i bambini della scuola calcio e che naturalmente sara' a disposizione anche di questi ragazzi.

Proprio Ramallo, che conosce il presidente deve avergli parlato del suo progetto e di quello che fa Ari. Evo Morales, che dicono , sia una persona molto informale e disponibile aveva promesso che appena fosse stato a Cochabamba ci avrebbe fatto visita.

Ieri era in citta' e tutto faceva supporre che sarebbe venuto. La settimana scorsa si avevano avvisati e piano, piano, sono iniziati i preparativi. Nienti di importante, anche perche' la nostra vita si concentra sui bambini e sulle loro necessita', ma piccole cose: sistemare il giardino, tinteggiare i sassi per scrivere "casa de los niños" , prevedere un piccolo regalo da preparare con i bambini,cosa servire come rinfresco...

Ieri eravano pronti: al mattino i bambini, circa 170, avevano preparato le loro lettere da consegnare al presidente, la foto che Ari aveva preparato con i saluti dei bimbi di casa e dei villaggi era pronta, la pasta della pizza pure e il forno era acceso. Alle 14 siamo partiti con le pizze, sperando che l'ospite arrivasse.

Niente, ci siamo mangiati, quasi, tutte le "pizze presidenziali" come le ha definite Tania, peraltro venute buonissime,ma di Evo, come lo chiamano qui, nessuna notizia. Alle 16 i bambini hanno cominciato ad andarsene e alle 18 pure i ragazzi e le ultime famiglie.

Alle 21, mentre eravano a cena ci si chiedeva se questo e' un'eccezione o la prassi. E' la prassi, pare, dare appuntamenti e non rispettarli fa parte di questa informalita' che caratterizza questo presidente. Non e' venuto domenica, verra' un'altra volta, quando avra' l'occasione. Anche questa e' Bolivia!!

Un salutone grosso a tutti e alla prossima.
betty y pino
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sabato 2 giugno 2007

diario del 1 e 2 giugno

Hola, queste le nuove dalla Bolivia:

il 1 giugno siamo andati a Ñuñumayani, un paesino in montagna a 3500 m per distribuire le giacche a vento.E’ un bel posto coltivato a patate, avena, orzo e una leguminosa dai fiori lilla. C’e’ acqua, pertanto ci sono alberi e il paesaggio e’ meno brullo che a Karpani.

La giornata era piena di sole e la temperatura gradevole, ma di notte si scende a sotto zero. A Cochabamba (2500 m) di giorno il termometro sale a 24-25ma,proprio in questi giorni, e’scesa di notte a 1 grado.E’ stato molto bello, in un attimo si sono radunati 35 bambini di cui una buona parte che proveniva dalla scuola, che dista un’ora dal paese, per chi non e’ abituato a farlo.

E’ incredibile come con un ordine da fare invdia al miglior esercito del mondo, si sono messi in fila, hanno provato e indossato le giacche, si sono fatti fare la foto e, sempre ordinati, sono venuti a prendere i dolci. I genitori e i nonni tutti seduti su un lato con i bambini piu’ piccoli arrivati nel classico sacco a righe che portano sulle spalle.

Siamo rimasti con loro piu’ di due ore, ci hanno regalato tre uova un po’ di patate calde appena “sfornate” ossia cotte nella terra : il rito dell’ ospitalita’ e’ stato rispettato con quanto di meglio potevano offrirci. Anzi, gli uomini si sono preoccupati di sistemare la strada che conduce li’ da loro. In realta’ e’ uno sterrato pieno di buchi e sassi ma per loro che non hanno nessun mezzo a motore, ma solo la forza delle loro gambe, va piu’ che bene.

Noi, per fortuna abbiamo la “camioneta” l’unico mezzo che possa raggiungere questi villaggi sperduti. E’ un pik up che ormai di km e di esperienze ne ha vissute tante. A parte le escursioni ad alta quota ci sono i carichi e i sovraccarichi come camion, c’e’ il servizio bus per tutti i bambini, l’ambulanza per i casi di necessita’ e persino come carro mortuario, si, a volte quando una famiglia non puo’ permettersi le pompe funebri, ci pensa la “provvidenza” e la “camioneta” a risolvere anche questo problema.

Sabato 2 giugno abbiamo festeggiato il compleanno di Sebastian, un bambino adorabile che vive qui e che ha compiuto tre anni.E’ il prototipo del bambno sudamericano: capelli nerissimi e folti, occhi neri e leggermente a mandorla e due ciglia che non finiscono mai. Ha una pelle color latte e cioccolato e gli mancano tutti i dentini davanti.

Il mio “cioccolatino sdentato” gli dico e lui ride e mi abbraccia. Si esprime con” ta, ta mio, mio” e poche altre parole tra cui” tetti e pino”.E’ bravissimo a fare i puzzle e mangia come un lupetto.E’ qui da qualche mese, da quando cioe’ l’ospedale lo ha affdato alla casa, per rispondere a un programma statale che si occupa di bambini malati di AIDS.

Qui infatti, da piu’ di un anno, vive una bambina, Maria Rene’ di cui vi parlero’ una della prossime volte, che ha lo stesso problema. Quando una famiglia per diverse situazioni non puo’ occuparsi dei bambini e seguirli nel programma rigido per le medicine, per loro viene trovata una sistemazione diversa.

E’ il caso di Sebastianche ha una mamma costretta a lavorare perche’ il papa’, come spesso succede in queste situazioni, e’ sparito quando ha saputo di avere portato a casa un bel “regalino” per la moglie e per i due figli. Il piu’ piccolino e’ morto qualche mese fa ed e’ cosi’ che hanno scoperto la malattia anche su Sebastian. E’ un bambino sereno, che ama fare le cose in maniera abitudinaria e si e’ adattato alle regole della casa (mangiare, dormire, lavarsi...)senza eccessiva difficolta’.
Giovedi’ sera siamo tornati a distribuire te’ e panini lungo le strade e le piazze della citta’. Anche questa volta l’emozione e’ stata forte quando abbiamo visto una famiglia che dorme sotto i portici della chiesa. I genitori avrammo 20 anni, sono consumati dalla colla e hanno gia’ perso un bambino, mentre l’ultima, una bambina di appena 10 giorni, era in braccio alla mamma avvolta tra gli stracci.Che tristezza!

Per oggi e’ tutto,alla prossima. Il solito grazie di cuore a tutti coloro che ci sono vicini con le loro email e con le telefonate.

betty e pino

martedì 29 maggio 2007

abbiamo già fatto il cielo

"Abbiamo giá fatto il cielo!"

E' stato il grido di gioia di Betty quando stasera ho aperto la nuova stanza giochi dei bambini, stanza che lei sta disegnando e pitturando insieme a Pino. E bisogna tener presente che lo fanno nei momenti liberi della giornata.

Sono rimasto impressionato da questa semplice frase mentre contemplavo con ammirazione e soddisfazione le volute di azzurro che ora fanno da sfondo alle quattro pareti della stanza.
"Abbiamo già fatto il cielo". Ritrovo in questa semplice frase il senso profondo di ammirazione che traspare dai primi capitoli della Bibbia quando Dio, al termine di ogni giornata del suo lavoro, diceva a se stesso che tutto quanto aveva creato quel giorno "era buono".

Mi viene come da dire che qui, in questa casetta dei bambini, possiamo fare persino il cielo o, detto in un altro modo, possiamo farci avvolgere dal cielo. Il contatto quotidiano con i bambini, con questi bambini un po' speciali, toccati dalla malattia, segnati da tante situazioni drammatiche, ma che ti abbracciano, ti baciano, che corrono o "miagolano" per farsi coccolare, ci fa sperimentare una protezione speciale del cielo, ci trascina in una dimensione che ha il sapore del divino.

"Abbiamo già fatto il cielo". E' un pezzo di casetta che si è costruito oggi, una pennellata di bellezza che rimane a sigillare il contributo di ognuno di noi che crediamo in questo sogno. Sì, perché insieme a chi fa il cielo c'è pure chi fa i cappelletti, chi fa i disegni, chi fa le commedie, chi fa il postino, chi fa il tifo, chi fa i progetti, chi fa la blog, chi fa le mandorle atterrate, chi si scervella per trovare sponsor, chi cuce, chi soffre in silenzio, chi dona il proprio tempo, chi...

Presto manderemo le foto del cielo, dei prati, dei ruscelli, degli animaletti che sorridono e dei nostri bimbi stupiti che potranno godere di questo paradiso...

lunedì 28 maggio 2007

festa della mamma

Hola!

In questi giorni si festeggia la festa della mamma. E allora? Anche da noi! Qui peró é un’altra cosa. Innanzitutto, come tutte le feste boliviane (compleanni, anniversari, morti, nascite, ecc.) durano 3 giorni. Qui alla casa l’abbiamo festeggiata sabato con le mamme dei bambini che frequentano la casa per il doposcuola. Ieri c’era festa dappertutto, nelle case, negli angoli delle strade; e oggi l’abbiamo festeggiata alla scuola di Evita e Giovanna. Evita giá la conoscete e Giovanna é una ragazzina yuqui di cui vi parleró prossimamente. Nessuna delle due ha la mamma cosí io e Pino siamo andati a scuola a farne le veci. Sí, tutti e due a fare le mamme!

E’ stata una bella festa organizzata con giochi e varie attivitá. All’inizio é stato veramente simpatico quando l’insegnante ha detto di disegnare quando eravamo “embarazados”, cioé incinta. Vi lascio immaginare la faccia di Pino che continuava a chiedersi: “Dunque, quando io ero incinta...”, con le altre mamme presenti che se la ridevano. Poi c’é stata una specie di corsa coi sacchi ed altri giochi, e insieme ai bimbi si é realizzato un angioletto. Alla fine, una merenda. E’ stata una bella giornata se non fosse successo un incidente di cui abbiamo saputo al nostro ritorno a casa. Una signora, che appartiene ad una delle famiglie seguite, era uscita con i due nipotini per andare a cercare casa, visto che dalla sua era stata appena sfrattata.

Un’auto impazzita per lo scoppio di una gomma li ha investiti. La donna é morta, una bambina di 9 anni é gravissima, l’unico salvo é il bambino di 4 anni. Pochi giorni dopo il nostro arrivo avevamo incrociato quella mamma che si era avvicinata quasi piangendo per dire ad Ari che doveva andarsene e voleva aiuto per trovare una casetta per lei, i suoi figli e i tre nipotini.

L’avevamo tranquillizzata dicendo che presto pure la sua famiglia avrebbe avuto una casa propria. Ma la pressione del padrone di casa l’ha obbligata a cercare in fretta una sistemazione provvisoria, conducendola peró a una morte tragica.

Ed é proprio a proposito di questa necessitá di case per le famiglie dei bambini che frequentano la nostra casetta che avevamo intenzione di parlarvi oggi. Partiamo dall’inizio.

Coi soldi raccolti dalla Associazione “Casa de los niños”, ed altre donazioni, sono stati acquistati, alla fine dello scorso anno, 48.000 metri quadrati di terreno con la casa, che é quella che stiamo abitando, la scuoletta e il meraviglioso giardino. Restano comunque liberi 4 ettari di terreno su cui dovrebbe nascere il “villaggio arcobaleno”, un “progetto ambizioso”, ma sorretto da tante buone idee e soprattutto dalla voglia di fare realmente qualcosa di concreto e definitivo per tante persone.

Si tratta di tante piccole casette, un centinaio, di 60 metri quadrati ciascuna, da dare alle famiglie piú bisognose che non hanno casa e si spostano continuamente da un luogo all’altro; per loro non c’é mai nessuna sicurezza. Per qualcuno sará la prima volta che avranno una casa dove nessuno li mandará via. Sará un piccolo paesino con le case, i laboratori, la scuola, i campi giochi e l’orto per ogni famiglia. L’idea di fondo é quella di aver vicino a questo centro dove abitiamo attualmente noi, tutte le famiglie dei bambini, in modo che loro si sentano piú appoggiate e possano essere seguite adeguatamente.

Le case sono piccoline se si pensa dovranno ospitare una media di 8 persone. Ma se teniamo presente che tali persone vivono ora in stanzette di 15 metri quadrati, senza servizi, si tratta senza dubbio di un bel passo in avanti; infatti, qui avranno le loro stanze, la cucina e il bagno. Per le famiglie piú numerose, si é pensato di appaiare due casette.

Per la costruzione é stata interpellata una Istituzione che al costo di 3.700 US (circa 3.000 euro) consegnerebbe ogni casetta, che non é un prefabbricato, ma ha una struttura in muratura, giá abitabile provvista di luce ed acqua. Il costo é cosí basso perché ogni famiglia deve partecipare con due persone alla costruzione. Stiamo pensando che sia opportuno aggiungere un po’ di arredamento per rendere piú dignitosa la casetta: letti, tavolo e sedie, cucina a gas, per cui ci sará una spesa ulteriore di circa 200 euro. E’ da tener presente che ogni famiglia dovrá contruibuire con una quota simbolica mensile e dopo 5 anni sará praticamente padrona della propria casetta.

Ne vorremmo costruire subito una quindicina per le situazioni piú gravi. La cosa interessante é che in un mese di lavoro ci verrebbero consegnate tutte queste casette proprio prima dell’arrivo dell’inverno, stagione che preoccupa anche qui per la situazione precaria in cui vivono tante famiglie. Proprio oggi, infatti, siamo stati a trovarne una che vive in un cantiere aperto, protetta solo da lastre di lamiere. Potrete immaginare come vivono 5 persone lí dentro, soprattutto i bambini, quando di notte la temperatura scende fino a 5 o 6 gradi.

C’é giá un fondo per partire, grazie alle offerte precedenti, ma servono ancora circa 30.000 euro per cominciare a dare vita a questo progetto di solidarietá e speranza. Da qui ne vediamo ogni giorno l’urgenza e la necessitá!

Betty e Pino

P.S. Salutoni a tutti i Rotegliesi

domenica 27 maggio 2007

betty e pino

¿Hola, que tal? Qui sempre tutto bene.

Pino ha trapiantato tutte le piante grasse del giardino e ha fatto un angolino molto bello; abbiamo finito di tinteggiare di bianco la stanza de giochi dei bambini e ho appena finito di fare i disegni, presto penseremo al colori.Con i bambini il rapporto si consolida sempre piu'. Sono cosi' affettuosi!!Evita, per esempio, ha preso l'abitudine di farsi abbracciare la sera piu' volte da me, che la preparo, poi da Pino che a porta a letto.

E' una bambina piccola, minuta. Fa una strana impressione, la guardi e pensi: una bambina di due anni, poi la osservi come parla, come si muove , tutte le cose che vuole fare da sola e ti rendi conto che di anni ne ha quattro. Va alla scuola materna e parte con il suo zainetto tutta impettita. Dovevate vederla il giorno che le abbiamo regalato la tutina nuova e le scarpe! Anche lei, come tutti i bambini che sono qui, ha una brutta storia alle spalle.

Abitava in un paese, Vaccas, a 43 Km da Cochabamba. Di lei si sa che non ha genitori ed era affidata alla nonna. Viveva con un asino, in condizioni molto precarie. Qualcuno dice che forse e' scoppiato un incendio e l'asino per la paura ha sfondato la porta. Evita si e' lanciata fuori ed e' corsa in piazza. Qualcuno l'ha notata e l'ha portata alle suore del paese. Aveva e ha tuttora una bruciatura a diverse cicatrici sul volto.Ora sta cominciando a prendere peso, ma quando e' arrivata qui era denutrita, pochi capelli e i denti tutti rovinati. Le suore l'hanno mandata lontano dal paese per evitare che incontrasse di nuovo i parenti. Qui e' serena e ha trovato tante persone che si occupano di lei e le vogliono bene.Speriamo che presto trovi anche una famiglia.

Oggi vorremmo parlarvi di alcuni aspetti caratteristici di questo luogo, cosi'diverso dal nostro mondo, eppure cosi' simile a quello che siamo stati...

Il mercato per esempio, la "cancha" una citta' nella citta'.E' un dedalo di viuzze dove si aprono dei "negozietti" tutti appiccicati con buona parte della mercanzia esposta all'esterno : riso, pasta sfusa, carne, frutta scatolame e poi ogni genere di articoli: abbigliamento, utensileria, mobili...Il tutto in settori abbastanza separati, per cui quando si attraversa il "reparto" per esempio, frutta si viene invasi da un profumo dolce e penetrante, ma vi lasciamo immaginare gli odori, anzi la puzza del reparto carne:manzo, interiora, pezzi di pollo, che qui vendono in quantita' industriali e che ciascuno sceglie da se'.

Qua e la' nella cancha, come sui marciapiedi, numerose donne vendono, esposte su degli stracci, poche cose, per lo piu' frutta e verdura:un mucchietto di patate,un po' di peperoni, qualche pomodoro...E poi ci sono quello con le cariole che si muovono sperando di vendere qualcosa. Pino dice che il primo investimento per una attivita' commerciale sta proprio nella cariola, che comunque e' un po' piu' in alto dello stare a terra.

E poi c'e il cambiavalute, l'ometto dei gelati sfusi, con il suo carrettino, quelli che vendono spremute e quelli che, sempre per strada, friggono o grigliano a tutte le ore. Ci pare di avere capito che qui non c'e' orario per mangiare, basta che ci sia, poi il luogo e il tempo non contano.C'e' sempre una moltitudine di persone che si muove dentro e intorno alla cancha: chi compra, chi vende, ma anche tanti bambini che passano li' la loro giornata, insieme alla madri, che dormono, mangiano e giocano su questi stracci.

Per oggi e' tutto. Alla prossima. Betty e pino