Ciao!
E’ passata una settimana da quando sono partito da Reggio. Avrei voluto registrare ogni tappa del lungo viaggio di rientro (51 ore da quando sono uscito da casa mia fino all’arrivo qui! e le impressioni commoventi e piene di gioia e stupore dell’incontro con ognuno dei bimbi quando, mercoledí mattina, al risveglio, si sono incrociati con il mio sguardo ed io con il loro... E poi gli amici che qui mi aspettavano, quasi a mezzanotte, con una bella pizza e una composizione di immagini sullo schermo del computer con le foto dei bimbi e un loro cartello di benvenuto, con disegnini e letterine...
Sono stati troppo belli e troppo importanti per me i giorni vissuti in Italia: ho incontrato tanti amici e amiche che vogliono un bene immenso alla nostra casetta e ai suoi bimbi, che seguono con simpatia le loro storie, spesso nell’anonimato. Devo ripassare i volti di ognuno con gli appunti presi alla fine delle giornate per poter veramente non confondere nessuno e associare bene i volti dei nostri bimbi ad ognuno di quei volti.
Una ricchezza, che non si puó dimenticare. Ora posso dire con orgoglio ai nostri bimbi: “Sai, ho incontrato in Italia qualcuno che ti vuole molto bene e ti manda un bacino e un abbraccio forte, forte!”. E i bimbi si stupiscono e si rallegrano. Anche a me si riempie il cuore di gioa per l’affetto sincero e profondo che ci é stato dimostrato, e il sostegno generoso che fa fiorire le casette nuove qui fuori. A qualcuno l’ho giá detto: solamente stamattina presto ho trovato il tempo e la forza per fare un giro a vedere come vanno le costruzioni. Bello e commovente anche qui vedere il profilarsi dei tetti sfavillanti sul fondo delle montagne lavate dalla pioggia. Le casette crescono, nelle prime si sta lavorando all’intonaco delle stanze. In altre siamo un po’ in ritardo per via della pioggia dei giorni scorsi e per via dei lavoratori che ogni tanto spariscono senza preavviso. Oggi ce n’eran solamente 5 a pranzo...
Ma l’impegno da quando sono stato in Italia, é quello di non far vincere lo sconforto, la delusione o la critica. La pace deve regnare sempre, nonostante i problemi, i dolori e le contrarietá. Cerco di prendere un po’ di sana distanza dalle difficoltá, che subito si sono presentate, senza farmi coinvolgere troppo o vincere dal panico. E cosí riesco a passare tanto tempo con i bimbi, giocando con loro nella loro stanzetta. E loro capiscono lo sforzo che si fa e sono molto piú tranquilli, e dormono serenamente, nonostante i raffreddori di stagione. Non mancano gli episodi meno fortunati, come stasera, quando Sebastián si é messo a piangere a
dirotto, per 20 minuti, quando al momento della tazza di latte prima di andare a letto, voleva tutta la ciotola di biscottini che María René, da brava mammina, stava distribuendo in parti uguali ad ognuo dei fratellini/sorelline. Prima una sgridata per lui, e poi doppia razione di biscotti e la pace era giá fatta, con ulteriore premio per aver fatto la cacchina nel vasino. E, simpatico, di fianco a lui, Manuel che si metteva l’indice sul nasino e sulla bocca per indicargli di smetterla.
E proprio per il piccolo Juan Manuel, ieri pomeriggio, abbiamo festeggiato il compleanno . Un festa bella con i bimbi e tanti amici che non nascondono la loro preferenza per il nostro piccolino, che ancora non parla e non cammina (tra l’altro, si sono sbagliati a fargli le scarpine ortopediche), ma sorride che é uno spettacolo. A dire il vero, lui non era molto attirato dal suo compleanno e neanche dalla torta, pur buona. Ma quando é arrivato il regalino, un camioncino da meno di un euro (poi, quando avremo tempo, gli compreremo una bella macchina a pedali), si é afferrato al regalo e non l’ha voluto piú mollare, né per mangiare, né per andare a letto: guai a chi glielo toccava!
Certo, le preoccupazioni ci sono, come quella per la salute del Padre José Heath, il sacerdote di 82 anni che vive con noi, in due stanzette della “depandance”, che é caduto dalla seggiola a rotelle, domenica l’altra, e che ha una forte infezione urinaria. Sabato, il medico che l’ha visto, era molto preoccupato, ed é stato necessario un intervento energico di antibiotici; ma oggi, il Padre sta molto meglio ed é tornato al suo ritmo confortante di patatine e coca cola, da buon nordamericano. Simpatica la sua preoccupata reazione, quando sabato a mezzogiorno, abbiamo sentito il rumore di una ruspa che entrava, senza preavviso, nella nostra proprietá:
“Sono le ruspe del Municipio che vengono a demolire le casette nuove! Ci vogliono cacciare via di qua: dove potremo alloggiare?” Erano, sí, le ruspe del municipio, ma che venivano a continuare i lavori di livellamente del futuro campo da calcio.
Preoccupazione piú seria quella che si vive nel Paese per la difficili situazione sociale di questi giorni, con morti e scontri per motivi veramente banali e che hanno obbligato i nostri due amici di Felina ad anticipare il loro rientro in Italia. Noi non abbiamo televisione per cui non sappiamo bene quello che sta succedendo nelle cittá in cui ci sono scontri.
Preoccupazione meno grave per il pranzo di oggi visto che, per la mancanza di operai al lavoro e a pranzo, era rimasta mezza pentola di cibo inutilizzato che non sapevo come fare a smaltire. Ma verso le otto di sera, suona il campanello ed eccoti una famiglia con tanti bambini che non avevano pronto niente da mangiare e cosí: festa per loro!, con tanto pollo e tanto riso, insieme ad altre buone cosette che ci erano arrivate in sovrappiú proprio nel pomeriggio, dono dell’allenatore della nazionale, venuto a farci visita.
Ora mi preparo per andare a letto e saluto di cuore ognuno e ad ognuno faccio gli auguri per questa settimana. Come ultimo pensiero, le parole del P. José, ieri, a chi gli voleva offrire una sistemazione piú comoda: “Non voglio andarmene da questa casa perché nessuno mi ha mai trattato cosí nella mia lunga vita, e ho sempre qualcuno accanto che mi accompagna”. E’ il nostro decimo bimbo, anche se pesa novanta chili e ci vuole una gru per tirarlo su dal letto... Tra il suo sorriso e quello di Manuel scorre il ritmo sereno della nostra famigliola, semplice e bella, originale e sorprendentemente normale.
Dimentico di dire che siamo molto contenti anche perché Antonio, in questi giorni sta molto bene e questo ci toglie una grossa preoccupazione.
Un abbraccio!
Ari a bimbi, grandi e piccoli
martedì 27 novembre 2007
domenica 11 novembre 2007
martedì 30 ottobre 2007
mercoledì 10 ottobre 2007
casette oggi
Ciao! Oggi provo a mandare una composizione di foto fatte oggi, con le casette 1 e 2, 3 e 4, 5 e 6. In piú c'é la signora dell'altipiano, della parabola del buon samaritano, che sará la prima a entrare nella sua casetta che viene su bene, lei che é venuta a lavorare insieme ai suoi bambini piccoli, anche se non sta in piedi. Un bel segno proprio!
Stasera abbiamo portato Manuel all'ospedale perché non ero tranquillo sulla sua salute. Una tosse secca che non mi piaceva per niente. E' pieno di catarro. Ci hanno dato un aerosol da fargli 3 volte al giorno. In piú abbiamo scoperto, dai raggi ai polmoni, che ha clavicola rotta, da tempo, che é giá cicatrizzata. Mai nessuno ci ha detto niente e mai Manuel si é lamentato... Speriamo che non gli provochi danni in futuro.
Un abbraccio a tutti!
Ari
Stasera abbiamo portato Manuel all'ospedale perché non ero tranquillo sulla sua salute. Una tosse secca che non mi piaceva per niente. E' pieno di catarro. Ci hanno dato un aerosol da fargli 3 volte al giorno. In piú abbiamo scoperto, dai raggi ai polmoni, che ha clavicola rotta, da tempo, che é giá cicatrizzata. Mai nessuno ci ha detto niente e mai Manuel si é lamentato... Speriamo che non gli provochi danni in futuro.
Un abbraccio a tutti!
Ari
venerdì 28 settembre 2007
inaugurazione Cittadella Arcobaleno
Con una certa emozione, oltre a una grande stanchezza, voglio comunicare che questo pomeriggio abbiamo posato il primo mattone sulle fondamenta delle prime due casette... E' toccato a me farlo, insieme all'incaricato nazionale di Habitat, la istituzione che ci aiuta nella costruzione.
L'abbiamo fatto davanti a tutti i nostri bambini, che probabilmente non si rendono conto di cosa significa questo villaggio che abbiamo sognato per loro e per le loro famiglie... Forse neppure noi ne abbiamo piena coscienza o forse siamo proprio incoscienti nel lanciarci in questa avventura cosí pazza, ma senza dubbio bella e affascinante.
Non c'era nessuna autoritá ufficiale anche se poco prima era venuta a farci visita la mamma del Prefetto. Come dicevo: c'erano solo i nostri bambini a sigillare le intenzioni profonde del nostro cuore. E dai bambini impariamo a fare della realtá un gioco, lasciando da parte ogni preoccupazione e affidandoci ciecamente al Cielo.
Con grande emozione ringrazio di nuovo tutti, per lo sforzo comune che ci ha permesso in cosí poco tempo arrivare cosí avanti.
Grazie per aiutarci a moltiplicare il bene, nel silenzio e lontani da qualsiasi pubblicitá o interesse personale. Ed é un bene che fa bene al cuore di tanti.
Grazie!
Ari
L'abbiamo fatto davanti a tutti i nostri bambini, che probabilmente non si rendono conto di cosa significa questo villaggio che abbiamo sognato per loro e per le loro famiglie... Forse neppure noi ne abbiamo piena coscienza o forse siamo proprio incoscienti nel lanciarci in questa avventura cosí pazza, ma senza dubbio bella e affascinante.
Non c'era nessuna autoritá ufficiale anche se poco prima era venuta a farci visita la mamma del Prefetto. Come dicevo: c'erano solo i nostri bambini a sigillare le intenzioni profonde del nostro cuore. E dai bambini impariamo a fare della realtá un gioco, lasciando da parte ogni preoccupazione e affidandoci ciecamente al Cielo.
Con grande emozione ringrazio di nuovo tutti, per lo sforzo comune che ci ha permesso in cosí poco tempo arrivare cosí avanti.
Grazie per aiutarci a moltiplicare il bene, nel silenzio e lontani da qualsiasi pubblicitá o interesse personale. Ed é un bene che fa bene al cuore di tanti.
Grazie!
Ari
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inaugurazione Cittadella Arcobaleno
Con una certa emozione, oltre a una grande stanchezza, voglio comunicare che questo pomeriggio abbiamo posato il primo mattone sulle fondamenta delle prime due casette... E' toccato a me farlo, insieme all'incaricato nazionale di Habitat, la istituzione che ci aiuta nella costruzione.
L'abbiamo fatto davanti a tutti i nostri bambini, che probabilmente non si rendono conto di cosa significa questo villaggio che abbiamo sognato per loro e per le loro famiglie... Forse neppure noi ne abbiamo piena coscienza o forse siamo proprio incoscienti nel lanciarci in questa avventura cosí pazza, ma senza dubbio bella e affascinante.
Non c'era nessuna autoritá ufficiale anche se poco prima era venuta a farci visita la mamma del Prefetto. Come dicevo: c'erano solo i nostri bambini a sigillare le intenzioni profonde del nostro cuore. E dai bambini impariamo a fare della realtá un gioco, lasciando da parte ogni preoccupazione e affidandoci ciecamente al Cielo.
Con grande emozione ringrazio di nuovo tutti, per lo sforzo comune che ci ha permesso in cosí poco tempo arrivare cosí avanti.
Grazie per aiutarci a moltiplicare il bene, nel silenzio e lontani da qualsiasi pubblicitá o interesse personale. Ed é un bene che fa bene al cuore di tanti.
Grazie!
Ari
L'abbiamo fatto davanti a tutti i nostri bambini, che probabilmente non si rendono conto di cosa significa questo villaggio che abbiamo sognato per loro e per le loro famiglie... Forse neppure noi ne abbiamo piena coscienza o forse siamo proprio incoscienti nel lanciarci in questa avventura cosí pazza, ma senza dubbio bella e affascinante.
Non c'era nessuna autoritá ufficiale anche se poco prima era venuta a farci visita la mamma del Prefetto. Come dicevo: c'erano solo i nostri bambini a sigillare le intenzioni profonde del nostro cuore. E dai bambini impariamo a fare della realtá un gioco, lasciando da parte ogni preoccupazione e affidandoci ciecamente al Cielo.
Con grande emozione ringrazio di nuovo tutti, per lo sforzo comune che ci ha permesso in cosí poco tempo arrivare cosí avanti.
Grazie per aiutarci a moltiplicare il bene, nel silenzio e lontani da qualsiasi pubblicitá o interesse personale. Ed é un bene che fa bene al cuore di tanti.
Grazie!
Ari
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venerdì 31 agosto 2007
Abbiamo creduto insieme al sogno
Ciao!
Abbiamo creduto insieme al sogno bello di poter avere un centro dove ospitare i nostri bambini e dove poter alloggiare tante delle nostre famiglie. Tanta generositá ci ha sostenuti e ha reso tangibile questo sogno, che non abbiamo certo inventato noi ma che é venuto delineandosi piano piano, come cresce nel silenzio un bimbo nel seno della madre.
Questo periodo, tra l’altro é marcato da una grande stanchezza, alleviata dalla presenza preziosa di tanti amici e tante amiche che sono venuti personalmente a condividere le nostre semplici giornate. La stanchezza si traduce spesso in un certo rilassamento e in una non chiara visione del futuro, specie nelle decisioni da prendere o nelle prioritá da tener presenti. Ma siccome siamo in tanti, e in tanti cerchiamo di avere un cuore pulito, é un giogo soave sopportare la durezza di questi giorni e la fatica. Cerchiamo di andare avanti con serenitá. I bimbi ci spronano, ci danno animo. Gli amici ci sostengono.
E la casa si riempie di nuovi volti. Da due giorni, infatti, sono arrivate Roxana e Miriam, due sorelline, di 9 e 12 anni, della stessa tribú di Giovanna e che i genitori vorrebbere salvare dagli stessi gravi problemi che Giovanna ha vissuto. E poi c’é Marianita che ieri mattina é tornata a casa dall’ospedale. Cosí sono 4 le bambine della tribú Yuqui che vivono con noi. Probabilmente la venuta di Mariana ha provocato un po’ di scombussolamento nella salute di tutti noi, visto che ci siamo improvvisamente raffreddati e riempiti di tosse, ma valeva la pena riprendere con noi questa bambina che oggi/domani compie 3 anni e da quando aveva 7 mesi ci é stata affidata.
Scopro ogni giorno di piú che la bellezza di questa casa sono i volti dei nostri bimbi. Dietro questi volti si nascondono storie belle che ogni giorno si arricchiscono di particolari gioiosi e commoventi. Non si puóimmaginare cosa significa per noi, per esempio, vedere il piccolo e gracile Manuel che ha imparato ad avvitare l’indice sulla sua guancina per segnalare che la ministra é buona (ho scritto ministra, per errore, invece di minestra), lui che non sa ancora dire una parola. O María René che, nonostante i suoi capricci, si sveglia al mattino e viene ad abbracciarmi con un “Te quielo mucho, Ali (te quiero mucho, Ari,)”. O Sebastian che oltre alla “T” ora sa sbiascicare pure la “B”. O Evita che vuole dare un bacino a tutti, proprio a tutti, prima di andare a dormire e con questo semplice gesto sbollisce le tensioni interpersonali che magari sono sorte durante il giorno. E Marianita che piano piano impara a giocare di nuovo insieme ad altri bambini, e sorride. O Franco (é il nome nuovo di Antonio che é stato coniato nelle settimane scorse da alcuni dei nostri amici italiani qui presenti) che é qui che mi fa da angelo custode, con tante domande su ogni parola che scrivo in italiano (in questo preciso momento la domanda é: Que es eso, Parola?). E mi confessa che gli piacerebbe imparare ad usare il computer per potersi sentire piú utile qui in casa. E magari un giorno imparerá davvero! O tutte le bimbe piú grandine che prima di andare a letto, stasera, mi hanno detto che vorrebbero fare un regalino a Marianita per la sua festa.
La vita scorre vera dentro di noi grazie a questi particolari semplici, e riusciamo ad andare avanti con rinnovato entusiasmo, nonostante le poche forze.
E mi nasce spontanea questa costatazione: quante cose belle potremmo continuare a fare tutti insieme! Un giorno abbiamo gridato di gioia per il cielo che era stato fatto nella stanza dei nostri bimbi. Speriamo di poter gridare presto la nostra gioia per la prima casetta che sará fatta per una delle nostre famiglie. Oggi – tra l’altro- sono venute due di loro per comunicarmi che erano state cacciate via di casa e che non sapevano dove rifugiarsi (con tanti figli sulle spalle, nessuno le vuole!).
Probabilmente una verrá qui da noi, nei prossimi giorni, quella di Carlito ed Hilda, visto che il fratellino piú piccolo non ha neanche un mese di vita e le possibilitá di proteggerlo sono limitate. La cosa bella é che proprio in questi giorni si sono avvicinati alcuni papá dei nostri bimbi dicendo che vorrebbero offrirsi per la costruzione delle case proprio in questo periodo
in cui c’é grande scarsitá di mano d’opera.
Un’altra cosa bella é che oggi abbiamo finito di scavare il pozzo. A 86 metri di profonditá abbiamo acqua sufficiente per poter dar da bere a piú di 1.000 persone.C’é uno scritto bello di Martin Luter King sui sogni. Tanti senza dubbio lo conoscono. Il nostro sogno é maturato dal cuore e forse per questo coinvolge tanti. Teniamo gli occhi fissi lí e siamo sicuri che presto fioriranno casette nel terreno bello che ci circonda. Dentro la casa fioriscono volti di bimbi e fuori fioriranno casette: mi sembra logico!
Un abbraccio grande a tutti e un saluto speciale a chi ha lasciato il suo cuore e il suo affetto qui, dopo la partenza.
Ari
Abbiamo creduto insieme al sogno bello di poter avere un centro dove ospitare i nostri bambini e dove poter alloggiare tante delle nostre famiglie. Tanta generositá ci ha sostenuti e ha reso tangibile questo sogno, che non abbiamo certo inventato noi ma che é venuto delineandosi piano piano, come cresce nel silenzio un bimbo nel seno della madre.
Questo periodo, tra l’altro é marcato da una grande stanchezza, alleviata dalla presenza preziosa di tanti amici e tante amiche che sono venuti personalmente a condividere le nostre semplici giornate. La stanchezza si traduce spesso in un certo rilassamento e in una non chiara visione del futuro, specie nelle decisioni da prendere o nelle prioritá da tener presenti. Ma siccome siamo in tanti, e in tanti cerchiamo di avere un cuore pulito, é un giogo soave sopportare la durezza di questi giorni e la fatica. Cerchiamo di andare avanti con serenitá. I bimbi ci spronano, ci danno animo. Gli amici ci sostengono.
E la casa si riempie di nuovi volti. Da due giorni, infatti, sono arrivate Roxana e Miriam, due sorelline, di 9 e 12 anni, della stessa tribú di Giovanna e che i genitori vorrebbere salvare dagli stessi gravi problemi che Giovanna ha vissuto. E poi c’é Marianita che ieri mattina é tornata a casa dall’ospedale. Cosí sono 4 le bambine della tribú Yuqui che vivono con noi. Probabilmente la venuta di Mariana ha provocato un po’ di scombussolamento nella salute di tutti noi, visto che ci siamo improvvisamente raffreddati e riempiti di tosse, ma valeva la pena riprendere con noi questa bambina che oggi/domani compie 3 anni e da quando aveva 7 mesi ci é stata affidata.
Scopro ogni giorno di piú che la bellezza di questa casa sono i volti dei nostri bimbi. Dietro questi volti si nascondono storie belle che ogni giorno si arricchiscono di particolari gioiosi e commoventi. Non si puóimmaginare cosa significa per noi, per esempio, vedere il piccolo e gracile Manuel che ha imparato ad avvitare l’indice sulla sua guancina per segnalare che la ministra é buona (ho scritto ministra, per errore, invece di minestra), lui che non sa ancora dire una parola. O María René che, nonostante i suoi capricci, si sveglia al mattino e viene ad abbracciarmi con un “Te quielo mucho, Ali (te quiero mucho, Ari,)”. O Sebastian che oltre alla “T” ora sa sbiascicare pure la “B”. O Evita che vuole dare un bacino a tutti, proprio a tutti, prima di andare a dormire e con questo semplice gesto sbollisce le tensioni interpersonali che magari sono sorte durante il giorno. E Marianita che piano piano impara a giocare di nuovo insieme ad altri bambini, e sorride. O Franco (é il nome nuovo di Antonio che é stato coniato nelle settimane scorse da alcuni dei nostri amici italiani qui presenti) che é qui che mi fa da angelo custode, con tante domande su ogni parola che scrivo in italiano (in questo preciso momento la domanda é: Que es eso, Parola?). E mi confessa che gli piacerebbe imparare ad usare il computer per potersi sentire piú utile qui in casa. E magari un giorno imparerá davvero! O tutte le bimbe piú grandine che prima di andare a letto, stasera, mi hanno detto che vorrebbero fare un regalino a Marianita per la sua festa.
La vita scorre vera dentro di noi grazie a questi particolari semplici, e riusciamo ad andare avanti con rinnovato entusiasmo, nonostante le poche forze.
E mi nasce spontanea questa costatazione: quante cose belle potremmo continuare a fare tutti insieme! Un giorno abbiamo gridato di gioia per il cielo che era stato fatto nella stanza dei nostri bimbi. Speriamo di poter gridare presto la nostra gioia per la prima casetta che sará fatta per una delle nostre famiglie. Oggi – tra l’altro- sono venute due di loro per comunicarmi che erano state cacciate via di casa e che non sapevano dove rifugiarsi (con tanti figli sulle spalle, nessuno le vuole!).
Probabilmente una verrá qui da noi, nei prossimi giorni, quella di Carlito ed Hilda, visto che il fratellino piú piccolo non ha neanche un mese di vita e le possibilitá di proteggerlo sono limitate. La cosa bella é che proprio in questi giorni si sono avvicinati alcuni papá dei nostri bimbi dicendo che vorrebbero offrirsi per la costruzione delle case proprio in questo periodo
in cui c’é grande scarsitá di mano d’opera.
Un’altra cosa bella é che oggi abbiamo finito di scavare il pozzo. A 86 metri di profonditá abbiamo acqua sufficiente per poter dar da bere a piú di 1.000 persone.C’é uno scritto bello di Martin Luter King sui sogni. Tanti senza dubbio lo conoscono. Il nostro sogno é maturato dal cuore e forse per questo coinvolge tanti. Teniamo gli occhi fissi lí e siamo sicuri che presto fioriranno casette nel terreno bello che ci circonda. Dentro la casa fioriscono volti di bimbi e fuori fioriranno casette: mi sembra logico!
Un abbraccio grande a tutti e un saluto speciale a chi ha lasciato il suo cuore e il suo affetto qui, dopo la partenza.
Ari
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