“Quando arriva Natale?”, chiede più volte ansioso Sebastian nei giorni che precedono questa festa così speciale per i bimbi e per i grandi.
Natale arriva così, nella Casa de los Niños di Cochabamba: è proprio Sebastian che mi sveglia in pianto alle 4 del mattino perché vuole andare in bagno e in stanza non c’è luce. Mentre lui è in bagno, guardo fuori dalla finestra, dalla stanza dei bimbi, per vedere come sarà il tempo. Le nuvole stanno riempiendo il cielo, mi dispiace proprio: ieri era una giornata bellissima, piena di sole ed anche a sera dominavano le stelle. Avverto i primi tuoni in lontananza. Prego, dentro di me, affinché non piova. In genere, a Natale, piove dopo le 4 del pomeriggio, quando la nostra festa è finita. Invece, quest’anno, la pioggia arriva sin dal mattino, rendendo la giornata triste e uggiosa: come faremo con i preparativi se la pioggia ci disturba?
A dire il vero, la sera prima, ci eravamo trovati tutti insieme per la messa e per scambiarci i regali a sorpresa. Ogni famiglia doveva pensare qualcosa di speciale per un’altra famiglia, senza farsi scoprire e senza spendere soldi: un regalo della fantasia e dell’amore. Una sorpresa molto riuscita e gradita da parte di tutti, con un abbraccio e un brindisi a suggellare questo primo momento di festa. Anche qui una sorpresa fuori programma: al momento del brindisi, spariscono 7 bottiglie di spumante. Non sapremo mai che fine hanno fatto, ma è Natale e non tempo di investigazione.
Alle 6 del mattino, chiamano per telefono: non è per fare gli auguri dall’Italia, come sempre succede a chi non tiene in conto la differenza di fuso orario. E’ una famiglia dell’altipiano che deve ricoverare d’urgenza una giovane mamma. Indichiamo che devono rivolgersi all’ospedale e non alla “Casa de los Niños”. Un’ora dopo, richiamano per dirci che nell’ospedale non ne vogliono sapere di loro. E’ sempre la solita storia: sono poveri, sporchi, non parlano lo spagnolo ed è Natale. “Non c’è posto per voi!”.
Così, alle 8, sotto la pioggia, cambio di piani: prendo un taxi e vado in ospedale. La cosa si risolve in una decina di minuti. Questa famiglia dell’altipiano sarà la prima a prenotarsi per il nostro pranzo. E’ al completo: bimba appena nata, mamma, papà e nonna. Hanno il vestito per la festa: sono poveri e sono dei nostri, magari imprevisti, ma ben accolti, in tutti i modi.
Quest’anno, il giorno di Natale lo festeggeremo in due posti diversi: qui nella cittadella e nella scuoletta della zona sud, Huayrak’asa. Prevediamo le presenza di 500 persone qui da noi e 200 a Huyrak’asa.
Siccome piove, altro cambio di piani: invece di usare gli ambienti della scuola, grande, appena terminata, ma in mezzo al campo e con tanto rischio di fango, sarà meglio prepare i tavoli nel salone grande, qui vicino a tutti. Facciamo la prova e ci stanno 65 tavoli da 8.
Alle 9 ognuno è ai posti di combattimento! Le mamme si incaricano del riso, delle patate, dei pomodori e dell’insalata. Del pollo si incaricherà un altro gruppo “specializzato”. Io mi incarico di comprare i 700 gelati! Nei giorni precedenti, sempre le nostre mamme hanne preparato 300 panettoni per ognuna delle famiglie invitate. Le Suore del Rosario (Suor Bruna) ci hanno da poco regalato gli apparecchi completi di un forno industriale per cui li spianiamo a tutto fuoco per le feste di Natale! Sempre le Suore ci hanno regalato 35 polli, giusto quelli che servono per la cena di Natale delle nostre famiglie della cittadella. Qui tutto arriva al momento giusto!
L’invito è per le 12, ma a mezzogiorno non è arrivato ancora nessuno: si saranno spaventati per il maltempo? Ma non piove più per cui possiamo terminare di decorare il salone di ultimare per bene gli ultimi dettagli. I bimbi e le bimbe della cittadella, guidati da Lucero (una mamma del focolare), hanno pronta la loro rappresentazione natalizia. Si sono ben preparati, coi loro vestitini, e fervono nell’attesa. Siccome le domeniche precedenti siamo andati a chiedere aiuto nelle chiese, sono arrivati tanti volontari, giovani e famiglie, per dare una mano. Io sono in cucina a lavare le pentole. All’una mi avvisano che nel salone non c’è più posto: è tutto pieno! E ci sono tante altre famiglie in arrivo. Come facciamo? L’idea viene dai nostri. Andiamo in falegnameria, qui fuori, a preparare, con i materiali da costruzione, tavoli e panche. Siccome non piove più, possiamo usare il giardino qui davanti al salone. Detto e fatto: in una mezz’oretta si improvvisano e si moltiplicano i tavoli e le seggiole, come si sono moltiplicati gli ospiti.
Alla fine, infatti, contiamo la presenza di quasi 700 persone qui da noi! Mai successo prima. Sono venuti proprio tutti! Di riso ce n’è abbastanza, ma il pollo dobbiamo dividerlo e dare pezzi piccoli ai bimbi. I gelati non li possiamo moltiplicare e alcuni rimangono senza, ma non se ne fanno un problema, tanto è bello e fraterno il clima che si vive tra tutti. Non distribuiamo neppure i panettoni perché non ne avremmo a sufficienza e qualcuno rimarrebbe male. Lo faremo nei prossimi giorni, così avremo una scusa per visitare di nuovo le famiglie.
La pioggia se ne è andata, un timido sole chi accompagna, i volontari che la prima volta arrivano da noi, sono molto felici: “E il più bel Natale della mia vita” ci confessa una ragazza. Un gruppo di giovani di una parrocchia ha portato 140 regali per i bambini. Ma i bambini sono oltre 300 e allora dobbiamo tirar fuori le nostre scorte. E ce n’è per ognuno.
Viene pure il Padre Antonio e lui si incarica della benedizione e del ringraziamento finale.
Con un applauso, verso le quattro, finisce questa festa di Natale. Un Natale sereno, in cui non ci sentiamo stanchi, in cui tutti hanno potuto dare una mano e sentirsi felici e accolti. Un Natale con la nostra famiglia, quasi al completo. Una famiglia grande ma bella. E anch’io mi commuovo un po’...
Abbiamo il tempo di pulire e mettere in ordine tutto, con calma e con l’appoggio di tanti. Lasciamo il salone ordinato così magari servirà anche per l’ultimo dell’anno. Anche il parco è ordinato, senza cartacce per terra.
Ci ritroviamo in una quarantina per la preghiera, alle 5 del pomeriggio, fuori, in giardino, davanti a Gesù e davanti ai fratelli.
Natale è la festa del ringraziamento e possiamo ringraziarci reciprocamente per una giornata tutta prioettata verso gli altri, verso gli ultimi, verso i nostri fratelli e le nostre sorelle. Non ricordiamo niente delle cose tristi dei giorni precedenti..., non ne abbiamo nè la forza nè il tempo.
Solo possiamo dire grazie e scoprire che il nostro cuore è più grande.
E la nostra cittadella sempre più bella!
venerdì 25 dicembre 2009
martedì 15 dicembre 2009
la fine dell' anno scolastico
Casa de los Niños, 15 dicembre 2009
Stasera c’è stato l’atto conclusivo dell’anno scolastico qui nella nostra cittadella.. Il salone pieno di bimbi e di famiglie. Comuoveva il cuore vedere il salone pieno dei volti dei nostri bimbi tutti belli preparati per le loro rappresentazioni.
Commoventi pure i volti dei genitori, fieri dei loro figli. Commoventi le parole delle maestre che sono riuscite a conquistarsi, durante l’anno, l’affetto dei loro allievi.
Stasera mi chiedevo da dove è venuto fuori tutto questo patrimonio umano che abbiamo sotto gli occhi, e che si muove con tanta autonomia .... mi azzardo a dire che è venuto fuori dall’amore di tutti, dal non fare programmi e dal credere che il bene dà frutti, che spuntano prima o poi anche senza che ce ne accorgiamo.
I bimbi e le maestre hanno composto per la fine della serata una canzone dal titolo significativo. "Grazie". Grazie è la parola che viene fuori da ogni angolo della nostra cittadella, da ogni sguardo.
Una strofa della canzone dice: Quando hai problemi, quando senti dolore, non ti dare per vinto che Dio ti veste con il sole.
Noi ci sentiamo vestiti con il dono di una famiglia straordinaria, che non ha confini che trova sempre l’occasione per stringersi insieme a gioire del dono che rappresenta...
Stasera c’è stato l’atto conclusivo dell’anno scolastico qui nella nostra cittadella.. Il salone pieno di bimbi e di famiglie. Comuoveva il cuore vedere il salone pieno dei volti dei nostri bimbi tutti belli preparati per le loro rappresentazioni.
Commoventi pure i volti dei genitori, fieri dei loro figli. Commoventi le parole delle maestre che sono riuscite a conquistarsi, durante l’anno, l’affetto dei loro allievi.
Stasera mi chiedevo da dove è venuto fuori tutto questo patrimonio umano che abbiamo sotto gli occhi, e che si muove con tanta autonomia .... mi azzardo a dire che è venuto fuori dall’amore di tutti, dal non fare programmi e dal credere che il bene dà frutti, che spuntano prima o poi anche senza che ce ne accorgiamo.
I bimbi e le maestre hanno composto per la fine della serata una canzone dal titolo significativo. "Grazie". Grazie è la parola che viene fuori da ogni angolo della nostra cittadella, da ogni sguardo.
Una strofa della canzone dice: Quando hai problemi, quando senti dolore, non ti dare per vinto che Dio ti veste con il sole.
Noi ci sentiamo vestiti con il dono di una famiglia straordinaria, che non ha confini che trova sempre l’occasione per stringersi insieme a gioire del dono che rappresenta...
mercoledì 18 novembre 2009
E la casa si trasforma e i bimbi ne godono
In questi giorni siamo sempre in giro per la faccenda del processo in corso. Non abbiamo molto tempo per fermarci a casa. Siamo comunque fortunati per la presenza di tanti amici e amiche in questo periodo che ci danno una mano.
E la casa si trasforma e i bimbi ne godono.
Nadia a Javier dell'Argentina, Fabrizio di Roma, Giovanni di Carniana e Martina e Giulia di Roteglia, oltre a Giulia di Parma. E' una bella formazione per tener in piedi la nostra casa.
Ora è stato pure aperto l'asilo per i bimbi più piccoli di cui si incaricano le ragazze. Tutti poi sono intenti al tinteggio delle pareti, cosa che desideravamo da tempo, e che ora si sta facendo realtà. Sono state messe le tende nella stanza da letto dei bimbi, per separare i maschietti dalla femminucce: belle, colorate! Sulle pareti ci adesso tanti disegnini e dal soffitto pendono forme divertenti, fatte dagli stessi bimbi.
E' bello costruire insieme la casa che ora sta diventando davvero "casa de los niños". E tutti offrono il loro contributo.
Il piccolo Manuel è stato operato e il suo piedino sinistro dovrebbe diventare più dritto. Deve portare uno stivaletto di gesso per un mese e mezzo. Soffre abbastanza ma appena lo si mette davanti al televisore, gli passa tutto. Speriamo che questa volta sia quella buona e definitiva. David è sempre un tesoro di felicità.
Sul fronte del processo, vedremo le novità dei prossimi giorni. Oggi ci siamo incrociati per strada con l'avvocato delle suore che voleva con una bravata spaventarmi con il suo macchinone nero. Lasciamo perdere, tanto legge pure lui i nostri messaggi.
Dimenticavo di dire che venerdì, dopo la famosa udienza processale, siamo stati tutta la notte in ospedale per assistere Laura che era stata vittima di una violenza fisica da parte di alcuni giovani. Ora sta bene e oggi pure lei è uscita dall'ospedale. Non abbiamo, dunque, avuto neanche un attimo di respiro dopo l'udienza, per dire che la nostra vita deve continuare nello spirito che ci anima e che è quello di essere aperti sugli altri, sempre, e non pensare mai a noi stessi.
Un abbraccio e il ringraziamento forte a ciascuno per il dono dell'amicizia che ci sostiene.
E la casa si trasforma e i bimbi ne godono.
Nadia a Javier dell'Argentina, Fabrizio di Roma, Giovanni di Carniana e Martina e Giulia di Roteglia, oltre a Giulia di Parma. E' una bella formazione per tener in piedi la nostra casa.
Ora è stato pure aperto l'asilo per i bimbi più piccoli di cui si incaricano le ragazze. Tutti poi sono intenti al tinteggio delle pareti, cosa che desideravamo da tempo, e che ora si sta facendo realtà. Sono state messe le tende nella stanza da letto dei bimbi, per separare i maschietti dalla femminucce: belle, colorate! Sulle pareti ci adesso tanti disegnini e dal soffitto pendono forme divertenti, fatte dagli stessi bimbi.
E' bello costruire insieme la casa che ora sta diventando davvero "casa de los niños". E tutti offrono il loro contributo.
Il piccolo Manuel è stato operato e il suo piedino sinistro dovrebbe diventare più dritto. Deve portare uno stivaletto di gesso per un mese e mezzo. Soffre abbastanza ma appena lo si mette davanti al televisore, gli passa tutto. Speriamo che questa volta sia quella buona e definitiva. David è sempre un tesoro di felicità.
Sul fronte del processo, vedremo le novità dei prossimi giorni. Oggi ci siamo incrociati per strada con l'avvocato delle suore che voleva con una bravata spaventarmi con il suo macchinone nero. Lasciamo perdere, tanto legge pure lui i nostri messaggi.
Dimenticavo di dire che venerdì, dopo la famosa udienza processale, siamo stati tutta la notte in ospedale per assistere Laura che era stata vittima di una violenza fisica da parte di alcuni giovani. Ora sta bene e oggi pure lei è uscita dall'ospedale. Non abbiamo, dunque, avuto neanche un attimo di respiro dopo l'udienza, per dire che la nostra vita deve continuare nello spirito che ci anima e che è quello di essere aperti sugli altri, sempre, e non pensare mai a noi stessi.
Un abbraccio e il ringraziamento forte a ciascuno per il dono dell'amicizia che ci sostiene.
venerdì 13 novembre 2009
Oggi è un giorno importante e decisivo
Carissimi amici!
Oggi è un giorno importante e decisivo. Mi permetto di chiedere ad ognuno una preghiera semplice o un semplice ricordo nell'amicizia per chi magari non ha tanta domestichezza con la preghiera.
Alle 4 del pomeriggio ci troveremo davanti alla giudice, insieme a Tania, per fare chiarezza sul tema legale della compravendita del terreno in cui viviamo.
Io ringrazio Lucas e gli/le amici/che del Focolare per avermi insegnato la Comunione e la Fraternità gratuita sul modello delle prime comunità cristiane dove ognuno non considerava suo quello che aveva ma tutto era in comune tra tutti.
Ringrazio Tania e gli/le amici/che della Comunità per avermi insegnato a sognare il bene per i bambini e per i poveri, un bene non fatto di cose materiali, ma di amicizia spirituale, costante, quotidiana.
Ringrazio don Massimiliano e tutti gli amici e le amiche di Toano perché lì sono nato, in una famiglia povera ma cristiana, che ha formato il mio cuore.
Ringrazio gli/le amici/che della Casa de los Niños, in tutto il mondo, che siamo tanti!, per aver creduto e percorso con noi questo sogno ed aver dato forma ad esso in questo nostro villaggio che è un orgoglio per tanti e un piccolo seme di una umanità nuova, costruita sulla debolezza, ma fonte di bene e di gioia per tutti quelli che hanno modo di parteciparne.
Ci affidiamo a questo bene e non perdiamo mai il dono della gioia, del perdono e della possibile riconciliazione con tutti/e.
Vi abbraccio di cuore,
Ari
PS. So che gli avvocati delle "Suore" stanno leggendo i nostri messaggi: spero che pure a loro facciano bene
Oggi è un giorno importante e decisivo. Mi permetto di chiedere ad ognuno una preghiera semplice o un semplice ricordo nell'amicizia per chi magari non ha tanta domestichezza con la preghiera.
Alle 4 del pomeriggio ci troveremo davanti alla giudice, insieme a Tania, per fare chiarezza sul tema legale della compravendita del terreno in cui viviamo.
Io ringrazio Lucas e gli/le amici/che del Focolare per avermi insegnato la Comunione e la Fraternità gratuita sul modello delle prime comunità cristiane dove ognuno non considerava suo quello che aveva ma tutto era in comune tra tutti.
Ringrazio Tania e gli/le amici/che della Comunità per avermi insegnato a sognare il bene per i bambini e per i poveri, un bene non fatto di cose materiali, ma di amicizia spirituale, costante, quotidiana.
Ringrazio don Massimiliano e tutti gli amici e le amiche di Toano perché lì sono nato, in una famiglia povera ma cristiana, che ha formato il mio cuore.
Ringrazio gli/le amici/che della Casa de los Niños, in tutto il mondo, che siamo tanti!, per aver creduto e percorso con noi questo sogno ed aver dato forma ad esso in questo nostro villaggio che è un orgoglio per tanti e un piccolo seme di una umanità nuova, costruita sulla debolezza, ma fonte di bene e di gioia per tutti quelli che hanno modo di parteciparne.
Ci affidiamo a questo bene e non perdiamo mai il dono della gioia, del perdono e della possibile riconciliazione con tutti/e.
Vi abbraccio di cuore,
Ari
PS. So che gli avvocati delle "Suore" stanno leggendo i nostri messaggi: spero che pure a loro facciano bene
venerdì 6 novembre 2009
Il primo round è finito due a zero per noi!!!
La Giudice, infatti, ha fatto azzittire due volte il Pubblico Ministero e gli Avvocati delle suore, dicendo loro che era meglio si attenessero ai fatti e non alle illazioni. E ha rimandato l’udienza a venerdì della prossima settimana, così magari loro pensano a fondamentare un po’ meglio legalmente le accuse contro di me. E noi, intanto, abbiamo il tempo di far vedere alla Giudice che si tratta di una Simulazione di Reato, con pena tanto per gli Avvocati che per il Pubblico Ministero.
Sono usciti mogi mogi dalla sala, mentre tutti noi eravamo euforici, dopo tanta tensione. La battaglia non è finita, ma la soddisfazione di oggi ha fatto bene a tutti.
Nel corridoio, uno degli Avvocati delle suore, che è amico di Candy e Ivana, due delle ragazze della Comunità che lavorano qui a casa, si è avvicinato per chiedere loro cosa facevano in Sala. Loro gli hanno risposto: “Cosa fai tu qui, inventando accuse senza fondamento contro di noi: noi lavoriamo per quella casa contro cui tu stai combattendo!” “E’ che voi non conoscete la verità dei fatti.” “La verità noi la sperimentiamo tutti i giorni nella casa dei bambini e ci riempie di orgoglio!” “Ma c’è anche la verità delle suore e se voi la conosceste vi rendereste conto di quanti errori e inganni commette Aristide.” “Di frottole ne sanno raccontare tante quelle suore, e voi ne sapete ben approfittarvene.” “Però potete sempre dire ad Aristide che noi siamo aperti a dialogare con lui: tutto si può risolvere con un dialogo convincente.” “Glielo diremo di certo, e ti faremo sapere!"
Quanti soldi vorranno quegli avvocati spudorati? Le suore lo sapranno presto!
Tornato a casa, mi sono corsi incontro gruppi di bimbi per abbracciarmi e per darmi il “benvenuto a casa”.
Gli avvocati delle suore non potranno mai sperimentare la commozione e la gioia di una famiglia come la nostra.
Ringrazio tutti per essere stati presenti con me, a sostenermi, a incoraggiarmi, a fare il tifo per la verità e il bene.
Sono usciti mogi mogi dalla sala, mentre tutti noi eravamo euforici, dopo tanta tensione. La battaglia non è finita, ma la soddisfazione di oggi ha fatto bene a tutti.
Nel corridoio, uno degli Avvocati delle suore, che è amico di Candy e Ivana, due delle ragazze della Comunità che lavorano qui a casa, si è avvicinato per chiedere loro cosa facevano in Sala. Loro gli hanno risposto: “Cosa fai tu qui, inventando accuse senza fondamento contro di noi: noi lavoriamo per quella casa contro cui tu stai combattendo!” “E’ che voi non conoscete la verità dei fatti.” “La verità noi la sperimentiamo tutti i giorni nella casa dei bambini e ci riempie di orgoglio!” “Ma c’è anche la verità delle suore e se voi la conosceste vi rendereste conto di quanti errori e inganni commette Aristide.” “Di frottole ne sanno raccontare tante quelle suore, e voi ne sapete ben approfittarvene.” “Però potete sempre dire ad Aristide che noi siamo aperti a dialogare con lui: tutto si può risolvere con un dialogo convincente.” “Glielo diremo di certo, e ti faremo sapere!"
Quanti soldi vorranno quegli avvocati spudorati? Le suore lo sapranno presto!
Tornato a casa, mi sono corsi incontro gruppi di bimbi per abbracciarmi e per darmi il “benvenuto a casa”.
Gli avvocati delle suore non potranno mai sperimentare la commozione e la gioia di una famiglia come la nostra.
Ringrazio tutti per essere stati presenti con me, a sostenermi, a incoraggiarmi, a fare il tifo per la verità e il bene.
giovedì 5 novembre 2009
5 novembre notte
"C'è sempre il pericolo, nelle vicende del mondo e anche nelle debolezze della Chiesa, di perdere la fede, e così anche di perdere l'amore e la fraternità. La storia ci insegna, poi, che non si esprime un'autentica comunione senza un travagliato sforzo di riconciliazione"
Oggi è il giorno difficile, il giorno in cui dovremo affrontare insieme le incognite della giustizia. Ringrazio Suor Bruna che mi ha mandato nei giorni scorsi la frase qui sopra, che riassume il senso di quello che abbiamo vissuto con lei, con voi e che ho provato a risolvere dentro di me in questo periodo.
Non vogliamo perdere di vista il sogno di amore e fraternità che si costruisce ad ogni istante qui, nel nostro villaggio, ma anche fuori, nel silenzio, nel dolore, ma sempre con tanta gioia e amicizia tra tutti.
Ieri abbiamo propiziato una riunione in Santa Cruz con le Suore per vedere se c’era la possibilità di arrivare ad un accordo. Ero stato da Vescovo, domenica sera, per spiegare la situazione al fine di riprendere in mano rapporti logorati da tempo. L’ho fatto col desiderio sincero di guardare al di là di tutto quello che è successo negli ultimi anni, per ritrovare insieme la serenità necessaria per poter andare avanti e ricostruire fraternità. L’ho fatto ascoltando il cuore e i fratelli.
Con le Suore, a Santa Cruz, ha parlato ieri il Padre Antonio, che è l’amico nostro, il Presidente dell’Associazione qui in Bolivia. E’ andato anche il Vescovo, e questo è un bel gesto da parte sua. Abbiamo fatto una proposta noi, credendo sempre nel bene e richiamando le Suore alla loro coscienza sui fatti che loro conoscono bene. Si è aperta una porta, anche se loro non ci hanno fatto conoscere nessuna proposta di accordo che hanno detto ci manderanno nei prossimi giorni. Vedremo. Continuiamo a sperare in un accordo. Vale di più mettersi d’accordo che credere di aver ragione.
Purtroppo, sempre ieri, io e Tania siamo stati accusati di truffa, dal Pubblico Ministero, per aver complottato insieme la compravendita del terreno delle suore per interesse economico nostro e di terzi. Questa accusa gravissima deriva da una dichiarazione della Suora Provinciale che ha firmato con me il documento di compravendita, e che mi accusa di tutto, la stessa che si è incontrata ieri con Padre Antonio per trovare un accordo.
Che dire?
Che siamo lontani dalla verità e dalla giustizia, che siamo lontani dal Vangelo. Ma la verità, la giustizia e il Vangelo, quello che abbiamo imparato dai nostri genitori, umili e poveri, dai nostri fratelli e dalle nostre sorelle più esperti, sono lì, nella porta del nostro cuore ferito, nella nostra fede vacillante, nella debolezza della nostra vita, nel dolore di tutti quelli che simpatizzano per noi, negli occhi dei nostri bimbi e nella certezza di bene che è stata seminata in tanti.
Alle tre del pomeriggio, alle otto italiane, mi troverò davanti ai giudici. Dovrò difendermi, ma non vorrei attaccare nessuno. Mi hanno detto che qui le maestre si troveranno con i bimbi della scuola e con le mamme per pregare. Per i bimbi sarà un momento di incontro forse spensierato, ma importante, per sentirsi parte pure loro del nostro sogno di fraternità. Per me sarà il segno bello di sentirmi abbracciato dall’innocenza. E tutti siamo certi che il bene trionferà.
Vi abbraccio forte!
.... E’ ancora notte fonda e i piccoli Manuel e Sebastían stanno piangendo. Forse si rendono conto del momento difficile per tutti o forse è solo mal di pancia...
Mi viene da ricordare quanto scrissi il giorno del primo incontro con le suore, proprio tre anni fa, alla fine di ottobre del 2006:
Questo messaggio di tre anni fa mi aiuta a ricordare che non ci interessava il terreno, l’affare, come dice l’accusa di oggi: “delitto di truffa per interesse economico nostro e di terzi.”
Ci preoccupava, allora come oggi, la salute dei nostri bimbi.
E’ triste e duro dirlo, ma è la verità: alle suore, che dicono di essere figlie di San Francesco, interessano i soldi e per racimolarli sono disposte a dire tutte le bugie del mondo e a mandarci in carcere.
A noi ci preoccupa invece che i bimbi stiano bene, e che i nostri bimbi, le nostre famiglie, i nostri amici, i nostri fratelli e le nostre sorelli, che tutti noi possiamo coltivare nel cuore la gratuità per costruire insieme una fraternità bella, senza interessi, senza rancori, senza giudizi, senza condizioni, senza divisioni, senza barriere di fede o scelte personali.
I bimbi, con la loro innocenza e semplicità, continuano a insegnarcelo. Bello se possiamo assomigliarci e diventare come loro.
Oggi è il giorno difficile, il giorno in cui dovremo affrontare insieme le incognite della giustizia. Ringrazio Suor Bruna che mi ha mandato nei giorni scorsi la frase qui sopra, che riassume il senso di quello che abbiamo vissuto con lei, con voi e che ho provato a risolvere dentro di me in questo periodo.
Non vogliamo perdere di vista il sogno di amore e fraternità che si costruisce ad ogni istante qui, nel nostro villaggio, ma anche fuori, nel silenzio, nel dolore, ma sempre con tanta gioia e amicizia tra tutti.
Ieri abbiamo propiziato una riunione in Santa Cruz con le Suore per vedere se c’era la possibilità di arrivare ad un accordo. Ero stato da Vescovo, domenica sera, per spiegare la situazione al fine di riprendere in mano rapporti logorati da tempo. L’ho fatto col desiderio sincero di guardare al di là di tutto quello che è successo negli ultimi anni, per ritrovare insieme la serenità necessaria per poter andare avanti e ricostruire fraternità. L’ho fatto ascoltando il cuore e i fratelli.
Con le Suore, a Santa Cruz, ha parlato ieri il Padre Antonio, che è l’amico nostro, il Presidente dell’Associazione qui in Bolivia. E’ andato anche il Vescovo, e questo è un bel gesto da parte sua. Abbiamo fatto una proposta noi, credendo sempre nel bene e richiamando le Suore alla loro coscienza sui fatti che loro conoscono bene. Si è aperta una porta, anche se loro non ci hanno fatto conoscere nessuna proposta di accordo che hanno detto ci manderanno nei prossimi giorni. Vedremo. Continuiamo a sperare in un accordo. Vale di più mettersi d’accordo che credere di aver ragione.
Purtroppo, sempre ieri, io e Tania siamo stati accusati di truffa, dal Pubblico Ministero, per aver complottato insieme la compravendita del terreno delle suore per interesse economico nostro e di terzi. Questa accusa gravissima deriva da una dichiarazione della Suora Provinciale che ha firmato con me il documento di compravendita, e che mi accusa di tutto, la stessa che si è incontrata ieri con Padre Antonio per trovare un accordo.
Che dire?
Che siamo lontani dalla verità e dalla giustizia, che siamo lontani dal Vangelo. Ma la verità, la giustizia e il Vangelo, quello che abbiamo imparato dai nostri genitori, umili e poveri, dai nostri fratelli e dalle nostre sorelle più esperti, sono lì, nella porta del nostro cuore ferito, nella nostra fede vacillante, nella debolezza della nostra vita, nel dolore di tutti quelli che simpatizzano per noi, negli occhi dei nostri bimbi e nella certezza di bene che è stata seminata in tanti.
Alle tre del pomeriggio, alle otto italiane, mi troverò davanti ai giudici. Dovrò difendermi, ma non vorrei attaccare nessuno. Mi hanno detto che qui le maestre si troveranno con i bimbi della scuola e con le mamme per pregare. Per i bimbi sarà un momento di incontro forse spensierato, ma importante, per sentirsi parte pure loro del nostro sogno di fraternità. Per me sarà il segno bello di sentirmi abbracciato dall’innocenza. E tutti siamo certi che il bene trionferà.
Vi abbraccio forte!
.... E’ ancora notte fonda e i piccoli Manuel e Sebastían stanno piangendo. Forse si rendono conto del momento difficile per tutti o forse è solo mal di pancia...
Mi viene da ricordare quanto scrissi il giorno del primo incontro con le suore, proprio tre anni fa, alla fine di ottobre del 2006:
28 ottobre 2006 (erano le tre di notte come oggi)
Ciao!
Volevo pure dirvi che oggi, finalmente, ci siamo incontrati con le suore. La superiora è venuta da lontano e mi ha invitato a prendere un caffè nel centro, in modo da parlare con più tranquillità. E' di origine austriaca. Sono rimasto contento della conversazione. Faccio una sintesi. Le suore vogliono vendere tutto il terreno, incluso la casa dove risiedono (due case) perché lì non si trovano bene. Si tratta di circa 5 ettari. Lo vendono non con l'intenzione di farci un affare, ma neppure vogliono regalarlo. Il prezzo che hanno messo è di 5 dollari al metro quadrato. Un prezzo irrisorio, rispetto alla zona e agli altri terreni che abbiamo visto. Il totale sarebbe di circa 250.000U$ (200.000 €). Chiedono che le suore possano fermarsi un anno, dal momento della vendita, finché non trovano un'altra sistemazione. A me è parso tutto molto ragionevole e ho risposto che saremmo contenti di comprare tutto il terreno, soprattutto perché ci dà la possibilità di realizzare lì tutto quello che abbiamo in mente. Anche il prezzo è molto inferiore a quello che avrei immaginato. I soldi non li abbiamo, ma potremmo darli in varie quote. Abbiamo circa la metà e credo che, se le cose vanno bene, potrei chiedere qualche prestito ai miei parenti, tanto per dare un'idea. Il posto è molto buono. Voi cosa ne pensate? La cosa sarebbe quasi immediata. Lunedì andrò dalle suore per vedere bene il terreno e per prendere in considerazione i documenti di proprietà.
Oggi María René non sta bene: è molto spenta, non mangia e non beve. Dorme... La diarrea le è passata, ma ha qualche altro disturbo che non riusciamo a identificare. Sono un po' preoccupato, anche se la sua dottoressa, con cui ho appena parlato per telefono, mi ha detto di stare tranquillo. E' molto strano, per me, non vedere sorridere MR..., e vederla tutta mogia mogia...
Vediamo come passa la notte...
Vi abbraccio!
Ari
Questo messaggio di tre anni fa mi aiuta a ricordare che non ci interessava il terreno, l’affare, come dice l’accusa di oggi: “delitto di truffa per interesse economico nostro e di terzi.”
Ci preoccupava, allora come oggi, la salute dei nostri bimbi.
E’ triste e duro dirlo, ma è la verità: alle suore, che dicono di essere figlie di San Francesco, interessano i soldi e per racimolarli sono disposte a dire tutte le bugie del mondo e a mandarci in carcere.
A noi ci preoccupa invece che i bimbi stiano bene, e che i nostri bimbi, le nostre famiglie, i nostri amici, i nostri fratelli e le nostre sorelli, che tutti noi possiamo coltivare nel cuore la gratuità per costruire insieme una fraternità bella, senza interessi, senza rancori, senza giudizi, senza condizioni, senza divisioni, senza barriere di fede o scelte personali.
I bimbi, con la loro innocenza e semplicità, continuano a insegnarcelo. Bello se possiamo assomigliarci e diventare come loro.
mercoledì 28 ottobre 2009
grazie
Carissimi, carissime, grazie per avermi risposto in tanti/e. Così è più facile affrontare questo momento.
Noi andiamo avanti in tutti i modi e non ci facciamo spaventare dal potere dell'ingiustizia e della falsità perché il bene vince sempre sul male, e sta già vincendo grazie all'appoggio e alla volontà di tutti noi.
Non ci faremo nè dividere nè abbattere dal male e dalla menzogna.
Vi abbraccio forte insieme a tutti qui.
Ari
Noi andiamo avanti in tutti i modi e non ci facciamo spaventare dal potere dell'ingiustizia e della falsità perché il bene vince sempre sul male, e sta già vincendo grazie all'appoggio e alla volontà di tutti noi.
Non ci faremo nè dividere nè abbattere dal male e dalla menzogna.
Vi abbraccio forte insieme a tutti qui.
Ari
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