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domenica 1 aprile 2012

Su a Karpani!

Karpani è un villaggio quassù sui monti boliviani, ad oltre 4 mila metri di altitudine. Lo conosciamo da una decina di anni quando vi andammo per la prima volta insieme ad un equipe di medici volontari. Allora non c’era un sentiero che portava sino al villaggio e si scendeva per alcune centinaia di metri con in spalle il carico di materiali e di viveri per la gente del posto. Fu così che una suora intraprendente pensò bene che con un poco di dinamite si poteva aprire una strada. Grazie a quella idea “esplosiva” ora una specie di sentiero esiste.

Ma in tempo di piogge si fa ugualmente fatica ad arrivare. Ci piace immaginare che la nostra camionetta tiri un sospiro di sollievo quando riprende il cammino asfaltato dopo i salti, la polvere e le pietre su cui deve cimentare la propria forza motrice ogni volta che ci inoltriamo per quella specie di sentiero tra i campi di patate.

Durante l’ultima settimana siamo stati due volte a Karpani. Cerchiamo di mantenere il contatto con le famiglie del posto perché formano parte della nostra storia. Da Cochabamba si impiegano circa tre ore per arrivare al villaggio. Il clacson della macchina, che fa eco da una montagna all’altra, è l’avvertimento convenuto del nostro inaspettato arrivo. Anche lassù ci sono i cellulari ma il segnale spesso si perde tra tante cime e avvallamenti. Andiamo sempre a Karpani con gli amici italiani che vengono a trascorrere un tempo con noi. Karpani è un villaggio bellissimo che scopri solamente quando sei a pochi passi dalle sue capanne/casette. Infatti, le casette appaiono lì sotto i tuoi occhi all’improvviso, come del resto anche i bimbi e le mamme –che pascolano le pecore- spuntano inaspettatamente sui massi enormi che sovrastano il piccolo villaggio composto da 26 famiglie. I papà si fanno vedere più tardi perché impegnati nei lavori dei campi.

Proprio dall’ultima visita con gli amici italiani, è venuta fuori una idea interessante. Quella di andare periodicamente a Karpani con i giovani della cittadella per fare una specie di scuoletta (di ripasso scolastico) con i bimbi del villaggio sullo stile di quella che gli stessi nostri giovani realizzano i fine settimana qui nella nostra cittadella. Per questo siamo andati ieri mattina con 7 ragazze/i per proporre questa idea su al villaggio. Loro stessi si sono incaricati anche di prepare giochi e soprese insieme a un semplice pranzo per tutti. Purtroppo la notte precedente è piovuto ancora con intensità per cui il viaggio è rimasto in sospeso sino all’ultimo momento, ma poi ci siamo avventurati. Meno male che il mal tempo è cessato durante la mattinata. E tutto è andato bene.

Appena arrivati, dopo avere caricato altre 4 persone durante il tragitto, abbiamo iniziato a giocare, prima con i bimbi, poi anche con i genitori. Difficile rendere lo spettacolo che si è creato con quei giochi! Giochi semplicissimi, come bandiera e una specie di palla mano dove, al posto della palla, si usava un cerchio. Le persone di montagna, tanto in Bolivia come da tutte le parti, sono per natura riservate e timide. Ci vuole il suo tempo per stabilire un rapporto. Ma dopo pochi istanti di gioco si è creata una simpatia e una festa spontanea tra tutti. Saremmo andati avanti per ore nonostante i 4 mila metri. Schiamazzi e gioia incontrollata nello spiazzo davanti alla scuola e alla chiesetta di Karpani, protetti dal maestoso silenzio di quelle montagne. E poi il pranzetto tutti insieme. La distribuzione alle famiglie presenti dei viveri che abbiamo potuto portare con noi quel giorno. E qualche considerazione insieme: la necessità di aprire quest’anno l’asilo per i bimbi più piccoli del villaggio. Un sostegno mensile al maestro. I turni giornalieri degli adulti del posto per la cucina dell’asilo. Necessari interventi di ristrutturazione per le casette del villaggio dopo mesi di troppe piogge. La nostra proposta di tornare periodicamente con i giovani: accolta con grande entusiasmo dai presenti. Ed altro. Tutto in uno spirito di amicizia e di solidarietà a scanso di interessi personali.

E poi il rientro faticoso su, sino alla macchina lasciata nell’unico posto che permetteva far manovra.

E, dopo i giochi festosi con i bimbi e la gioiosa innnocenza degli adulti, il tempo per uno sguardo indietro per altre considerazioni da condividere insieme. La sotto, infatti, Benedicto torna al lavoro con l’aratro di legno e la sua giunta di buoi. Il tempo ha un altro ritmo a Karpani così come in tutti i villaggi dell’altipiano boliviano. Si usa ancora quell’aratro trascinato dai buoi che insieme solcano un terreno povero, pieno di sassi. La produzione di patate di quest’anno è andata perduta in un 50% a causa delle troppe piogge e delle inaspettate gelate. A Karpani, come in tutti i villaggi dell’altipiano boliviano, si mangiano patate al mattino, a mezzogiorno e a sera. Le patate si cuocciono due volte alla settimana perché a quelle altezze ci sono solo poche sterpaglie per fare fuoco. E l’acqua è un tesoro difficile da reperire! Non c’è corrente elettrica a quelle altezze, e non si può riscaldare spesso il cibo. Così quasi sempre si mangiano le patate fredde. Sabato, i nostri amici di Karpani ci dicevano che loro non hanno mai la possibilità di mangiare quel pollo che abbiamo condiviso con loro per pranzo.

Ogni famiglia del villaggio produce circa 30 sacchi di patate all’anno che si vendono a 100 boliviani al sacco. Il ricavato sono dunque 3.000 boliviani, pari a circa 300 euro. Quel ricavato rappresenta il reddito annuo di una famiglia di montagna in Bolivia. La Bolivia conta con 9 milioni di abitanti. Tre milioni vivono in queste condizioni. Ma, purtroppo, quest’anno, la metà del raccolto è andata persa, marcita sotto terra per le troppe piogge. Come faranno le nostre famiglie? Cosa mangeranno i nostri bimbi di Karpani?

A Karpani si tocca con mano l’immensa bellezza della natura che si contempla in un silenzio solenne per il timore di contaminarla. Ma si tocca con mano anche una immensa povertà che si fa ancora più cruda quando l’inclemenza della stagione la sferza.

Meno male che ai nostri giovani è venuta l’idea di andare più volte al mese su a Karpani per fare la scuoletta, così possiamo portare viveri, frutto della solidarietà e generosità che perviene a noi da tanti altri amici.

Meno male che da domani apriamo l’asilo così i bimbi più piccoli potranno avere un pranzo caldo almeno una volta al giorno.

Meno male che ci siamo conosciuti, una decina di anni fa, così abbiamo iniziato a percorrere insieme il cammino dell’amicizia e della condivisione.









mercoledì 18 febbraio 2009

mare

Siamo arrivati ieri sera, stanchi morti, ma felici...


I bimbi hanno visto il mare e hanno goduto della spiaggia, come si può immaginare. Noi li vedevamo nei loro giochi e il cuore si commuoveva al vedere realizzato questo sogno pazzo... Manderemo le foto e qualche impressione...


Eravamo in 13, nella "camioneta". Alla frontiera cilena (lì sono ligi alle regole!) ci hanno chiesto se avevamo un bus, e abbiamo detto "non proprio, ma qualcosa di simile".
Anche Cristina ha goduto di questi pochi giorni di serenità vissuti insieme.
Valeva veramente la pena fare questo sforzo!


Coi bimbi abbiamo fatto pure un viaggetto in barca, offertoci da alcuni amici cileni, e abbiamo visto da vicino i leoni di mare e le tartarughe, oltre a una infinità di uccelli.


Oggi sono iniziate le scuole, qui nel nostro villaggio, e abbiamo fatto la cerimonia di inaugurazione, con la messa e la presentazione delle professoresse... Non sono molti i bimbi, circa una sessantina, ma è meglio così: si potranno seguire personalmente. Anche questo è un sogno pazzo che ha già preso corpo. La casa è tutta sotto sopra con tanto movimento di
persone, ma ci siamo abituati...


un grazie infinito a tutti!
Ari e bimbi




domenica 14 settembre 2008

una giornata indimenticabile

7 settembre 2008. Festa della primavera nella casetta dei bambini


In queste parti del mondo, settembre significa l'inizio della primavera. La prima domenica di settembre é un giorno verde per cui non circolano le automobili. Noi, qui nella nostra cittadella, anche se di automobili non ce ne sono, ne abbiamo approfittato per lanciare questa festa che vorremmo ripetere ogni anno: la festa della primavera.
A dire il vero, era pure una scusa per offrire un giorno diverso alle nostre famiglie che spesso, il fine settimana, si dedicano al vizio del bere.


Abbiamo parlato di questa idea con le ragazze che aiutano qui in casa, e che formano parte della Comunitá, e venerdí sera, nella riunione con le famiglie, abbiamo proposto questo programma, che é stato accettato da tutti con entusiasmo. Con chiarezza, abbiamo imposto ad ogni famiglia l'obbligo di partecipare, con tutti i membri, a questa festa.
In poche ore, abbiamo preparato i giochi e i premi.


Stamattina, piano piano sono apparse tutte le famiglie praticamente al completo. Una vera sorpresa!


Padre José ha dato l'inizio con la messa e poi noi abbiamo spiegato il senso della giornata. Ad ogni famiglia é stato consegnato un passaporto, con il logo dell'Associazione, tutto ben disegnato e, dentro, la foto della famiglia,fatta da loro disegnini. Ogni famiglia doveva intraprendere un viaggio per diverse isole: l'isola dell'amicizia, l'isola della simpatia, l'isola della pace, eccetera. In ogni isola si dovevano realizzare certe prove, veniva timbrato il passaporto e dato un punteggio.


Prima di iniziare il viaggio, una giuria formata da mamme esterne ha fatto una visita per le casette per vedere il grado di ordine e pulizia. Alla casetta piú ordinata si é destinato un premio speciale. Avevamo dato preavviso di questa prova e difatti, stamattina, tutte le casette -dentro e fuori - erano ordinatissime. Bel segno, che dovremo ripetere!


Alle 10 e mezza si é dato il via al tour per le isole sparse nel nostro giardino. Ogni famiglia si muoveva ben unita ed era uno spettacolo vedere i genitori, tutti tirati a lucido, insieme ai loro figlioletti. Tutti con un gran sorriso sulle labbra.


I giochi erano semplicissimi, adatti sia per i grandi sia per i piccoli.


All'una abbiamo interrotto per il pranzo. Ogni famiglia aveva preparato qualcosa che poi si é condiviso tutti insieme. Eravamo oltre 100 persone, autoinvitatesi a pranzo. Non é rimasto niente, come di consueto!


Nel pomeriggio sono continuati i giochi, conclusisi con la caccia al tesoro. Il tesoro, fatto di dolcetti, era nascosto tra i vestiti stesi ingiardino, e ci é voluto un po' di tempo perché una bimba se ne rendesse conto.


Alla fine, la premiazione, con un regalo speciale per ogni famiglia: un rande cesto di viveri, proprio utili in questo periodo di scarsitá economica. Alla famiglia con la casetta piú ordinata, abbiamo regalato una macchinetta per far la pasta in casa. Poi la foto di gruppo, con lo striscione nostro.


Una breve preghiara per ringraziare Dio e tutti, e poi il ballo finale, aerobics,con grandi e piccoli, prima che si facesse buio.


Una giornata piena e bella, difficile da descrivere a parole, per l'intensitá vissuta insieme, per la gioia che splendeva sui volti di tutti. La richiesta unanime di ripeterla presto ci ha rinfrancati e ci sprona a pensare ad altri programmi domenicali da vivere insieme, qui, in questa nostra cittadella,in questa famiglia grande che oggi ha vissuto un momento fondamentale di crescita.


A sera, abbiamo invitato i ragazzi e le ragazze della Comunitá,stanchissimi per l'impegno profuso durante tutto il giorno, a mangiare una pizza insieme, per ringraziarci reciprocamente per comunicarci i commenti raccolti dalle nostre famiglie. Tutti siamo pienamente d'accordo nel dire che si é trattato di un giorno speciale, che meritava essere vissuto e che speriamo segni l'inizio di un modo diverso di vivere la festa per ognuna
delle nostre famiglie.


Ringraziamo i ragazzi di Roteglia che, con i loro giochi d'estate, ci hanno dato l'idea di ripetere, in piccolo, questa bella iniziativa.


Possiamo, ora, andare a letto felici e stanchi...






sabato 5 maggio 2007

lavori in corso

Foto dei lavori. Non ne ho fatte molte. Volevo pure dirvi che stiamo mettendo su le finestre nei corridoi delle due case perché si avvicina l'inverno e gli enormi corridoi rappresentano una grande corrente d'aria. Si tratta di finestre grandi, ma necessarie, anche perché entrano molte zanzare in questo periodo. Inoltre, stiamo sistemando il giardino per creare piú spazi verdi accessibili ai bambini. Nella casa vecchia stiamo rifacendo alcune parti di pareti visto che sono di fango e soffrono l'umiditá. Poi vedremo di sistemare pure i bagni e creare un ambiente nuovo per le docce dei bambini che vengono alla scuoletta.


Ora abbiamo assunto fisso il papá di Antonietta (e di Marcelita e di Alejandrita e di Chiara). Cosí ha un lavoro sicuro e lo teniamo sotto controllo. Lui é un bravo muratore e sa fare un po' di tutto. E poi da domani arriva pure Pino e cosí si faranno compagnia nell'affrontare i diversi lavori, visto che ne abbiamo tanti!


Oggi c'era il presidente Morales a Cochabamba ma era di fretta. Lui sa giá dell'intervista che vogliamo avere con lui, ma forse dovremo andare a noi a La Paz in udienza. Tutto va bene, importante che ci diano una mano.


Abbiamo creato una sala giochi per i bambini nella stanza grande dove prima c'era la cappellina, nella casa vecchia, e i bambini ne sono molto contenti! Ora possono saltare liberamente su tutti i materassi!


Nella casa nuova, quella piú piccola, abbiamo trasferito le aule scolastiche dove si fa scuola tutti i pomeriggi cosí cominciamo a dividere gli spazi e a capire come gestirli al meglio. Lunedí abbiamo un appuntamento con un signore di qua che ci vuol dare una mano. E' quello che ci ha fatto sapere che puó pagarci due persone fisse per i lavori di manuntenzione della casa e del giardino. Anche lí siamo in aspettativa.
Ci sentiamo presto!