Nel pomeriggio di oggi, mentre passeggiavo per il giardino, si sono avvicinati due giovani, che stavano curiosando dentro la nostra proprietà attraverso il cancello.
Chiedendo scusa, si sono presentati. Uno di loro è un tenente che forma parte delle guardie del corpo del Signor Presidente della Repubblica Boliviana, Evo Morales. Il Presidente, infatti, è in visita alla nostra Regione e le sue guardie del corpo, mentre lui riposa, sono in libera uscita.
Guarda caso, questo nostro tenentino, aveva sentito parlare della nostra casa da William, l'amico, allenatore della Nazionale, durante un viaggio ufficiale in Argentina, qualche mese fa. E, guarda caso nuovamente, da ragazzino lui viveva con gli zii a un isolato da casa nostra, per cui oggi ne ha approfittato per tornare a dare un'occhiata al settore dove è cresciuto e per venire a fare un sopralluogo al nostro terreno. E così abbiamo fatto due chiacchiere amichevoli e un giretto per le casette e le altre costruzioni in corso.
Molto contento di quello che stiamo facendo, ci ha raccontato che, da piccolo, entrava di nascosto insieme a compagni discoli come lui- nella proprietà per rubare la frutta delle suore, ma che quando li sorprendevano, via di corsa a scansare le randellate delle suore più focose.
Un particolare veramente simpatico che ci fa dire che il mondo è veramente piccolo e che gli amici possono spuntare da qualsiasi angolo...
Anticipi un sogno che preferirei rimandare a domani: abbiamo chiesto il favore, a questo tenentino, di far atterrare un attimo, domani pomeriggio, l'elicottero presidenziale sul nostro futuro campo da calcio. Lui ci ha detto che farà tutto ciò che è nelle sue possibilità...
Sabato pomeriggio abbiamo in programma una piccola festa per tutti i vicini, che sono stati invitati con una bella letterina preparata dalle nostre ragazze e consegnata dai nostri bimbi. Ci saranno balli, giochi e scenette, oltre ad alcuni sfornati preparati dalle mamme della cittadella. Durante questa festa, che ha lo scopo di avvicinare quanti ci sono contrari, presenteremo gli sviluppi della cittadella, con i vari centri, e con i servizi di cui potranno beneficiarsi anche i vicini: scuola, ambulatorio, piscina, campo da calcio, eccetera. Vedremo se le persone avranno il coraggio di venire e che reazione susciterà la nostra cittadella. Qui tutti si stanno preparando con grande impegno!
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giovedì 4 dicembre 2008
giovedì 13 novembre 2008
Hei, ragazzi, ci siamo ancora!
Quando la stanchezza vuol prendere il sopravvento, quando i nemici attaccano con forza, quando le bugie trascinano folle ignoranti, quando verrebbe voglia di gettare la spugna, ecco i nostri occhi incrociare il volto di David e allora tutto rientra dentro l’orizzonte della speranza e del bene da costruire insieme e con pazienza.
David è tutto malattia, ma è anche tutto sorriso.
David è dato per spacciato dai medici con quel suo cervello funzionante al 0.5 %, ma guai a lasciare qualcosa alla portata dei suoi piedini: lui non sbaglia mai un bersaglio. Ditelo alla sua minestra di stasera! Buffon arrossirebbe se se lo trovasse davanti ai rigori!
David sgambetta come un ciclista forsennato come a dirci che noi dobbiamo dare calci ai falsi problemi, alla stanchezza e alle preoccupazioni. Bisogna vederlo come afferra il suo biberon con i piedini e lo lancia con forza centrando improvvisamente la sua bocchina sdentata.
David è un pezzo di cielo che è piovuto da due mesi sulla nostra casetta, immergendoci sempre di più nel magico incanto del nostro sogno.
David non chiede mai niente per sé, neppure l’attenzione di chi passa accanto alla sua culla. Può stare un giorno intero a rivoltare tra le mani una brettella di tela rossa. E’ affascinato dal color rosso. Avrà qualche tendenza politica nascosta? O avrà ambizione a diventare cardinale? Rosso è il primo colore dei tetti delle nostre casette che dall’alto fanno proprio un bell' effetto.
David offre sempre la sua manina per applaudire insieme a chi gli si avvicina. Con lui applaudiamo alla vita e alla vittoria del bene sulla stupidaggine.
David è nostro e noi siamo con David, spettatori di ogni suo istante di vita che questa casetta ci fa il dono di condividere.
David è anche un po’ hippie per i suoi capelli lunghi e per il suo rifiuto a lavarsi, ma se non avesse qualche difettuccio, pure gli Angeli farebbero brutta figura davanti a lui.
Ieri i vicini ci hanno mandato improvvisamente ispettori del servizio per i minorenni della Regione con la chiara intenzione di far chiudere il nostro centro. Il giorno precedente, sempre i cari vicini, ci avevano mandato gli ispettori del Comune per far sospendere i lavori di costruzione,o, caso contrario, la demolizione delle casette. Ma noi, testardi, come reggiani e montanari, avanti! E al pomeriggio sono arrivate le macchine del Comune ma per portarci pietre da costruzione. I vicini non sono stati informati...
Gli ispettori della Regione, come prevedibile e come il giorno prima gli ispettori del Comune, non hanno trovato niente in regola. A mo’ della Finanza in Italia, hanno scrutato con lente di ingrandimento ogni angolo delle casette, facendo domande provocatorie a ogni famiglia, a ogni bimbo. Noi non abbiamo nascosto niente, anzi, eravamo contenti che si mettessero in luce le nostre mancanze per poter, una volta per tutte, trovare la strada di un ordine necessario. Quando si è trovata davanti al sorriso di David, la faccia burbera dell’ispettrice si è illuminata commossa al conoscere la sua storia. Si è seduta a tavola con noi per prendere un caffè e redigere la relazione che avrebbe dovuto essere di rifiuto totale, con grave sanzione per le nostre attività. Siamo stati oltre un’ora ad ascoltarla con David che scalciava contro la parete della sua culla. Alla fine la relazione informativa per i suoi Superiori è stata essenzialmente di appoggio per il nostro Centro e di pieno discredito per i nostri vicini, classificati invidiosi e per niente interessati al bene dei bimbi. Poi siamo stati ben orientati su come mettere in ordine tutto per
poter funzionare adeguatamente. L’ispettrice verrà stasera –venerdì- all’incontro settimanale con le nostre famiglie per dare indicazioni sulla gestione di una casa e di una famiglia e vuole continuare ad accompagnarci perché tutto sia veramente per il bene di tutti noi qui. E ci ha promesso l’appoggio delle Istituzioni Pubbliche. Ma i vicini non lo sanno...
E’ vero di nuovo quello che avevamo capito ultimamente: che ciò che succede è per un bene maggiore, anche se magari prendiamo spavento ogni volta che suonano il campanello di casa nostra.
Ci pensa David a scalciare via i veri e i falsi problemi!
David è tutto malattia, ma è anche tutto sorriso.
David è dato per spacciato dai medici con quel suo cervello funzionante al 0.5 %, ma guai a lasciare qualcosa alla portata dei suoi piedini: lui non sbaglia mai un bersaglio. Ditelo alla sua minestra di stasera! Buffon arrossirebbe se se lo trovasse davanti ai rigori!
David sgambetta come un ciclista forsennato come a dirci che noi dobbiamo dare calci ai falsi problemi, alla stanchezza e alle preoccupazioni. Bisogna vederlo come afferra il suo biberon con i piedini e lo lancia con forza centrando improvvisamente la sua bocchina sdentata.
David è un pezzo di cielo che è piovuto da due mesi sulla nostra casetta, immergendoci sempre di più nel magico incanto del nostro sogno.
David non chiede mai niente per sé, neppure l’attenzione di chi passa accanto alla sua culla. Può stare un giorno intero a rivoltare tra le mani una brettella di tela rossa. E’ affascinato dal color rosso. Avrà qualche tendenza politica nascosta? O avrà ambizione a diventare cardinale? Rosso è il primo colore dei tetti delle nostre casette che dall’alto fanno proprio un bell' effetto.
David offre sempre la sua manina per applaudire insieme a chi gli si avvicina. Con lui applaudiamo alla vita e alla vittoria del bene sulla stupidaggine.
David è nostro e noi siamo con David, spettatori di ogni suo istante di vita che questa casetta ci fa il dono di condividere.
David è anche un po’ hippie per i suoi capelli lunghi e per il suo rifiuto a lavarsi, ma se non avesse qualche difettuccio, pure gli Angeli farebbero brutta figura davanti a lui.
Ieri i vicini ci hanno mandato improvvisamente ispettori del servizio per i minorenni della Regione con la chiara intenzione di far chiudere il nostro centro. Il giorno precedente, sempre i cari vicini, ci avevano mandato gli ispettori del Comune per far sospendere i lavori di costruzione,o, caso contrario, la demolizione delle casette. Ma noi, testardi, come reggiani e montanari, avanti! E al pomeriggio sono arrivate le macchine del Comune ma per portarci pietre da costruzione. I vicini non sono stati informati...
Gli ispettori della Regione, come prevedibile e come il giorno prima gli ispettori del Comune, non hanno trovato niente in regola. A mo’ della Finanza in Italia, hanno scrutato con lente di ingrandimento ogni angolo delle casette, facendo domande provocatorie a ogni famiglia, a ogni bimbo. Noi non abbiamo nascosto niente, anzi, eravamo contenti che si mettessero in luce le nostre mancanze per poter, una volta per tutte, trovare la strada di un ordine necessario. Quando si è trovata davanti al sorriso di David, la faccia burbera dell’ispettrice si è illuminata commossa al conoscere la sua storia. Si è seduta a tavola con noi per prendere un caffè e redigere la relazione che avrebbe dovuto essere di rifiuto totale, con grave sanzione per le nostre attività. Siamo stati oltre un’ora ad ascoltarla con David che scalciava contro la parete della sua culla. Alla fine la relazione informativa per i suoi Superiori è stata essenzialmente di appoggio per il nostro Centro e di pieno discredito per i nostri vicini, classificati invidiosi e per niente interessati al bene dei bimbi. Poi siamo stati ben orientati su come mettere in ordine tutto per
poter funzionare adeguatamente. L’ispettrice verrà stasera –venerdì- all’incontro settimanale con le nostre famiglie per dare indicazioni sulla gestione di una casa e di una famiglia e vuole continuare ad accompagnarci perché tutto sia veramente per il bene di tutti noi qui. E ci ha promesso l’appoggio delle Istituzioni Pubbliche. Ma i vicini non lo sanno...
E’ vero di nuovo quello che avevamo capito ultimamente: che ciò che succede è per un bene maggiore, anche se magari prendiamo spavento ogni volta che suonano il campanello di casa nostra.
Ci pensa David a scalciare via i veri e i falsi problemi!
venerdì 30 novembre 2007
biciclette, vicini e muratori
Ciao!
Sono le 21 e 57 minuti. La lavatrice é di lá che fa il suo dovere; Padre José é tranquillo nella sua depandance; Antonio sta finendo di asciugare i piatti; i bimbi sono su che dormono pacifici, cosí pure la mamma di María René (che lei è specialista nel creare guerre per motivi inesistenti); stasera siamo soli in casa, anche i due cagnolotti che avevamo preso possesso dei nostri prati sono stati portati al canile municipale; e poi siamo uno in meno perché questo pomeriggio, dopo la festa per il suo compleanno, Roxana é rientrata per una settimana a casa sua, insieme ai suoi genitori e ai suoi fratelli che sono venuti oggi per la festa e per visite mediche d’obbligo; piú fuori le casette crescono nonostante le gentili prepotenze dei vicini e le dispute interne tra i nostri lavoratori; io ho giá preso la mia tazza di latte con ... pankeque, e sono felice di stare qui a fare due chiacchiere a distanza.
Sono appena stato di sopra a vedere i bimbi. Manuelito era un po’ inquieto.E’ che oggi finalmente gli é arrivato il regalo vero di compleanno: una specie di biciclettina alla sua misura, in modo che possa appoggiare bene i suoi piedini e sia obbligato a fare sforzi; potete immaginare la sua gioia! Difficile staccarlo dal suo giocattolo e farlo dormire: forse stava sognando le sue prossime fughe! Non so se l’ho giá detto, ma Manuel ha imparato a dire “cacca”. Non sa ancora dire mamma, ma la nuova parolina gli esce proprio bene, forse per stare in sintonia con le ossessive gare a premi sui vasini che facciamo con gli altri “fratellini/sorelline” qui a casa.
A proposito di bicicletta, stasera ne é capitata una bella che merita essere raccontata. Da alcuni giorni Antonio é –senza motivo alcuno- insopportabile e molto pericoloso: inavvicinabile, quando invece la settimana scora era particolarmente tranquillo e affabile. Siccome stasera eravamo soli in cucina, mi sono avvicinato a lui per parlargli con dolcezza e invitarlo a cenare, offrendogli persino un bicchiere di coca cola di cui lui va matto. Ma non c’é stato verso: si é messo le dita nelle orecchie per non ascoltarmi e ha tirato fuori, con la sua faccia “angelica”, un coltello. Nei giorni scorsi ho preferito non rivolgergli la parola, per evitare tensioni, ma stasera sono tornato a stuzzicarlo, anche se le sue reazioni erano sempre piú negative e ostili. Poi a un certo punto mi sono ricordato della bicicletta e gli ho detto: “Domani pomeriggio, quando torno dall’altipiano, vado al mercato e ti regalo una bicicletta. Sei contento?” Incredibile! Ha sgranato gli occhi, si é alzato dalla seggiola e ha cominciato a balbettare: “Cocoome? Cocoosa?” “Sí una bicicletta tutta per te cosí puoi andare in giro a trovare i tuoi amici e muoverti di qua e di lá come ti pare.” “Ma io non so guidarla e saró sempre in terra? Ce ne sará una adatta alla mia altezza per non sgrugnarmi troppo?” “Certo che la troviamo, e poi se impari a mettere i piedi in terra, vedrai che non cadi e trovi l’equilibrio giusto. Nel giro di una settimana imparerai a stare su da solo.” “Magari domani mi accompagni all’altipiano cosí al ritorno possiamo andare subito al mercato a comprare la bicicletta, e risparmi tempo.” “D’accordo! Ora mangia un po’ e prenditi la tua medicina e, se vuoi, la coca cola”. Stasera possiamo proprio parlare dei miracoli delle biciclette! E siamo particolarmente contenti!
E forse una bicicletta dovró comprarla pure io visto che negli ultimi due giorni mi sono arrivate due avvertenze sulla macchina nuova. Ieri mattina, infatti, é apparsa inspiegabilmente con una gomma bucata. L’unica gomma nuova che c’era su. E stamattina si é sfasciato inspiegabilmente il vetro grande della capota posteriore. C’era stato un diverbio con il rappresentante dei vicini, nei giorni scorsi, e qualche ritorsione me l’aspettavo. Vediamo cosa troveremo domattina. Intanto, oggi siamo dovuti andare di nuovo a scusarci e a dare spiegazioni in Municipio, visto che gli “amabili vicini” ci avevano fatto citare sotto pena di una multa di 1000 euro se non sospendevamo i lavori. Così prima di andare all’appuntamento ho scritto una bella letterina al capo del Municipio in cui, alla fine, citavo gli amici italiani che , “sono particolarmente orgogliosi e grati per tutto l’appoggio offertoci finora dal Comune”. La frase ad effetto ha fatto colpo e così noi possiamo continuare ad avanti giorno dopo giorno con i lavori.
Anche sul lavoro oggi ne è successa una bella. C’è attrito tra i nostri papà che lavorano come muratori perchè c’è qualcuno di loro che si sente un po’ il "galletto" e con il suo atteggiamento crea malessere. Il risultato è che gli altri lo schivano e lui alla fine si apparta e se ne va a bere per giorni interi. Ovviamente: le casette a lui affidate sono indietro, come costruzione. Stamattina, visto che questo papà non si è fatto vivo, gli altri muratori hanno deciso spontaneamente (noi volevamo suggerirlo, ma loro ci hanno anticipati), di mettersi tutti a lavorare nelle sue 4 casette per mettersi alla pari con i lavori. Un gesto veramente nobile, che mi ha dato tanta gioia e mi ha commosso, e che mi fa dire che vale la pena andare avanti con le costruzioni se danno questi frutti di bene.
... un gemito su di sopra. E’ di nuovo Manuelito che ha bisogno di essere sistemato e tranquillizzato nei suoi sogni. La lavatrice ha finito il suo lavoro. Antonio mi ha salutato felice ed è andato a dormire. Io preparo le medicine per i bimbi, dopo aver scritto queste due righette giornaliere, faccio un giretto fuori, tanto la serata è bella, e poi: Buona Notte!
A presto!
Ari e bimbi
Sono le 21 e 57 minuti. La lavatrice é di lá che fa il suo dovere; Padre José é tranquillo nella sua depandance; Antonio sta finendo di asciugare i piatti; i bimbi sono su che dormono pacifici, cosí pure la mamma di María René (che lei è specialista nel creare guerre per motivi inesistenti); stasera siamo soli in casa, anche i due cagnolotti che avevamo preso possesso dei nostri prati sono stati portati al canile municipale; e poi siamo uno in meno perché questo pomeriggio, dopo la festa per il suo compleanno, Roxana é rientrata per una settimana a casa sua, insieme ai suoi genitori e ai suoi fratelli che sono venuti oggi per la festa e per visite mediche d’obbligo; piú fuori le casette crescono nonostante le gentili prepotenze dei vicini e le dispute interne tra i nostri lavoratori; io ho giá preso la mia tazza di latte con ... pankeque, e sono felice di stare qui a fare due chiacchiere a distanza.
Sono appena stato di sopra a vedere i bimbi. Manuelito era un po’ inquieto.E’ che oggi finalmente gli é arrivato il regalo vero di compleanno: una specie di biciclettina alla sua misura, in modo che possa appoggiare bene i suoi piedini e sia obbligato a fare sforzi; potete immaginare la sua gioia! Difficile staccarlo dal suo giocattolo e farlo dormire: forse stava sognando le sue prossime fughe! Non so se l’ho giá detto, ma Manuel ha imparato a dire “cacca”. Non sa ancora dire mamma, ma la nuova parolina gli esce proprio bene, forse per stare in sintonia con le ossessive gare a premi sui vasini che facciamo con gli altri “fratellini/sorelline” qui a casa.
A proposito di bicicletta, stasera ne é capitata una bella che merita essere raccontata. Da alcuni giorni Antonio é –senza motivo alcuno- insopportabile e molto pericoloso: inavvicinabile, quando invece la settimana scora era particolarmente tranquillo e affabile. Siccome stasera eravamo soli in cucina, mi sono avvicinato a lui per parlargli con dolcezza e invitarlo a cenare, offrendogli persino un bicchiere di coca cola di cui lui va matto. Ma non c’é stato verso: si é messo le dita nelle orecchie per non ascoltarmi e ha tirato fuori, con la sua faccia “angelica”, un coltello. Nei giorni scorsi ho preferito non rivolgergli la parola, per evitare tensioni, ma stasera sono tornato a stuzzicarlo, anche se le sue reazioni erano sempre piú negative e ostili. Poi a un certo punto mi sono ricordato della bicicletta e gli ho detto: “Domani pomeriggio, quando torno dall’altipiano, vado al mercato e ti regalo una bicicletta. Sei contento?” Incredibile! Ha sgranato gli occhi, si é alzato dalla seggiola e ha cominciato a balbettare: “Cocoome? Cocoosa?” “Sí una bicicletta tutta per te cosí puoi andare in giro a trovare i tuoi amici e muoverti di qua e di lá come ti pare.” “Ma io non so guidarla e saró sempre in terra? Ce ne sará una adatta alla mia altezza per non sgrugnarmi troppo?” “Certo che la troviamo, e poi se impari a mettere i piedi in terra, vedrai che non cadi e trovi l’equilibrio giusto. Nel giro di una settimana imparerai a stare su da solo.” “Magari domani mi accompagni all’altipiano cosí al ritorno possiamo andare subito al mercato a comprare la bicicletta, e risparmi tempo.” “D’accordo! Ora mangia un po’ e prenditi la tua medicina e, se vuoi, la coca cola”. Stasera possiamo proprio parlare dei miracoli delle biciclette! E siamo particolarmente contenti!
E forse una bicicletta dovró comprarla pure io visto che negli ultimi due giorni mi sono arrivate due avvertenze sulla macchina nuova. Ieri mattina, infatti, é apparsa inspiegabilmente con una gomma bucata. L’unica gomma nuova che c’era su. E stamattina si é sfasciato inspiegabilmente il vetro grande della capota posteriore. C’era stato un diverbio con il rappresentante dei vicini, nei giorni scorsi, e qualche ritorsione me l’aspettavo. Vediamo cosa troveremo domattina. Intanto, oggi siamo dovuti andare di nuovo a scusarci e a dare spiegazioni in Municipio, visto che gli “amabili vicini” ci avevano fatto citare sotto pena di una multa di 1000 euro se non sospendevamo i lavori. Così prima di andare all’appuntamento ho scritto una bella letterina al capo del Municipio in cui, alla fine, citavo gli amici italiani che , “sono particolarmente orgogliosi e grati per tutto l’appoggio offertoci finora dal Comune”. La frase ad effetto ha fatto colpo e così noi possiamo continuare ad avanti giorno dopo giorno con i lavori.
Anche sul lavoro oggi ne è successa una bella. C’è attrito tra i nostri papà che lavorano come muratori perchè c’è qualcuno di loro che si sente un po’ il "galletto" e con il suo atteggiamento crea malessere. Il risultato è che gli altri lo schivano e lui alla fine si apparta e se ne va a bere per giorni interi. Ovviamente: le casette a lui affidate sono indietro, come costruzione. Stamattina, visto che questo papà non si è fatto vivo, gli altri muratori hanno deciso spontaneamente (noi volevamo suggerirlo, ma loro ci hanno anticipati), di mettersi tutti a lavorare nelle sue 4 casette per mettersi alla pari con i lavori. Un gesto veramente nobile, che mi ha dato tanta gioia e mi ha commosso, e che mi fa dire che vale la pena andare avanti con le costruzioni se danno questi frutti di bene.
... un gemito su di sopra. E’ di nuovo Manuelito che ha bisogno di essere sistemato e tranquillizzato nei suoi sogni. La lavatrice ha finito il suo lavoro. Antonio mi ha salutato felice ed è andato a dormire. Io preparo le medicine per i bimbi, dopo aver scritto queste due righette giornaliere, faccio un giretto fuori, tanto la serata è bella, e poi: Buona Notte!
A presto!
Ari e bimbi
biciclette, vicini e muratori
Ciao!
Sono le 21 e 57 minuti. La lavatrice é di lá che fa il suo dovere; Padre José é tranquillo nella sua depandance; Antonio sta finendo di asciugare i piatti; i bimbi sono su che dormono pacifici, cosí pure la mamma di María René (che lei è specialista nel creare guerre per motivi inesistenti); stasera siamo soli in casa, anche i due cagnolotti che avevamo preso possesso dei nostri prati sono stati portati al canile municipale; e poi siamo uno in meno perché questo pomeriggio, dopo la festa per il suo compleanno, Roxana é rientrata per una settimana a casa sua, insieme ai suoi genitori e ai suoi fratelli che sono venuti oggi per la festa e per visite mediche d’obbligo; piú fuori le casette crescono nonostante le gentili prepotenze dei vicini e le dispute interne tra i nostri lavoratori; io ho giá preso la mia tazza di latte con ... pankeque, e sono felice di stare qui a fare due chiacchiere a distanza.
Sono appena stato di sopra a vedere i bimbi. Manuelito era un po’ inquieto.E’ che oggi finalmente gli é arrivato il regalo vero di compleanno: una specie di biciclettina alla sua misura, in modo che possa appoggiare bene i suoi piedini e sia obbligato a fare sforzi; potete immaginare la sua gioia! Difficile staccarlo dal suo giocattolo e farlo dormire: forse stava sognando le sue prossime fughe! Non so se l’ho giá detto, ma Manuel ha imparato a dire “cacca”. Non sa ancora dire mamma, ma la nuova parolina gli esce proprio bene, forse per stare in sintonia con le ossessive gare a premi sui vasini che facciamo con gli altri “fratellini/sorelline” qui a casa.
A proposito di bicicletta, stasera ne é capitata una bella che merita essere raccontata. Da alcuni giorni Antonio é –senza motivo alcuno- insopportabile e molto pericoloso: inavvicinabile, quando invece la settimana scora era particolarmente tranquillo e affabile. Siccome stasera eravamo soli in cucina, mi sono avvicinato a lui per parlargli con dolcezza e invitarlo a cenare, offrendogli persino un bicchiere di coca cola di cui lui va matto. Ma non c’é stato verso: si é messo le dita nelle orecchie per non ascoltarmi e ha tirato fuori, con la sua faccia “angelica”, un coltello. Nei giorni scorsi ho preferito non rivolgergli la parola, per evitare tensioni, ma stasera sono tornato a stuzzicarlo, anche se le sue reazioni erano sempre piú negative e ostili. Poi a un certo punto mi sono ricordato della bicicletta e gli ho detto: “Domani pomeriggio, quando torno dall’altipiano, vado al mercato e ti regalo una bicicletta. Sei contento?” Incredibile! Ha sgranato gli occhi, si é alzato dalla seggiola e ha cominciato a balbettare: “Cocoome? Cocoosa?” “Sí una bicicletta tutta per te cosí puoi andare in giro a trovare i tuoi amici e muoverti di qua e di lá come ti pare.” “Ma io non so guidarla e saró sempre in terra? Ce ne sará una adatta alla mia altezza per non sgrugnarmi troppo?” “Certo che la troviamo, e poi se impari a mettere i piedi in terra, vedrai che non cadi e trovi l’equilibrio giusto. Nel giro di una settimana imparerai a stare su da solo.” “Magari domani mi accompagni all’altipiano cosí al ritorno possiamo andare subito al mercato a comprare la bicicletta, e risparmi tempo.” “D’accordo! Ora mangia un po’ e prenditi la tua medicina e, se vuoi, la coca cola”. Stasera possiamo proprio parlare dei miracoli delle biciclette! E siamo particolarmente contenti!
E forse una bicicletta dovró comprarla pure io visto che negli ultimi due giorni mi sono arrivate due avvertenze sulla macchina nuova. Ieri mattina, infatti, é apparsa inspiegabilmente con una gomma bucata. L’unica gomma nuova che c’era su. E stamattina si é sfasciato inspiegabilmente il vetro grande della capota posteriore. C’era stato un diverbio con il rappresentante dei vicini, nei giorni scorsi, e qualche ritorsione me l’aspettavo. Vediamo cosa troveremo domattina. Intanto, oggi siamo dovuti andare di nuovo a scusarci e a dare spiegazioni in Municipio, visto che gli “amabili vicini” ci avevano fatto citare sotto pena di una multa di 1000 euro se non sospendevamo i lavori. Così prima di andare all’appuntamento ho scritto una bella letterina al capo del Municipio in cui, alla fine, citavo gli amici italiani che , “sono particolarmente orgogliosi e grati per tutto l’appoggio offertoci finora dal Comune”. La frase ad effetto ha fatto colpo e così noi possiamo continuare ad avanti giorno dopo giorno con i lavori.
Anche sul lavoro oggi ne è successa una bella. C’è attrito tra i nostri papà che lavorano come muratori perchè c’è qualcuno di loro che si sente un po’ il "galletto" e con il suo atteggiamento crea malessere. Il risultato è che gli altri lo schivano e lui alla fine si apparta e se ne va a bere per giorni interi. Ovviamente: le casette a lui affidate sono indietro, come costruzione. Stamattina, visto che questo papà non si è fatto vivo, gli altri muratori hanno deciso spontaneamente (noi volevamo suggerirlo, ma loro ci hanno anticipati), di mettersi tutti a lavorare nelle sue 4 casette per mettersi alla pari con i lavori. Un gesto veramente nobile, che mi ha dato tanta gioia e mi ha commosso, e che mi fa dire che vale la pena andare avanti con le costruzioni se danno questi frutti di bene.
... un gemito su di sopra. E’ di nuovo Manuelito che ha bisogno di essere sistemato e tranquillizzato nei suoi sogni. La lavatrice ha finito il suo lavoro. Antonio mi ha salutato felice ed è andato a dormire. Io preparo le medicine per i bimbi, dopo aver scritto queste due righette giornaliere, faccio un giretto fuori, tanto la serata è bella, e poi: Buona Notte!
A presto!
Ari e bimbi
Sono le 21 e 57 minuti. La lavatrice é di lá che fa il suo dovere; Padre José é tranquillo nella sua depandance; Antonio sta finendo di asciugare i piatti; i bimbi sono su che dormono pacifici, cosí pure la mamma di María René (che lei è specialista nel creare guerre per motivi inesistenti); stasera siamo soli in casa, anche i due cagnolotti che avevamo preso possesso dei nostri prati sono stati portati al canile municipale; e poi siamo uno in meno perché questo pomeriggio, dopo la festa per il suo compleanno, Roxana é rientrata per una settimana a casa sua, insieme ai suoi genitori e ai suoi fratelli che sono venuti oggi per la festa e per visite mediche d’obbligo; piú fuori le casette crescono nonostante le gentili prepotenze dei vicini e le dispute interne tra i nostri lavoratori; io ho giá preso la mia tazza di latte con ... pankeque, e sono felice di stare qui a fare due chiacchiere a distanza.
Sono appena stato di sopra a vedere i bimbi. Manuelito era un po’ inquieto.E’ che oggi finalmente gli é arrivato il regalo vero di compleanno: una specie di biciclettina alla sua misura, in modo che possa appoggiare bene i suoi piedini e sia obbligato a fare sforzi; potete immaginare la sua gioia! Difficile staccarlo dal suo giocattolo e farlo dormire: forse stava sognando le sue prossime fughe! Non so se l’ho giá detto, ma Manuel ha imparato a dire “cacca”. Non sa ancora dire mamma, ma la nuova parolina gli esce proprio bene, forse per stare in sintonia con le ossessive gare a premi sui vasini che facciamo con gli altri “fratellini/sorelline” qui a casa.
A proposito di bicicletta, stasera ne é capitata una bella che merita essere raccontata. Da alcuni giorni Antonio é –senza motivo alcuno- insopportabile e molto pericoloso: inavvicinabile, quando invece la settimana scora era particolarmente tranquillo e affabile. Siccome stasera eravamo soli in cucina, mi sono avvicinato a lui per parlargli con dolcezza e invitarlo a cenare, offrendogli persino un bicchiere di coca cola di cui lui va matto. Ma non c’é stato verso: si é messo le dita nelle orecchie per non ascoltarmi e ha tirato fuori, con la sua faccia “angelica”, un coltello. Nei giorni scorsi ho preferito non rivolgergli la parola, per evitare tensioni, ma stasera sono tornato a stuzzicarlo, anche se le sue reazioni erano sempre piú negative e ostili. Poi a un certo punto mi sono ricordato della bicicletta e gli ho detto: “Domani pomeriggio, quando torno dall’altipiano, vado al mercato e ti regalo una bicicletta. Sei contento?” Incredibile! Ha sgranato gli occhi, si é alzato dalla seggiola e ha cominciato a balbettare: “Cocoome? Cocoosa?” “Sí una bicicletta tutta per te cosí puoi andare in giro a trovare i tuoi amici e muoverti di qua e di lá come ti pare.” “Ma io non so guidarla e saró sempre in terra? Ce ne sará una adatta alla mia altezza per non sgrugnarmi troppo?” “Certo che la troviamo, e poi se impari a mettere i piedi in terra, vedrai che non cadi e trovi l’equilibrio giusto. Nel giro di una settimana imparerai a stare su da solo.” “Magari domani mi accompagni all’altipiano cosí al ritorno possiamo andare subito al mercato a comprare la bicicletta, e risparmi tempo.” “D’accordo! Ora mangia un po’ e prenditi la tua medicina e, se vuoi, la coca cola”. Stasera possiamo proprio parlare dei miracoli delle biciclette! E siamo particolarmente contenti!
E forse una bicicletta dovró comprarla pure io visto che negli ultimi due giorni mi sono arrivate due avvertenze sulla macchina nuova. Ieri mattina, infatti, é apparsa inspiegabilmente con una gomma bucata. L’unica gomma nuova che c’era su. E stamattina si é sfasciato inspiegabilmente il vetro grande della capota posteriore. C’era stato un diverbio con il rappresentante dei vicini, nei giorni scorsi, e qualche ritorsione me l’aspettavo. Vediamo cosa troveremo domattina. Intanto, oggi siamo dovuti andare di nuovo a scusarci e a dare spiegazioni in Municipio, visto che gli “amabili vicini” ci avevano fatto citare sotto pena di una multa di 1000 euro se non sospendevamo i lavori. Così prima di andare all’appuntamento ho scritto una bella letterina al capo del Municipio in cui, alla fine, citavo gli amici italiani che , “sono particolarmente orgogliosi e grati per tutto l’appoggio offertoci finora dal Comune”. La frase ad effetto ha fatto colpo e così noi possiamo continuare ad avanti giorno dopo giorno con i lavori.
Anche sul lavoro oggi ne è successa una bella. C’è attrito tra i nostri papà che lavorano come muratori perchè c’è qualcuno di loro che si sente un po’ il "galletto" e con il suo atteggiamento crea malessere. Il risultato è che gli altri lo schivano e lui alla fine si apparta e se ne va a bere per giorni interi. Ovviamente: le casette a lui affidate sono indietro, come costruzione. Stamattina, visto che questo papà non si è fatto vivo, gli altri muratori hanno deciso spontaneamente (noi volevamo suggerirlo, ma loro ci hanno anticipati), di mettersi tutti a lavorare nelle sue 4 casette per mettersi alla pari con i lavori. Un gesto veramente nobile, che mi ha dato tanta gioia e mi ha commosso, e che mi fa dire che vale la pena andare avanti con le costruzioni se danno questi frutti di bene.
... un gemito su di sopra. E’ di nuovo Manuelito che ha bisogno di essere sistemato e tranquillizzato nei suoi sogni. La lavatrice ha finito il suo lavoro. Antonio mi ha salutato felice ed è andato a dormire. Io preparo le medicine per i bimbi, dopo aver scritto queste due righette giornaliere, faccio un giretto fuori, tanto la serata è bella, e poi: Buona Notte!
A presto!
Ari e bimbi
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