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lunedì 7 novembre 2011

Piccoli passi...

Nicol è una bimba di poco più di due anni che pochi conoscono... E’ arrivata qui all’inizio di luglio perché la mamma, molto giovane e con altre due figlie piccole, non ce la faceva a curarla.

Nicol porta con sé la caratteristica fisionomia Down che, diciamolo con franchezza, a volte ci intimorisce. Ma Nicol è una bimba dal carattere dolce, che ti intenerisce subito il cuore. Non sta mai ferma. Ride e ti punta il suo dito indice per cercare un collegamento, un punto di incontro che la sua voce non riesce ancora ad esprimere. “Conéctate, Nicol!”, e la piccola allunga felice il suo ditino verso che le sta di fronte.

Oltre a non parlare, Nicol non cammina e ha un delicato problema al cuore. Il suo stato di denutrizione era molto severo al suo arrivo. Ora sta meglio, ma è sempre un fagottino di poco peso. E’ comunque un gioiello di bimba per la sua simpatia, con il viso cinguettante da passerotto. E’ impossibile non volerle bene, a parte che non piange quasi mai al punto che la sua presenza in casa passa quasi impercettibile.

Una delle sue caratteristiche è che mangia solo pappette liquide e si irrita di fronte a qualsiasi proposta di cibo solido. Ma... Ma... il fatto è che è arrivata Luciana e una mamma sà fino a che punto e quando è il momento di lanciare una sfida: “I denti, Nicol, li ha ben sviluppati. L’età ce l’ha. E allora Nicol –per il suo bene- deve iniziare a masticare anche cibi solidi!”

E così parte la sfida! E’ la simpatica sfida di ogni giorno, al pranzo e alla cena. “Mastica!”, è il verbo che ormai anche tutti gli altri bimbi hanno imparato e ripetono insieme a Luciana. “Mastica, Nicol, che ce la puoi fare!” E Nicol sputa puntualmente tutto ciò che di solido entra nella sua bocca. Ma non bisogna demordere. E allora la sfida continua, una sfida che si trasforma in tifo accanito di appoggio per ogni passo che Nicol fa. “Dai, Nicol, mastica!”.

Difatti, era da aspettarselo: in questi ultimi giorni, Nicol ha iniziato a mangiare pezzetti di scaloppine, tortellini, frittatine e pane. All’inizio, il suo rifiuto è costante e lei allontana sempre, schifata, la bocca dal cucchiaio, ma poi non resiste alla caparbietà di una mamma che ne sa più di tutti noi messi insieme! E così Nicol fa i primi passi per uscire dal suo stato di denutrizione. Sono passi importantissimi per la sua salute! E noi ne godiamo per lei!

Piccoli passi di caparbietà saggia e materna che sembrano non fare storia in questo scenario di mondo tutto rivolto ad altri tipi di successi, di sfide planetarie di ben altra portata, di risultati macroeconomici per la popolazione mondiale. Ma noi, qui, nella casa de los niños, vediamo solo questi piccoli passi: sono le nostre umili mete raggiunte che ci danno gioia e ci stimolano a vedere orizzonti reali, quotidiani, e ad andare avanti a piccoli passi sul sentiero della speranza semplice e nascosta che questa nostra casa ci dà l’opportunità di osservare e riscoprire per il futuro bello dei nostri bimbi.

martedì 8 aprile 2008

holaa todos!

Casa dei bambini, 6 aprile

Anche ieri abbiamo fatto il pane e i biscotti, con i bimbi, dato che il sabato é difficile tenere i bambini e fare tutte le faccende della casa, anche perché non c’é l’asilo. E poi, loro sono sempre contenti di avere le mani in pasta! E poi, se li sono mangiati i biscottini fatti da loro nel latte della sera! E com’erano contenti!

C’era pure Marianita che viene tutti sabati mattina a farsi vedere e a giocare con noi. Mi sembra che stia bene... Io sarei piú contento di averla sempre qui...., ma sono pure sicuro che la trattano bene. Quando arriva, é una festa. I bimbi le corrono incontro gridando e portandole tutti i tipi di regalini che vengono loro in mente. Mangia con noi e poi rientra dai genitori di Maribel...

Per quanto riguarda il pane, devo confessare che questa volta non é venuto bene. Ho preso delle dosi nuove e la pasta non é lievitata. Non avevamo altro pane in case, e non riesco ad uscire –il sabato- per fare spesa per cui ci siamo accontentati. Meno male che, stamattina, é arrivato William per portarci dei bei panini freschi: proprio a tempo, come sempre, se no il
Pade José cominciava a brontolare! D'altra parte sono contento perché Cristina e Anahí (mamma e sorella di MRené), il sabato e la domenica sono sempre molto disponibili a darmi una mano. Fa pure bene a loro vivere in un clima bello e sereno, qui con noi.

Questa settimana ho dovuto castigare due delle nostre famiglie perché hanno trasgredido l’articolo 8 del nostro regolamento interno. Spero proprio che l’abitudine di bere, presente nel 90% delle famiglie boliviane, sia piano piano abbandonata dai nostri... Sono i bimbi stessi delle famiglie che ci avvisano di questa brutta abitudine... Le famiglie sono lí fuori, sin dal mattino, che mettono in ordine il giardino, come castigo per il loro comportamento scorretto....

Ho mandato le foto delle casette per far vedere che il sogno va avanti e siamo felici di avere tra poco altre famiglie qui con noi. Tanti contrattempi ci hanno impedito di procedere piú velocemente, ma siamo felici dei risultati di adesso. Martedí viene il topografo per vedere se
riusciamo a risolvere il problema delle fognature e garantire l’uso dell’acqua e degli scarichi. Il Comune va a rilento per cui dobbiamo anticiparci ai lavori.. Le mamme vengono a lavare qui fuori da noi e stendono i panni con i nostri. I bimbi sono felici di giocare nel parco, soprattutto quando le giornate sono quella di oggi che é veramente splendida. Si mescolano i bambini della casetta con quelli delle casette, ed é tutto un vociferare di gioia. Io guardo commosso e contento attraverso i vetri del corridoio...

In me, sta tornando la serenitá e insieme dovremo prendere alcune decisioni per garantire il futuro di questo sogno, che giá sta prendendo corpo, e che non vogliamo che muoia. Poi faccio sapere il mio pensiero al rispetto.

Auguro a tutti una buona settimana!

sabato 19 maggio 2007

tutto procede bene

Hola,qui dalla Bolivia tutto procede bene.Le giornata sono cosi intense che appena iniziate sono gia' finite e nonostante i buoni propositi di scrivere spesso il piu' delle volte il sonno e la stanchezza hanno il sopravvento. Le nostre mail sono "appunti di viaggio" che scriviamo man mano che abbiamo un po' di tempo tra le mille cose da fare.

Qualche giorno fa siamo andati a fare visita ad alcune famiglie. Una e' quella di Edwin, un ragazzino di 13 anni colpito da sclerosi multipla.Lui e la sua famiglia vivono in una stanza con una cucina a gas, un tavolo e alcuni sacchi di patate. Gli abbiamo portato una carrozzina a rotelle che potra' usare in casa, specialmente per i suoi bisogni,senza che la mamma debba ogni volta sollevarlo.

Poco distante abita un'altra famiglia, umile ma ordinata (ci hanno offerto un "refresco" di mele Buono!) La mamma e' stata operata da poco da un medico italiano che conosce Ari, ma non sta proprio bene, forse un'infezione. Le hanno consigliato una medicina, un "remedio",ma non puo' comprarlo (qui non esiste il Servizio Sanitario Nazionale!), ma la provvidenza,( Ari in boliviano) se ne fara' carico.

Qualche Km piu' lontano un'altra famiglia e un altro problema. Il piccolino di casa, gia' nato prematuro, ha un'ernia inguinale e in piu' una tosse insistente e secca. Anche qui la provvidenza ha lasciato il nome del medico a cui rivolgersi all'ospedale infantile, naturalmente a suo nome e con le spese a suo carico. A tutte le famiglie abbiamo ´portato un po' di viveri, e noi se ne siamo tornati con le orecchie e il cuore pieni di "gracias"

Giovedi' sera abbiamo partecipato alla distribuzione dei panini e delle bevande calde alle persone che vivono per strada. Prima ci siamo accordati con le ragazze della comunita' sul percorso da seguire, poi con Ari e Antonio, il nostro ragazzino di cui vi parlero' prossimanente, siamo partiti per la distribuzione dalla via piu' importante di Cochabamba. Li' alcune donne con i loro bambini vivono vendendo qualche sigaretta e alcuni dolciumi, il tutto esposto in un cestino. Vengono anche da paesi lontani e restano li' fino a notte fonda fra l'indifferenza totale dei passanti. Fanno compassione con quelle poche cose da vendere in una strada piena di negozi, bar, birrerie.

Niente in confronto a quello che abbiamo visto poco dopo su un ponte del fiume. Due ragazzini di strada si sono avvicinati appena hanno sentito la parola "pan". Ari ha chiesto quanti erano a vivere li' sotto e di chiamare gli altri. In un attimo sono spuntati una ventina di ragazzi sporchi,spettinati, con indosso qualsiasi cosa potesse coprirli.Con due balzi erano da noi. Un panino era poco "per favor, un amigo" mi dicevano con occhi che sembravano saltare da quel viso impastato di fango. Ho dato tutti i panini che avevo, due, tre a ciascuno con un misto di compassione e di paura. Poi ne ho visto uno mangiare...un panino in bocca quasi senza masticarlo da mandare giu' a fatica e lo sguardo sull'altro. Avrei voluto avere cento, mille panini da dargli per lui e i suoi compagni.

Da Cochabamba e' tutto. Un saluto ai Rotegliesi e un grazie a chi ci risponde.
betty e pino