E’ notte fonda e Paola mi ha chiamato perché voleva un brodino di pollo... Ne avevamo uno pronto, fatto nel pomeriggio, con pastina, ma a lei, da buona boliviana, piace solamente il riso. E cosí mi sono messo lí a prepararle il brodo, con la pentola a pressione... Ha appena finito di sorbirselo, tutta soddisfatta, e si é messa serena sotto le coperte. Io le ho detto che vado di sopra con i bimbi ma puó chiamarmi quando vuole, se ha bisogno, e lei mi fatto cenno di sí con la testa...
Da due giorni non mangiava niente a causa della diarrea e del vomito...
Questo pomeriggio guardavo dalla finestra del piano di sopra i bimbi che si avvicinavano correndo, chiassosi, alla seggiola a rotelle del Padre José, per dargli un bacino prima del pisolino pomeridiano. Vedevo lui, vecchietto dai capelli lustri, con i suoi 83 anni appena compiuti, felice di sentirsi nonno, e soprattutto di non sapersi solo, che si piegava per farsi
raggiungere dalle loro smancerie infantili. E immaginavo la sua soddisfazione per l’amore sincero e spontaneo dei nostri piccoli ... Appena un anno fa la sua vita era racchiusa nella solitudine di una stanza del Seminario...
Ieri mi ha scritto una signora dalla Spagna per raccontarmi una cosa bella e semplice. Un bimbo ha fatto la prima comunione domenica scorsa e le ha inviato una busta con scritto: “Per i piccoli amici della Bolivia, con tanto affetto da José Luis e famiglia” e dentro 300 euro.
La signora era molto contenta al vedere la generositá che si moltiplica e contagia fin da piccoli.
Anche noi siamo contenti perché i nostri amici sono tanti, e sono tanti i gesti di bene che ci accompagnano e ci aiutano a non scoraggiarci e a sognare ancora una volta il bene per tanti!
domenica 25 maggio 2008
martedì 20 maggio 2008
fotomontaggio
mi sono divertito un po' con il fotomontaggio ed ora me ne vado a dormire.
Buona notte! E buon giorno a voi.
Buona notte! E buon giorno a voi.
12 sandaletti
Sabato siamo stati al Cristo con i bimbi, cosí pure Anna é uscita un po’ di casa, visto che di tempo libero non ne abbiamo proprio.Siamo andati anche al mercato e abbiamo comprato dodici paia di sandaletti di gomma (qui si vendono le cose per dozzina, come offerta, infatti le dodici paia ci sono costate ben 9 euro! Che spendaccioni! In tutti i modi, i bimbi sono
felicissimi dei loro sandaletti!).
Domenica abbiamo fatto un giretto al parco, rubando sempre un po’ di tempo per le visite in ospedale a Teresita. Giovedí notte ce la siamo vista brutta perché la piccola faceva fatica a
respirare e la febbre andava sempre piú su,inspiegabilmente. Verso le tre di notte, ho preso la macchina e siamo volati in ospedale, quello pubblico.
Ma a quell’ora non ci hanno accolti e cosí sono corso ad un altro ospedale lí vicino. Alle 6, quando siamo rientrati a casa Paola aveva un coltello vicino al letto e aveva cercato di tagliarsi le vene,ma con la poca forza che ha, era riuscita solamente a farsi qualche graffio. Non so come abbia fatto ad arrivare sino in cucina da sola, visto che non sitiene in piedi ... Ma ha approfittato del fatto che non c’era nessuno accanto a lei... Meno male che non é successo niente. Da quel momento, Paola ha ripreso tono...
Per due volte é stata in cucina a darci una mano, é uscita in macchina con noi, ha fatto il bagno, non ha piú vomitato, i suoi pannoloni reggono per tutto il giorno, non si lamenta piú di notte...
Domenica pomeriggio in macchina era tutto uno spettacolo da filmare. Eravamo in 12, dentro. Ci é venuto in mento di far cantare ad ognuno una canzoncina, tanto per far passare il tempo prima dirientrare a casa. E’ stato uno spettacolo, meglio di Sanremo (non ci vuole molto, credo), che non riesco a rendere con le parole! Ogni bambino ha cantato la sua canzoncina: “Ora tocca a me, adesso tocca a me!”, si litigavano. Anche Paola ha cantato, e la si vedeva orgogliosa e felice. Ci siamo resi conto che sa un sacco di canzoncine per bambini, e le ha insegnate ai suoi figli. In un momento che eravamo soli in macchina, mi ha raccontato di suo marito, morto mesi fa, delle corse continue all’ospedale, del rifiuto dei parenti, delle penurie, delle immense sofferenze sofferte insieme, dell’amore che li univa...
Canzoni e silenzio, commozione e gioia, dentro nella nostra infaticabile camionetta 725 PIT (questa é la targa).
E per finire in gloria, domenica sera, una indimenticabile pizza al forno preparata dalla nostra Anna! Che mangiata, anche per i bimbi!
felicissimi dei loro sandaletti!).
Domenica abbiamo fatto un giretto al parco, rubando sempre un po’ di tempo per le visite in ospedale a Teresita. Giovedí notte ce la siamo vista brutta perché la piccola faceva fatica a
respirare e la febbre andava sempre piú su,inspiegabilmente. Verso le tre di notte, ho preso la macchina e siamo volati in ospedale, quello pubblico.
Ma a quell’ora non ci hanno accolti e cosí sono corso ad un altro ospedale lí vicino. Alle 6, quando siamo rientrati a casa Paola aveva un coltello vicino al letto e aveva cercato di tagliarsi le vene,ma con la poca forza che ha, era riuscita solamente a farsi qualche graffio. Non so come abbia fatto ad arrivare sino in cucina da sola, visto che non sitiene in piedi ... Ma ha approfittato del fatto che non c’era nessuno accanto a lei... Meno male che non é successo niente. Da quel momento, Paola ha ripreso tono...
Per due volte é stata in cucina a darci una mano, é uscita in macchina con noi, ha fatto il bagno, non ha piú vomitato, i suoi pannoloni reggono per tutto il giorno, non si lamenta piú di notte...
Domenica pomeriggio in macchina era tutto uno spettacolo da filmare. Eravamo in 12, dentro. Ci é venuto in mento di far cantare ad ognuno una canzoncina, tanto per far passare il tempo prima dirientrare a casa. E’ stato uno spettacolo, meglio di Sanremo (non ci vuole molto, credo), che non riesco a rendere con le parole! Ogni bambino ha cantato la sua canzoncina: “Ora tocca a me, adesso tocca a me!”, si litigavano. Anche Paola ha cantato, e la si vedeva orgogliosa e felice. Ci siamo resi conto che sa un sacco di canzoncine per bambini, e le ha insegnate ai suoi figli. In un momento che eravamo soli in macchina, mi ha raccontato di suo marito, morto mesi fa, delle corse continue all’ospedale, del rifiuto dei parenti, delle penurie, delle immense sofferenze sofferte insieme, dell’amore che li univa...
Canzoni e silenzio, commozione e gioia, dentro nella nostra infaticabile camionetta 725 PIT (questa é la targa).
E per finire in gloria, domenica sera, una indimenticabile pizza al forno preparata dalla nostra Anna! Che mangiata, anche per i bimbi!
lunedì 19 maggio 2008
cotta e stracotta
Casa de los niños, 19 maggio 2008
Carissimi, sará un messaggio a spezzettoni, visto che é tardi e sono un po' indietro con i lavoretti di casa. A dire il vero, dovrei essere a letto, visto che é quasi mezzanotte, ma siamo soli in casa con Anna, l'amica di Toano che é venuta a darci una mano per un mese, e le faccende sono tante, e non si puó sempre rinviare a domani.
Comincio inviando alcune foto nostre, tanto non credo che vi stanchiate di guardarci in faccia, e poi sono le foto di 'casa', le ultime, che magari sarete contenti di ricevere. Tra una foto e l'altra io ne approfitto per spazzare, mettere su una macchinata di panni sporchi in lavatrice e dare un'occhiata ai nostri pupetti su di sopra. La novitá bella di questo inizio di settimana é che Teresita é tornata a casa dall'ospedale, dopo aver superato una brutta polmonite, che ci aveva spaventati davvero.
Immaginatevi la festa degli altri bimbi quando l'hanno vista arrivare a casa, nel pomeriggio!
Le foto le ha fatte l'Anna, che ringraziamo tanto per la grandissima generositá con cui vive ogni momento qui con noi. Si capisce che alle nove di sera sia cotta e stracotta!
Carissimi, sará un messaggio a spezzettoni, visto che é tardi e sono un po' indietro con i lavoretti di casa. A dire il vero, dovrei essere a letto, visto che é quasi mezzanotte, ma siamo soli in casa con Anna, l'amica di Toano che é venuta a darci una mano per un mese, e le faccende sono tante, e non si puó sempre rinviare a domani.
Comincio inviando alcune foto nostre, tanto non credo che vi stanchiate di guardarci in faccia, e poi sono le foto di 'casa', le ultime, che magari sarete contenti di ricevere. Tra una foto e l'altra io ne approfitto per spazzare, mettere su una macchinata di panni sporchi in lavatrice e dare un'occhiata ai nostri pupetti su di sopra. La novitá bella di questo inizio di settimana é che Teresita é tornata a casa dall'ospedale, dopo aver superato una brutta polmonite, che ci aveva spaventati davvero.
Immaginatevi la festa degli altri bimbi quando l'hanno vista arrivare a casa, nel pomeriggio!
Le foto le ha fatte l'Anna, che ringraziamo tanto per la grandissima generositá con cui vive ogni momento qui con noi. Si capisce che alle nove di sera sia cotta e stracotta!
Etichette:
generosità,
lavatrice,
teresita,
toano
mercoledì 7 maggio 2008
grazie paola
Casa dei bambini, 7 maggio 2008
In questa nostra casa abbiamo sinora accompagnato bambini o ragazzini con il sogno di un futuro bello per loro. Lo esprime molto bene María René al mattino, quando, appena sveglia, mi dice: “Nos hemos despertado alegres esta mañana, no ve? (Ci siamo svegliati contenti questa mattina, vero?)”.
Da oltre una settimana mi sveglio con il dubbio sullo stato di salute di Paola, la mammina di 23 anni che abbiamo accolto insieme ai suoi due piccoli perché lei, ammalata terminale di AIDS, ha voluto stare accanto ai suoi figli, fuori dall’ospedale, per vivere gli ultimi istanti vicino a loro.
In 10 giorni ha perso 8 chili e ora ne pesa 28. Si alza solo una volta al giorno dal suo letto che abbiamo preparato nella stanza di sotto, di fronte al televisore, ma non riesce a tenersi in piedi da sola. Ieri mattina ha ricevuto dal nostro parroco l’olio sacro degli ammalati, e la si vede piú serena, anche se non dice quasi una parola.
Mi incarico di cambiarla e pulirla, oltre a prepararle i brodini di pollo che in qualche modo la sostengono. Ogni mattina riceve la comunione e si fa il segno della croce.
Nel pomeriggio di oggi mi ha stupito perché l’ho sorpresa a cantare in karaoke davanti al televisore. Stasera, invece, era molto sofferente perché lo stare sdraiata le provoca piaghe e forti dolori alla schiena. Mi sono seduto sul suo letto e ho cominciato a massaggiarle le spalle. Tutto é dolore in lei. Il suo sembra il corpo flagellato di Gesú, ma il fatto che qualcuno si sieda accanto e la frizioni, la tiene sollevata, e chiude gli occhi assopita e serena.
Oggi pensavo che la nostra vita, la vita di ognuno di noi, é segnata da cose belle, che sono i sogni, gli atti dettati dall’amore, e da cose meno belle, che sono i dolori, le mancanze, gli errori. Tutti facciamo ogni giorno questa esperienza e, siccome ci tocca sul vivo del nostro essere, dovremmo imparare a non giudicare nessuno perché non siamo migliori di nessuno.
Stasera pensavo che sono fortunato perché Paola mi ricorda, nel suo estremo tentativo di afferrarsi alla vita, nella sua lotta dura per arrivare al Cielo, che non c’é tempo da perdere e che il senso vero del mio essere qui si concentra in quei delicati massaggi sul suo corpo martirizzato dalle piaghe di una malattia crudele.
Grazie, Paola, grazie bimbi!
In questa nostra casa abbiamo sinora accompagnato bambini o ragazzini con il sogno di un futuro bello per loro. Lo esprime molto bene María René al mattino, quando, appena sveglia, mi dice: “Nos hemos despertado alegres esta mañana, no ve? (Ci siamo svegliati contenti questa mattina, vero?)”.
Da oltre una settimana mi sveglio con il dubbio sullo stato di salute di Paola, la mammina di 23 anni che abbiamo accolto insieme ai suoi due piccoli perché lei, ammalata terminale di AIDS, ha voluto stare accanto ai suoi figli, fuori dall’ospedale, per vivere gli ultimi istanti vicino a loro.
In 10 giorni ha perso 8 chili e ora ne pesa 28. Si alza solo una volta al giorno dal suo letto che abbiamo preparato nella stanza di sotto, di fronte al televisore, ma non riesce a tenersi in piedi da sola. Ieri mattina ha ricevuto dal nostro parroco l’olio sacro degli ammalati, e la si vede piú serena, anche se non dice quasi una parola.
Mi incarico di cambiarla e pulirla, oltre a prepararle i brodini di pollo che in qualche modo la sostengono. Ogni mattina riceve la comunione e si fa il segno della croce.
Nel pomeriggio di oggi mi ha stupito perché l’ho sorpresa a cantare in karaoke davanti al televisore. Stasera, invece, era molto sofferente perché lo stare sdraiata le provoca piaghe e forti dolori alla schiena. Mi sono seduto sul suo letto e ho cominciato a massaggiarle le spalle. Tutto é dolore in lei. Il suo sembra il corpo flagellato di Gesú, ma il fatto che qualcuno si sieda accanto e la frizioni, la tiene sollevata, e chiude gli occhi assopita e serena.
Oggi pensavo che la nostra vita, la vita di ognuno di noi, é segnata da cose belle, che sono i sogni, gli atti dettati dall’amore, e da cose meno belle, che sono i dolori, le mancanze, gli errori. Tutti facciamo ogni giorno questa esperienza e, siccome ci tocca sul vivo del nostro essere, dovremmo imparare a non giudicare nessuno perché non siamo migliori di nessuno.
Stasera pensavo che sono fortunato perché Paola mi ricorda, nel suo estremo tentativo di afferrarsi alla vita, nella sua lotta dura per arrivare al Cielo, che non c’é tempo da perdere e che il senso vero del mio essere qui si concentra in quei delicati massaggi sul suo corpo martirizzato dalle piaghe di una malattia crudele.
Grazie, Paola, grazie bimbi!
mercoledì 30 aprile 2008
notte dura e ... sorpresa
Ciao! Stanotte é stata dura... a un certo punto mi é sembrato che la nostra Paola se ne fosse andata e cosí ho chiamato per telefono Tania per avvisarla, alle 3 e mezza... Poi dopo un'oretta si é mossa dalla sua posa: meno male. Oggi é stata un po' meglio e ha ricevuto la visita della mamma e di due fratelli. Ora é lí che dorme. Stanotte viene pure Tania a darmi una mano perché sto crollando dal sonno.
Stamattina abbiamo avuto la sorpresa di andare ad una conferenza con il Presidente della Repubblica. Alla fine siamo riusciti a salutarlo personalmente. Ero insieme a JManuel. Ci ha dato la mano! Il Presidente ha detto che ci riceverá nel suo ufficio a La Paz. Devo vedere bene quando potró andare.
Un abbraccio e buona giornata.
Abbiamo festeggiato il compleanno del Padre José che é rimasto molto contento di essere attorniato da tanti bimbi!
Stamattina abbiamo avuto la sorpresa di andare ad una conferenza con il Presidente della Repubblica. Alla fine siamo riusciti a salutarlo personalmente. Ero insieme a JManuel. Ci ha dato la mano! Il Presidente ha detto che ci riceverá nel suo ufficio a La Paz. Devo vedere bene quando potró andare.
Un abbraccio e buona giornata.
Abbiamo festeggiato il compleanno del Padre José che é rimasto molto contento di essere attorniato da tanti bimbi!
Etichette:
comleanno,
notte,
Padre José,
presidente,
repubblica,
sorpresa
martedì 29 aprile 2008
richiesta di aiuto
Salve a tutti!
Vorremmo che anche oggi la Mail arrivasse dalla Bolivia con il resoconto dei progressi delle casette, delle prime famiglie che le abitano, i racconti sui nostri bambini….., ma questa è una lettera dell’Associazione che, esasperata, rende tutti partecipi di quanto sta accadendo.
Fin dagli inizi tra alcuni di noi ed Aristide, era maturato un grande sogno: costruire un villaggio per dare un tetto e una prospettiva di vita dignitosa alle famiglie dei nostri bimbi ammalati di AIDS e a tante altre famiglie in gravissime difficoltà conosciute in questi anni.
Sapevamo che era un sogno, ma ci piaceva crederci….Poi nel 2006 è successo quello che allora chiamammo un miracolo: una Congregazione di Suore Francescane che vivevano a Cochabamba ci offrirono un terreno di 48000 mq. ad un prezzo che ci sembrò interessante $ 240.000 (che poi diventarono 260.000 in quanto sul terreno ci sono due case un po’ vecchiotte ma perfettamente abitabili). Subito ci siamo fatti prendere dall’euforia, eravamo al “settimo cielo”, lì sarebbe potuto nascere il nostro villaggio, la “Cittadella Arcobaleno”! Ma tutti quei soldi per comperare il terreno non li avevamo.
Ci siamo riuniti, abbiamo discusso e alla fine abbiamo deciso di buttarci in questa “pazzia”, chiediamo alle Suore un anno di tempo per il pagamento, firmiamo il compromesso e iniziamo a lavorare per raccogliere i fondi. Molti di voi sapranno che le iniziative dell’Associazione sono tante e semplici: mercatini, cene di solidarietà, e tutto cio che ci può aiutare per raccogliere un po’ di soldi.
Ma per questa impresa non ce l’avremmo mai fatta senza l’aiuto di tutti voi! Tante aziende del comprensorio, gli amici di Toano, Tressano,Casalgrande, Scandiano, quelli di Levizzano, le Parrocchie e gli amici di Udine, tante persone anonime, i ragazzi di Roteglia coi Giochi d’Estate, tanti sposi che hanno devoluto al nostro progetto le spese delle bomboniere, soprattutto tanti bambini..., insomma ognuno di voi ha contribuito affinché il sogno si andasse via, via concretizzando. E con largo anticipo abbiamo saldato il debito con le suore.
Tutto sembrava fatto, mancava solo la firma nell’atto definitivo.
Ora, a distanza di un anno , passato tra rinvii e nuovi appuntamenti, inaspettatamente per ottenere questa firma, le Suore ci chiedono 1.000.000 di dollari, motivando il fatto che i Vescovi Boliviani non possono dare loro l’autorizzazione per vendere ad un prezzo così basso. ASSURDO!!
Teniamo a precisare che le suore , quel terreno, lo hanno ricevuto in donazione!
La settimana scorsa, sono arrivate al punto di citarci a un giudizio civile, in Bolivia, per dolo. INCREDIBILE!! E hanno delegato il processo ad avvocati pubblicamente conosciuti come poco raccomandabili. E ovvio che il denaro può annebbiare un po’ la mente e far perdere di vista gli insegnamenti di Gesù e gli esempi di San Francesco, di cui loro hanno abbracciato la fede e il carisma.
Noi abbiamo cercato di far loro capire che tutti quei soldi non riusciremo mai a metterli insieme, anche lavorando sodo e che non avremmo mai accettato l’acquisto a queste condizioni se lo avessimo saputo un anno fa.
Ora sul terreno si stanno terminando le prime 16 casette, alcune delle quali gia’ abitate dalle nostre famiglie. A noi non interessa essere proprietari di case o terreni in Bolivia…. Potremmo anche rinunciare a tutto, ma abbiamo preso un impegno con le famiglie , con i nostri bambini e con tutti coloro che con sacrificio ci hanno aiutati. Con quale coraggio possiamo dir loro: “ Scusate, ci siamo sbagliati!!! Dovete tornare a dormire e a morire nei vostri tuguri o per strada…..”
NO! Non è possibile, e soprattutto non è giusto!
Noi siamo decisi a batterci con tutte le nostre forze perché il nostro e il loro sogno possa diventare realtà! Questa storia, come dicevamo, va avanti da un anno e abbiamo sempre sperato di trovare una soluzione che non urtasse nessuno. Ma adesso abbiamo davvero bisogno di voi tutti! Vogliamo tentare con una “pioggia” di e-mail da indirizzare alla Casa Madre delle Suore, in Austria, ai Vescovi e alle Autorità Ecclesiastiche della Bolivia, per denunciare il nostro malcontento, il nostro malessere, la nostra indignazione di fronte a questo comportamento; per chiedere spiegazioni, motivazioni o per esprimere quello che il cuore ci suggerisce.
Un grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci in questa penosa ma necessaria battaglia per il bene!
Associazione Casa de los Ninos
debito,
Vorremmo che anche oggi la Mail arrivasse dalla Bolivia con il resoconto dei progressi delle casette, delle prime famiglie che le abitano, i racconti sui nostri bambini….., ma questa è una lettera dell’Associazione che, esasperata, rende tutti partecipi di quanto sta accadendo.
Fin dagli inizi tra alcuni di noi ed Aristide, era maturato un grande sogno: costruire un villaggio per dare un tetto e una prospettiva di vita dignitosa alle famiglie dei nostri bimbi ammalati di AIDS e a tante altre famiglie in gravissime difficoltà conosciute in questi anni.
Sapevamo che era un sogno, ma ci piaceva crederci….Poi nel 2006 è successo quello che allora chiamammo un miracolo: una Congregazione di Suore Francescane che vivevano a Cochabamba ci offrirono un terreno di 48000 mq. ad un prezzo che ci sembrò interessante $ 240.000 (che poi diventarono 260.000 in quanto sul terreno ci sono due case un po’ vecchiotte ma perfettamente abitabili). Subito ci siamo fatti prendere dall’euforia, eravamo al “settimo cielo”, lì sarebbe potuto nascere il nostro villaggio, la “Cittadella Arcobaleno”! Ma tutti quei soldi per comperare il terreno non li avevamo.
Ci siamo riuniti, abbiamo discusso e alla fine abbiamo deciso di buttarci in questa “pazzia”, chiediamo alle Suore un anno di tempo per il pagamento, firmiamo il compromesso e iniziamo a lavorare per raccogliere i fondi. Molti di voi sapranno che le iniziative dell’Associazione sono tante e semplici: mercatini, cene di solidarietà, e tutto cio che ci può aiutare per raccogliere un po’ di soldi.
Ma per questa impresa non ce l’avremmo mai fatta senza l’aiuto di tutti voi! Tante aziende del comprensorio, gli amici di Toano, Tressano,Casalgrande, Scandiano, quelli di Levizzano, le Parrocchie e gli amici di Udine, tante persone anonime, i ragazzi di Roteglia coi Giochi d’Estate, tanti sposi che hanno devoluto al nostro progetto le spese delle bomboniere, soprattutto tanti bambini..., insomma ognuno di voi ha contribuito affinché il sogno si andasse via, via concretizzando. E con largo anticipo abbiamo saldato il debito con le suore.
Tutto sembrava fatto, mancava solo la firma nell’atto definitivo.
Ora, a distanza di un anno , passato tra rinvii e nuovi appuntamenti, inaspettatamente per ottenere questa firma, le Suore ci chiedono 1.000.000 di dollari, motivando il fatto che i Vescovi Boliviani non possono dare loro l’autorizzazione per vendere ad un prezzo così basso. ASSURDO!!
Teniamo a precisare che le suore , quel terreno, lo hanno ricevuto in donazione!
La settimana scorsa, sono arrivate al punto di citarci a un giudizio civile, in Bolivia, per dolo. INCREDIBILE!! E hanno delegato il processo ad avvocati pubblicamente conosciuti come poco raccomandabili. E ovvio che il denaro può annebbiare un po’ la mente e far perdere di vista gli insegnamenti di Gesù e gli esempi di San Francesco, di cui loro hanno abbracciato la fede e il carisma.
Noi abbiamo cercato di far loro capire che tutti quei soldi non riusciremo mai a metterli insieme, anche lavorando sodo e che non avremmo mai accettato l’acquisto a queste condizioni se lo avessimo saputo un anno fa.
Ora sul terreno si stanno terminando le prime 16 casette, alcune delle quali gia’ abitate dalle nostre famiglie. A noi non interessa essere proprietari di case o terreni in Bolivia…. Potremmo anche rinunciare a tutto, ma abbiamo preso un impegno con le famiglie , con i nostri bambini e con tutti coloro che con sacrificio ci hanno aiutati. Con quale coraggio possiamo dir loro: “ Scusate, ci siamo sbagliati!!! Dovete tornare a dormire e a morire nei vostri tuguri o per strada…..”
NO! Non è possibile, e soprattutto non è giusto!
Noi siamo decisi a batterci con tutte le nostre forze perché il nostro e il loro sogno possa diventare realtà! Questa storia, come dicevamo, va avanti da un anno e abbiamo sempre sperato di trovare una soluzione che non urtasse nessuno. Ma adesso abbiamo davvero bisogno di voi tutti! Vogliamo tentare con una “pioggia” di e-mail da indirizzare alla Casa Madre delle Suore, in Austria, ai Vescovi e alle Autorità Ecclesiastiche della Bolivia, per denunciare il nostro malcontento, il nostro malessere, la nostra indignazione di fronte a questo comportamento; per chiedere spiegazioni, motivazioni o per esprimere quello che il cuore ci suggerisce.
Un grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci in questa penosa ma necessaria battaglia per il bene!
Associazione Casa de los Ninos
debito,
Iscriviti a:
Post (Atom)

